Portogallo: nota “in favore del vero matrimonio”Con una nota pastorale del consiglio permanente intitolata “Em favor do verdadeiro casamento” (in favore del vero matrimonio), già anticipata da Sir Europa (cfr. n. 11 del 13 febbraio), la Conferenza episcopale portoghese (Cep) ribadisce il suo ‘no’ ad ogni tentativo di “equiparare le unioni omosessuali al matrimonio delle famiglie costituite sulla base dell’amore fra un uomo e una donna”. La famiglia fondata sul matrimonio – affermano i vescovi nella nota il cui testo è stato discusso nell’assemblea generale di Fatima nei giorni scorsi – ha il diritto di veder riconosciuta la sua identità unica, inconfondibile e incomparabile, senza mescolanze e senza confusioni con altre forme di coabitazione”. Per la Cep, infatti, una legge che autorizzasse il matrimonio o l’adozione per le coppie omosessuali “costituirebbe un grave cambiamento delle basi antropologiche della famiglia e, con essa, di tutta la società, mettendo in causa il suo equilibrio”. In gioco dunque la “complementarità dei due sessi” con “modelli alternativi” di matrimonio e famiglia che “rappresenterebbero fonte di turbamento per gli adolescenti e i giovani”. Nel documento i vescovi parlano anche dell’omosessualità che “denota l’esistenza di problemi di identità personale” rigettando nel contempo “ogni forma di discriminazione o di emarginazione delle persone omosessuali” che invece devono essere “accolte fraternamente e aiutate a superare le difficoltà che, in non pochi casi, arrecano grande sofferenza”. Qualunque iniziativa dello Stato che consideri opportuno concedere dei diritti a un gruppo umano costituitosi per ragioni di amicizia e aiuto, ha commentato il segretario della Cep, padre Manuel Morujão, “dovrà avere un inquadramento giuridico chiaramente distinto da quello del matrimonio e della famiglia”. Germania: Misereor, “salvaguardare il creato”Una campagna per avvertire dei rischi provocati dai cambiamenti climatici e per sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto lo stile di vita dei Paesi ricchi influisca sulla povertà del Sud del mondo. A proporla con lo slogan “Salvaguardare la creazione di Dio, affinché tutti possano vivere” è l’opera assistenziale Misereor. “Dio ci ha affidato il creato e noi dobbiamo gestirlo in modo responsabile”, ha dichiarato mons. Werner Thissen, arcivescovo di Amburgo e incaricato di Misereor per la Conferenza episcopale tedesca, in un’intervista all’agenzia cattolica Kna. “Se vogliamo salvaguardare il creato, dobbiamo modificare la nostra vita, anche per quanto riguarda la tutela del clima”. “Il Nord e gli strati sociali abbienti nel Sud del mondo possono proteggersi molto meglio dai mutamenti climatici, rispetto ai poveri”, ha osservato Thissen. “Le conseguenze dei cambiamenti climatici causano nel Sud l’abbandono dei campi e la migrazione verso le città. Allo stesso tempo, la fame di energia del Nord origina un aumento del prezzo del petrolio e la scarsità di carburante. Ecco perché sempre più superfici agricole e prodotti agrari, come la barbabietola da zucchero, la soia, l’olio di palma o il mais vengono utilizzati per produrre biocarburanti. Ciò a sua volta fa aumentare i prezzi degli alimentari, con conseguenze fatali per i poveri”, ha spiegato. L’arcivescovo ha sottolineato che ciascuno è chiamato a rivedere il proprio stile di vita e “la Quaresima è un periodo particolarmente adatto a farlo”. Ciò vale anche per la Chiesa: “Misereor ha fatto molto: carta riciclata nelle stampanti, meno consumi energetici e ora un impianto solare sul tetto. Sono passi piccoli ma importanti”. La politica, ha affermato Thissen, deve “fissare le condizioni generali” per realizzare il contenimento dei consumi energetici. Altro tema delicato è l’energia atomica. “L’ottenimento dell’uranio chiede consumi energetici elevati. E sebbene la generazione di energia nelle centrali nucleari non comporti l’emissione di biossido di carbonio, l’energia atomica comporta altri rischi elevati”. Pertanto, “non ci sono alternative alla necessità di diminuire il consumo di energia”. Spagna: a Madrid la X “Noche y arte en oracion”Uno spazio di arte e preghiera, un ritiro contemplativo, incontri e forum su arte cristiana e Vangelo, una tavola rotonda sulla profezia dell’unità e del Regno, esibizioni di artisti ed esposizioni di congregazioni, parrocchie, comunità, movimenti, ma anche incontri di ecumenismo, un concerto dell’unità e una tenda della gratuità: sono tutti gli elementi che arricchiranno la X edizione della Nao (Noche y arte en oracion, notte e arte nella preghiera), che si svolgerà a Madrid, dal 6 all’8 marzo e avrà per tema “Io faccio tutto nuovo”. Ad organizzarla i “Brotes de Olivo y Pueblo de Dios”, in collaborazione con gruppi, movimenti e associazioni ecclesiali. La veglia vera e propria si terrà nel Collegio della Sacra Famiglia, la notte del 7 marzo, ma i giorni precedenti si svolgeranno, presso la parrocchia di Santa Teresa e San Giuseppe (suore carmelitane di Madrid), delle giornate di riflessione, preghiera e silenzio meditando sulla Parola di Dio. Sono previsti anche spazi espositivi con fotografie, poesie, quadri, disegni, sculture, libri e stand di associazioni, gruppi, movimenti, congregazioni religiose, comunità, istituti secolari, progetti parrocchiali e diocesani.