PARLAMENTO UE

Scelte forti e condivise

Allargamento, energie alternative, integrazione

Un “sistema europeo comune” di asilo, tasse sui trasporti stradali maggiormente inquinanti (Eurovignetta), videogiochi più sicuri per i bambini. Come sempre la sessione plenaria dell’Europarlamento propone vari temi sui quali giungono indicazioni politiche e legislative “forti”. La riunione del 9-12 marzo in realtà è stata contrassegnata dal dibattito sulla situazione economica (SIR Europa 19/2009), anche in vista del summit dei capi di Stato e di governo del 19-20 marzo e del G20 di Londra del 2 aprile. Per il 7 maggio è invece annunciato un vertice straordinario a Praga “che si occuperà – ha spiegato a Strasburgo il presidente della Commissione José Manuel Barroso – in particolare della ricadute occupazionali della recessione e dovrebbero essere presenti anche le parti sociali”.Allargamento, avanti adagio. I deputati si sono espressi, dopo ampio dibattito, sui negoziati di adesione riguardanti i tre paesi candidati, ossia Croazia, Turchia, Macedonia. Per la Croazia si formula l’auspicio che le trattative “possano concludersi nel 2009” (lasciando intendere un’adesione ufficiale appena sarà entrato in vigore il Trattato di Lisbona), ma in questo senso occorre intensificare la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. Allo stesso tempo dovranno essere risolti alcuni problemi bilaterali con la Slovenia e sul versante dell’amministrazione interna. La maggiore attenzione si è concentrata, come c’era da attendersi, sui dossier aperti con Ankara: le trattative in atto – è ribadito nel testo approvato in aula – costituiscono il punto di partenza di un processo “lungo” e “senza limiti di tempo”. Ovvero l’Ue si tiene le mani libere, pur senza negare la “prospettiva europea” al grande paese euroasiatico. Al governo di Erdogan è chiesto si rispettare tutti i criteri di Copenaghen, concentrandosi sulle riforme politiche ed economiche e sul rispetto dei diritti delle donne e delle minoranze. L’Assemblea deplora invece che non sia “pienamente rispettata” la libertà di stampa e ribadisce “la necessità di sviluppare un quadro giuridico affinché tutte le comunità religiose possano operare senza indebite restrizioni, in particolare per quanto riguarda l’istruzione religiosa e la costruzione di luoghi di culto”. Per la Macedonia, che ha lo status di candidato ma non ha ancora avviato negoziati, si invita il Consiglio a procedere al più presto in tal senso.Meno petrolio, più energie alternative. “È sempre più pressante” la necessità di “sviluppare una politica energetica comunitaria coerente e globale” che garantisca la “sicurezza degli approvvigionamenti in un momento in cui l’Unione europea sta diventando sempre più dipendente dalle importazioni”. L’affermazione è del deputato Herbert Reul che ha firmato la relazione sulle fonti di energia. La relazione ricorda che il petrolio “è una risorsa destinata all’esaurimento” e la dipendenza dell’Unione da queste importazioni “raggiungerà il 95% entro il 2030”. Il testo auspica “un mutamento radicale della politica” comunitaria, la progressiva riduzione del consumo di petrolio, il risparmio e le alternative ai combustibili fossili “con minori emissioni”, compresi il nucleare e le rinnovabili. Al contempo, sollecita “investimenti nelle infrastrutture” (il riferimento va principalmente ai gasdotti), “relazioni più dinamiche con i paesi fornitori” e “maggiore trasparenza dei mercati”. Il Parlamento si è poi pronunciato sulla direttiva che mira a “promuovere trasporti stradali più ecologici mediante tasse a copertura dei costi dell’inquinamento atmosferico e acustico”. Gli introiti così ottenuti dovrebbero essere assegnati alle grandi Reti di trasporto europee, alla costruzione di aree di parcheggio e al miglioramento delle prestazioni ambientali dei veicoli. Rom, una politica per l’integrazione. Cultura e lingua rom costituiscono “un valore europeo”: la definizione è contenuta in una relazione approvata ad ampia maggioranza, volta a favorire (e non è la prima volta che l’emiciclo adotta una simile posizione) la protezione “della più grande minoranza” comunitaria e l’integrazione a livello sociale. Gli eurodeputati chiedono una “strategia coordinata” che in particolare si concentri su istruzione, assistenza sanitaria, inserimento nel mondo lavorativo, problema-casa. La relatrice, la deputata ungherese Magda Kosane Kovacs, ha ricordato che le politiche sinora assunte a livello nazionale “non hanno migliorato la situazione” in Europa. Per questo si prefigura la necessità di un intervento comune. Fra l’altro la relazione invita i governi a contrastare le espressioni di “odio razziale e l’istigazione alla violenza” nei mass media. Si richiedono iniziative volte a “ideare e attuare progetti per combattere gli stereotipi negativi contro i rom a tutti i livelli, che possano essere sostenuti da fondi Ue”. Seguono una serie di proposte operative riguardanti il campo dell’istruzione primaria e della scuola, il lavoro e il sostegno alle donne rom.