FRANCIA
Bioetica: il contributo della Chiesa per un dialogo nella verità
"Il dialogo non è volto a raggiungere un consenso", bensì "a lavorare affinché le intelligenze, confrontandosi le une con le altre, possano elaborare cammini che siano sempre di progresso". Così mons. Pierre d’Ornellas, arcivescovo di Rennes e presidente del Gruppo di lavoro sulla bioetica istituito dalla Conferenza episcopale francese nell’autunno 2007, commenta l’impegno della Chiesa per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi bioetici attraverso un libro, un Dvd, e un blog aperto a tutti i cittadini francesi, che su www.bioethique.catholique.fr possono confrontarsi e interagire con diversi esperti in materia. Lo scorso 4 febbraio l’Eliseo ha lanciato gli "Stati generali della bioetica", definiti dal ministro della Salute Roselyn Bachelot-Narquin "un evento democratico senza precedenti" poiché consentono di avviare un dibattito a livello nazionale in vista della revisione della legge sulla bioetica del 2004, che dovrà avvenire tra la fine del 2009 e il primo trimestre del 2010. Il nuovo provvedimento dovrà tenere conto, ha spiegato il ministro, "dei costanti progressi scientifici e dell’evoluzione della società e della mentalità".Gli "Stati generali" si svolgeranno fino a giugno 2009: per l’occasione l’Agenzia francese per la biomedicina ha attivato dal 16 febbraio un proprio sito www.etatsgenerauxdelabioethique.fr sul quale è possibile consultare i documenti di riferimento, il calendario delle iniziative e il contributo dei visitatori: esperti, cittadini comuni e rappresentanti delle confessioni religiose e delle diverse correnti di pensiero. I materiali, raccolti e classificati, verranno portati ai tre forum cittadini previsti in giugno con la partecipazione di esperti, filosofi, giuristi, sociologi, eticisti e rappresentanti religiosi e di associazioni: a Marsiglia il 9 giugno; a Rennes il 16 giugno, a Strasburgo il 16 giugno. A concludere i dibattiti pubblici con una sintesi dei forum sarà un colloquio finale in programma a Parigi il 23 giugno. Sette i temi oggetto di riflessione nel quadro della revisione legislativa: la ricerca sull’embrione; il prelievo e il trapianto di organi, tessuti e cellule; le modalità di espressione del consenso nei protocolli di ricerca; il principio della indisponibilità del corpo umano; l’assistenza medica alla procreazione; lo sviluppo della medicina predittiva, l’estensione del ricorso alla diagnosi prenatale e alla diagnosi reimpianto.L’impegno della Chiesa. "Tutti i cattolici sono invitati al dibattito afferma mons. d’Ornellas . La posta in gioco è talmente importante per la società che vogliamo costruire che solo un dialogo rispettoso di ciascuno, che tenga conto di ciò che vi è nel profondo di ogni persona, può condurre ad una via francese della bioetica". Per questo nelle diocesi vengono promossi incontri di formazione con esperti di diritto, biomedicina e teologia, incaricati dai vescovi. Nei mesi scorsi il Gruppo di lavoro della Conferenza episcopale ha avuto delle audizioni con specialisti della materia e ha riunito una ventina di cattolici impegnati in campo bioetico: il primo frutto è stato un dossier elaborato per la plenaria della Conferenza episcopale dell’aprile 2008. Ad esso sono seguiti il volume "Bioetica, proposta per un dialogo" che affronta i già citati temi oggetto di dibattito per le revisione legislativa, il Dvd e il blog. Intitolato "La vita in discussione. La bioetica con riferimento al Vangelo", il Dvd è disponibile in libreria dal 1° marzo e propone la riflessione di medici ed esperti, ma anche la testimonianza sul campo di ostetriche, associazioni di bambini handicappati, accompagnatori della procreazione assistita. Dal canto sui il blog propone ogni settimana una riflessione scritta da un esperto, sulla quale ognuno può intervenire.In vista del bene comune. Per mons. Pierre Leveneur, docente di diritto civile alla Facoltà di Assas, "di fronte all’emergere dei diritti soggettivi e davanti al grido delle sofferenze individuali" occorre ripensare "la legge civile, la sua missione e il suo ruolo in vista del bene comune". "Se legiferare sulla bioetica appare legittimo ammonisce il giurista la moltiplicazione delle eccezioni" rischia di "scalfire principi intangibili come ad esempio quello della tutela dell’embrione". "Che uomo vogliamo? Quale società intendiamo costruire? Che posto intendiamo accordare alla fragilità in una società della performance come la nostra?" si chiede mons. Gérard Defois, arcivescovo emerito di Lille e uno dei sei vescovi membri del Gruppo di lavoro, rammentando che la legge deve "essere difensiva e porre dei paletti", stabilire "la meta dove si vuole arrivare", bilanciare gli interessi di tutti, definire punti fermi "di umanità", ma ha anche il "compito morale" di "perseguire il bene comune". Secondo Xavier Lacroix, membro del Comitato nazionale per l’etica, la Chiesa deve vigilare "sull’unità della persona umana" e sul "principio di vulnerabilità" per essere "la voce dei senza voce".