Giustizia e pace: azione europea contro la trattaUn’azione concertata europea per combattere il traffico di esseri umani, a partire dalla fine del mese di marzo: è stata discussa e decisa a Praga, durante l’incontro annuale dei segretari generali della Conferenza delle Commissioni europee Giustizia e pace (“Giustizia e pace Europa”) che si è svolta dal 6 all’8 marzo a Praga, nella Repubblica Ceca. “Giustizia e pace Europa” riunisce 31 commissioni nazionali di tutto il continente. Quest’anno l’incontro si è svolto a Praga a motivo della presidenza Ue del primo semestre del 2009 alla Repubblica Ceca, ma anche per “apprendere dalle esperienze dei partecipanti l’esperienza di trasformazione della società vissuta dal Paese negli ultimi vent’anni”, spiegano i promotori. “Giustizia e pace Europa”, attraverso il suo lavoro, intende infatti contribuire, in tempo di crisi finanziaria, “alla ricostruzione di una economia europea basata sulla giustizia e sul rispetto di tutti i cittadini e del bene comune”. L’organismo europeo ha appena concluso un’azione concertata, con tutti i suoi membri, sulla riduzione della povertà in Europa, con la richiesta agli Stati di mantenere le promesse fatte con gli Obiettivi del Millennio. Stavolta il focus dell’incontro si è concentrato sul traffico di esseri umani: l’azione comune sarà seguita da un programma con vittime della tratta e rispettive famiglie nella regione dei Carpazi in Ucraina, portato avanti dalla Commissione ucraina Giustizia e pace e da Caritas Ucraina. I partecipanti all’incontro hanno anche fatto visita alle locali comunità Rom, per rendersi conto dei problemi che incontrano “in tutti i Paesi europei” e degli sforzi che la Repubblica Ceca sta facendo per integrare in società questo gruppo marginalizzato.Irlanda: per una finanza eticaUna banca cattolica irlandese, la “Clann Credo” con sede a Dublino, non ha sofferto in questo periodo di recessione perché investe soltanto in società affidabili dal punto di vista etico. Lo riferisce il settimanale cattolico “Tablet spiegando che questo istituto finanziario, che è stato fondato dall’ordine delle suore della Presentazione nel 1996 e riceve contributi da oltre venti congregazioni religiose e dal fondo del governo irlandese per I progetti sociali, è ormai il più importante erogatore di finanza sociale per progetti di comunità in Irlanda. “Clann Credo” ha prestato sette milioni di euro a diverse “charities” lo scorso anno, sponsorizzando oltre duecento progetti di comunità e volontariato in tutta Irlanda. L'”Ecumenical Council for Corporate Responsibility”, il “Consiglio ecumenico per la responsabilità aziendale”, una rete di chiese irlandesi e britanniche e di altri gruppi che si batte per una economia più giusta e rispettosa dell’ambiente ha definito l’esempio di “Clann Credo” un modello di investimenti etici da seguire. “Questa crisi ha dimostrato l’instabilità’ degli investimenti non etici tradizionali” ha dichiarato Myles Litvinof, coordinatore dell'”Ecumenical Council for Corporate Responsibility”. Secondo Litvinof se più persone che investono fossero consapevoli dell’importanza di uno sviluppo sostenibile avremmo meno crisi economiche. “E’ un’opportunità per convincere le persone a spostare i propri risparmi altrove. Per le comunità religiose è importante pensare a lungo termine”, ha detto Litvinof.Austria: “la lunga notte delle Chiese” L’iniziativa ecumenica “La lunga notte delle chiese” varca le frontiere austriache: quest’anno, oltre alle circa 600 chiese in Austria, ne resteranno aperte fino a tarda notte anche in Slovenia, in Sud Tirolo e a Brno, diocesi della Repubblica Ceca gemellata con Vienna. L’ecumenismo è protagonista della manifestazione in Austria: secondo l’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, infatti, il 5 giugno si svolgerà a Vienna una celebrazione inaugurale ecumenica presso la Chiesa luterana della città. Inoltre, sono circa 30 le comunità delle altre Chiese cristiane appartenenti al Consiglio ecumenico, che prenderanno parte all’evento. È anche previsto un incontro presso la Kalvarienbergkirche tra il politologo Anton Pelinka e il card. Christoph Schönborn, durante il quale si discuterà del compito di politica sociale della chiesa. Le chiese austriache che partecipano all’iniziativa ospiteranno svariati eventi per persone di tutte le età. “I parroci hanno sfruttato l’opportunità di chiedersi come presentarsi. Ecco perché ogni anno viene proposto un programma creativo che spazia dall’aspetto spirituale a quello culturale e sociale”, ha affermato Karl Rühriinger, responsabile dell’evento per Vienna, che ha sottolineato come l’adesione delle comunità cristiane non cattoliche offra “ai visitatori l’occasione di conoscere anche altre Chiese”.