QUARESIMA

Inghilterra, Portogallo, Chiese dell’Est

Inghilterra: per i bimbi cambogiani orfani AidsAvrà luogo il 6 marzo la tradizionale Giornata di digiuno (Fast Day) promossa dalla charity cattolica per gli aiuti al Terzo Mondo, Cafod. In questo fine settimana verranno distribuite, presso tutte le chiese, le buste nelle quali si potrà donare il corrispondente in denaro del pranzo o della cena del giorno. Le offerte della giornata verranno destinate ai bimbi cambogiani rimasti orfani per l’Aids. Il sito di Cafod e i poster del Fast day 2009 raccontano la storia di Phalla che ha perso la famiglia per le atrocità dei Khmer Rossi e che è stata imprigionata e torturata. Oggi ha cinque figli suoi e altri otto in affido che sono stati resi orfani dall’Aids. Curarli dà senso alla sua vita e l’aiuto che riceve da charities come Cafod le serve per comprare cibo, vestito e libri scolastici per loro. Le proposte quaresimali di Cafod non si fermano qui: tra le più curiose quella di fare una pausa quotidiana di venti minuti di silenzio e immobilità a sottolineare come si può trovare pace soltanto in Dio. Durante i 40 giorni che separano dalla Pasqua Cafod invierà a chi ne farà richiesta un passo delle Scritture. A servirsi dei siti di “social networking” su Internet per promuovere il silenzio della Quaresima è anche la Chiesa di Inghilterra. Sul sito “Twitter” la Chiesa manderà piccoli messaggi per invitare le persone a compiere gesti di generosità. Nel 2007 oltre 130.000 persone hanno partecipato all’iniziativa.Portogallo: a fianco delle famiglie più povere Le specifiche ripercussioni della crisi economica e finanziaria mondiale sulla società portoghese hanno costituito la principale preoccupazione dei messaggi quaresimali dei vescovi. L’attenzione cristiana e solidale emerge in particolare dalle destinazioni dei proventi delle rinunce quaresimali raccolte dalle diverse diocesi. Il vescovo dell’Algarve, mons. Manuel Quintas, annunciando l’appoggio alle famiglie colpite dall’attuale momento recessivo, ha ricordato che “i cristiani non possono rimanere sordi alle richieste di aiuto dei poveri e chiudere i loro cuori dinanzi alla loro sofferenza”. Mons. Manuel Pelino, vescovo di Santarém, ha invitato i fedeli a considerare “la crisi come un’occasione di revisione di modello sociale consumistico, attuando uno stile di vita evangelico, più semplice ed austero, meno egoista e maggiormente solidale”. La diocesi di Lisbona ha deciso di destinare i fondi quaresimali a favore dei bambini della Casa do Gaiato, che si sforza di promuovere l’educazione e il reinserimento sociale dei fanciulli e dei ragazzi bisognosi e a rischio di devianza sociale. Anche Coimbra ha ritenuto di appoggiare i bambini più piccoli della Casa de Mira dell’Opera di Frei Gil, privilegiando i figli di genitori disoccupati, mediante l’organizzazione di una colonia per le vacanze. Di fronte alle crescenti richieste di aiuto, alcune diocesi hanno anche già costituito da alcuni anni dei Fondi Sociali Diocesani: con l’aiuto della Caritas, mons. Jorge Ortiga, arcivescovo di Braga, ha pensato di realizzare la Casa Alavanca, nella quale “durante il corso dell’anno saranno raccolti tutti gli oggetti ritenuti utili ai poveri, che sono invece superflui o non più necessari ad altre famiglie”. Da parte sua, mons. Manuel Clemente, vescovo di Porto ha affidato alla rete (www.youtube.com/dioporto), un chiaro e deciso appello in difesa dei lavoratori, chiedendo alle imprese “risposte pratiche e creative, contro la tentazione di chiusura e di licenziamenti giustificate con il pretesto della crisi”. Coscienti che le difficoltà economiche non toccano solamente la popolazione portoghese, ma anche gli altri paesi lusofoni, altre iniziative dei vescovi si sono rivolte verso quelle comunità: Aveiro ha deciso di aiutare la Chiesa di Benguela (Angola), con la quale da diversi anni avviene uno scambio di sacerdoti, mentre la diocesi di Portalegre-Castelo Branco ha scelto di sostenere lo sviluppo di un progetto avicolo in São Tomé e Príncipe, in collaborazione con la sede della Caritas operante nell’arcipelago africano.Chiese dell’Est: un aiuto dalle Chiese Usa”Credere nel potere dello Spirito dell’Amore” è lo slogan della Colletta 2009 per la Chiesa in Europa centrale e orientale inaugurata il 25 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, su iniziativa della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti. Il gesto fa seguito a quello analogo del 2008, quando furono raccolti 6,8 milioni di dollari utilizzati per realizzare 335 progetti in 28 Paesi, tra cui la Georgia, l’Ucraina, l’Estonia, la Polonia, la Serbia, la Lituania e la Bielorussia. Si è data ovviamente priorità ai Paesi più poveri come la Moldavia, l’Albania e il Kyrgyzstan. Molti di questi progetti del 2008, riferisce l’agenzia internazionale Fides, hanno riguardato l’assistenza umanitaria ai bambini di strada e le case di assistenza per persone anziane, attraverso Caritas Tbilisi (Georgia), come un sistema nuovo di riscaldamento per il seminario di Aviv in Ucraina, risparmiando l’enorme costo del gas naturale della Russia. Si è offerto anche un contributo alla TV cattolica in Lettonia.