Irlanda, Spagna, Austria

Irlanda: non dimenticare gli immigratiContinua la campagna della Chiesa cattolica irlandese perché i più poveri non vengano colpiti dalla crisi economica. I rappresentanti degli ordini religiosi che sono riuniti nell’organizzazione "Cori" hanno incontrato nei giorni scorsi alcuni rappresentanti del governo per assicurarsi che chi ha diritto a esenzioni fiscali le riceva effettivamente. Tra le proposte di "Cori" al governo irlandese vi sono l’allargamento della base fiscale del Paese. Il sistema esistente è, secondo i rappresentanti degli ordini religiosi, ingiusto e porta una quantità di tasse molto bassa nelle casse dello Stato. "Considerato il livello di servizi che la società irlandese richiede", ha dichiarato don Sean Healy, direttore di Cori, "dobbiamo renderci conto che questi servizi devono essere finanziati. Non possiamo avere livelli di servizi di tipo europeo con livelli di tassazione di tipo americano". A intervenire sulla crisi economica è stato anche il vescovo di Kildare e Leighlin, mons. Jim Moriarty, che ha espresso la preoccupazione che la recessione in Irlanda e i tagli al budget avranno un effetto negativo su alcuni servizi dei quali si servono gli immigrati. Mons. Moriarty ha dichiarato che "il cambiamento nelle circostanze economiche è stato drammatico negli ultimi mesi". Il Vescovo ha espresso preoccupazione per gli immigrati che sono ospitati in questo momento in hotel, una condizione non ideale, soprattutto per bambini e giovani e ha fatto appello perché la comunità cristiana si mobiliti a favore degli immigrati. Sempre sulla crisi economica è intervenuta anche suor Stanislaus Kennedy, membro del Cori, che ha chiesto un forum sulla disoccupazione. Ad avviso della religiosa "la formazione professionale dei disoccupati è una priorità. Chi si ritrova senza competenze professionali rischia la disoccupazione di lungo periodo dalla quale sarebbe difficile uscire per rientrare nella società".Spagna: incontro degli obiettori a EpCRappresentanti di 60 piattaforme di genitori obiettori all’insegnamento della materia scolastica "Educazione per la Cittadinanza" (EpC), si riuniranno il 28 febbraio a Pozuelo de Alarcón (Madrid), per il II Incontro Nazionale degli obiettori ad EpC. Slogan dell’Incontro è "Una questione di libertà". L’evento assume rilievo anche per la recente sentenza della Corte Suprema, che dopo tre giorni di deliberazioni, ha stabilito che "non esiste il diritto all’obiezione di coscienza" nel caso della materia scolastica "Educazione per la Cittadinanza" (EpC) introdotta dal Governo spagnolo. Per la Corte, la materia "non lede il diritto dei genitori a scegliere per i loro figli l’educazione religiosa e morale che desiderano". Organizzata da Professionisti per l’Etica e dalla Confederazione Statale dei Centri di Insegnamento (Cece), l’iniziativa conta sulla collaborazione della Piattaforma HazteOir.org e sulla presenza già confermata di 60 piattaforme e gruppi di genitori obiettori provenienti da tutte le Comunità autonome spagnole. Nel corso della giornata interverranno avvocati, genitori e rappresentanti di piattaforme di obiettori di tutta la Spagna, e verranno consegnati i Premi Libertà 2008-2009 ad undici Enti e persone, con i quali si vuole dare riconoscimento alle famiglie che non sono disposte a fare nessun passo indietro nella difesa dei loro diritti e nella formazione integrale dei loro figli. Novità di quest’anno la presenza di alunni obiettori. "È molto formativo – assicura Leonor Tamayo, coordinatrice dell’iniziativa – che i giovani spieghino i loro motivi per l’obiezione; è un esercizio di cittadinanza e maturità". Attesi genitori dal Panama, dall’Argentina, dalla Colombia, dal Perù, dal Canada e dalla Francia. "La sentenza della Suprema Corte non risolve la questione della materia EpC – afferma Tamayo -; pertanto proseguiamo con più forza di prima. Questa battaglia però non si combatte solo nei tribunali; dobbiamo continuare a farci presenti nella società". Nei confronti dell’EpC sono stati finora presentate più di 52 mila obiezioni e quasi 2000 ricorsi giudiziari.Austria: caso Wagner, "costruire, non scappare"Si è svolta il 16 febbraio a Vienna una sessione straordinaria della Conferenza episcopale austriaca. All’ordine del giorno la crisi nella diocesi di Linz a seguito della recente nomina papale a vescovo ausiliare di mons. Gerhard Wagner, criticato dai fedeli per le sue posizioni conservatrici. Nel 2005, dopo l’uragano Katrina a New Orleans, Wagner aveva ipotizzato che questo potesse essere la “conseguenza di un inquinamento spirituale” e nel 2001, aveva asserito che la lettura dei libri del ciclo di Harry Potter di J.K. Rowling poteva condurre al satanismo. A seguito delle polemiche nella diocesi, il 14 febbraio, Wagner ha chiesto e ottenuto che la sua nomina venisse ritirata. La sessione straordinaria si è conclusa con la diffusione di una lettera pastorale ai fedeli austriaci, presentata in una conferenza stampa presieduta dal card. Christoph Schönborn, Presidente della Conferenza episcopale. Il cardinale ha ammesso gli “errori” verificatisi nella nomina e dovuti ad una “procedura abbreviata della scelta del vescovo”, che normalmente è invece “molto circostanziata e sperimentata”. Schönborn ha ribadito la fedeltà e l’unione dei vescovi austriaci a Benedetto XVI, soprattutto “in situazioni difficili e per lui opprimenti”. “La situazione nella diocesi di Linz continua a preoccupare i vescovi anche dopo il ritiro di Wagner”, ha proseguito Schönborn che ha sottolineato la necessità di “ritrovare l’equilibrio tra il sacerdozio generale di tutti i cattolici battezzati e il sacerdozio speciale ottenuto tramite il Sacramento dell’ordinazione dei sacerdoti e dei diaconi”. Il cardinale ha riconosciuto alla Chiesa dell’Austria superiore molti “aspetti positivi”. “Allo stesso tempo, tuttavia, da anni sono percepibili tensioni che si sono riacutizzate con la recente nomina di Wagner. Occorre ora che tutti i gruppi nella diocesi di Linz cerchino di colloquiare con sincerità e di trovare insieme soluzioni alle questioni aperte. Ciò dovrà avvenire” – ha puntualizzato – “sulla base del Concilio Vaticano II”. Schönborn ha ringraziato i fedeli che anziché abbandonare la Chiesa “hanno perseverato pieni di fiducia”. “I vescovi ritengono che l’attuale crisi rappresenti un’opportunità anche per la Chiesa”. La crisi “può essere superata” ma occorre “imparare dai recenti eventi ed errori e trarre le giuste conseguenze per il futuro”. Al termine della conferenza stampa, alcuni rappresentanti della Gioventù cattolica (Kj) hanno consegnato a Schönborn una maglietta con la scritta “Costruire, non scappare”. Si tratta di un’azione promossa dalla Kj, che ha aperto un sito all’indirizzo www.aufbauen-statt-abhauen.at, in cui i giovani cattolici possono esprimere il proprio disappunto sugli eventi della Chiesa, testimoniando al contempo perché rimangono in essa. Centinaia di messaggi sono stati finora postati dai giovani. Nina Sevelda, responsabile della Kj dell’arcidiocesi di Vienna, ha così commentato: “Il card. Schönborn e gli altri vescovi austriaci meritano il più grande rispetto, perché nei giorni scorsi hanno fatto di tutto per trovare una soluzione alla crisi”.