Germania: una pastorale per i bambiniUn nuovo ufficio per la pastorale per i bambini è stato aperto dall’arcidiocesi di Monaco e Frisinga nei giorni scorsi. L’iniziativa rientra nella politica di rafforzamento delle attività dell’arcidiocesi nel settore dedicato ai più piccoli. L’ufficio è diretto da Monika Mehringer, che si occupa di formare, dare consulenza e coordinare i collaboratori dipendenti e volontari che organizzano le proposte di pastorale per i bambini fino ai 10 anni di età. Un aspetto fondamentale del lavoro dell’ufficio è la formazione e l’aggiornamento di insegnanti per gruppi formati da genitori e figli, nonché di dipendenti e volontari per la preparazione delle Messe per i bambini. Mehringer rappresenterà l’arcidiocesi anche per i progetti ecumenici per i bambini, come il Centro per i bambini che verrà allestito nel 2010 a Monaco in occasione della Seconda Giornata ecumenica delle Chiese. Sono oltre 1.000 i gruppi di genitori e figli attivi nell’arcidiocesi: si tratta di gruppi che riuniscono genitori di diverse religioni e nazionalità, con i figli fino a 4 anni di età. Non si tratta solo di collaborare alla realizzazione delle funzioni per i bambini, ma anche dell’animazione musicale o dell’aiuto in situazioni difficili. “I genitori cercano oggi più che mai un’educazione religiosa che sia responsabile dal punto di vista pedagogico e teologico”, ha osservato Mehringer, sottolineando che “per questo motivo, le parrocchie e le istituzioni ecclesiastiche assumono un ruolo centrale. Ma per far ciò, i collaboratori devono parlare la lingua dei bambini. Devono sapere quali contenuti possono essere trasmessi loro in modo idoneo per la loro età e cosa può interessarli”. Per questo motivo, Mehringer ha realizzato una serie di materiali che riuniscono contributi di teologi, insegnanti di religione, educatori di diverse diocesi bavaresi sul tema.Austria: delusione per i pochi fondi allo sviluppoDelusione per il mancato innalzamento dei fondi stanziati per la cooperazione allo sviluppo è stata espressa nei giorni scorsi da numerose organizzazioni austriache impegnate nel settore. “Le belle parole” del ministro delle finanze austriaco Josef Pröll “contrastano con la triste realtà dell’aiuto allo sviluppo”, ha commentato “Arbeitsgemeinschaft Globale Verantwortung” (Comunità di lavoro Responsabilità globale), l’associazione che riunisce le varie organizzazioni e Ong del settore, tra cui Caritas, Diakonie, Croce Rossa. Critico anche il vescovo Ludwig Schwarz, Presidente dell’Ufficio di coordinamento della Conferenza episcopale austriaca per lo sviluppo internazionale e la missione (Koo): “Lo stesso importo di prima è troppo poco, soprattutto ora in cui le situazioni di emergenza aumentano a causa della crisi”. Ruth Picker, Direttrice della “Ag Globale Verantwortung” ha sottolineato che la decisione sui fondi “costerà la vita a persone che vivono nel Sud del mondo, e che ora più che mai dipendono dalla nostra solidarietà”. Le due organizzazioni hanno ricordato che “l’Austria si è impegnata nei confronti dell’Ue a contribuire al raggiungimento degli obiettivi del millennio e ad innalzare i fondi stanziati per i poveri fino allo 0,51% del Pil entro il 2010 e fino allo 0,7% entro il 2015. La decisione di bilancio, tuttavia, rende impossibile mantenere la promessa dell’Austria per il 2010. “Solo una minima parte delle somme attualmente impegnate per salvare le banche basterebbe per garantire la sopravvivenza dei più poveri. Ora più che mai è urgente fare piani concreti per incrementare la cooperazione allo sviluppo nei prossimi anni, per poter raggiungere l’obiettivo promesso dello 0,7% entro il 2015”. Anche Michael Chalupka, responsabile dell’organizzazione evangelica Diakonie, ha valutato negativamente la decisione del governo: “Se nel mezzo della crisi economica globale, risparmiamo ancora a spese delle persone che già prima vivevano nella povertà più estrema, non abbiamo imparato niente. Viviamo in un mondo che dobbiamo dividerci”. Portogallo: “un aiuto silenzioso”Annunciando il titolo delle sue catechesi quaresimali, “La Parola Creatrice e la Redenzione”, mons. José Policarpo, Patriarca di Lisbona, ha dichiarato che “l’attuale momento di crisi esige un aiuto silenzioso, discreto, da persona a persona, da vicino a vicino, all’interno di ciascuna comunità”. Pur riconoscendo l’importanza delle misure finanziarie, economiche e sociali messe in atto dai governi, e il sentimento positivo di speranza che esse possono suscitare, il Patriarca si è detto convinto che “il contrasto alle difficoltà economiche deve andare al di là delle sole risposte strutturali di natura pubblica”. “Forse non è in nostro potere riuscire a risolvere i grandi problemi internazionali, ma ciò che dobbiamo fare è saper accogliere con amore, aiutare in tutto ciò che rientra nelle nostre possibilità, orientando le persone verso altre forme di soluzione: rinunciare per condividere con gli altri, può ad esempio costituire la manifestazione della nostra speranza di conversione”. “Nel contesto delle attuali esigenze di carità, è necessario intensificare la pratica del digiuno: privarsi e rinunciare, per poter offrire; assumere atteggiamenti modesti, per dominare la nostra vanità; condividere la povertà per capire e saper accogliere i nostri fratelli”.