INGHILTERRA
“Zacchaeus 2000 Trust”, al servizio dei poveri invisibili
Ragazze madri che per aver acceso una televisione regalata da amici, senza aver pagato l’abbonamento, finiscono in una spirale di debiti che raggiunge qualche migliaio di sterline. Padri disoccupati che, per aver comprato qualche vestito decente al figlio, hanno fatto debiti a interessi esorbitanti. La charity ecumenica “Zacchaeus 2000 Trust” aiuta chi è vittima di multe esagerate, aiutandolo a ricorrere alla legge che quasi sempre consente vie di uscita ai più vulnerabili. Silvia Guzzetti per SIR Europa ha intervistato il suo presidente il reverendo Paul Nicolson.Come avete cominciato?“La motivazione iniziale è stata la poll tax della Thatcher, che era sembrata una tassa profondamente ingiusta. Molti poveri venivano messi in prigione perché non la pagavano. Da lì abbiamo deciso di volerci occupare dei cosiddetti ‘poveri al di sotto del radar’, ovvero poveri dei quali non si occupa nessuno”.Come siete organizzati?“Sono presidente del trust da dieci anni e abbiamo due avvocati che lavorano per noi a tempo pieno, un amministratore e un ufficio che finanziamo con 220.000 sterline, 248.000 euro, che abbiamo raccolto. Prepariamo volontari e facciamo azione di lobby sul governo su questioni come stipendi inadeguati, tasse ingiuste e procedure troppo aggressive per costringere i più poveri a pagare debiti. Una delle nostre battaglie più importanti è rendere adeguati i sussidi di disoccupazione”.In che modo?“Il governo britannico, a differenza di altri governi europei, come quello francese, tedesco e olandese, non stabilisce i sussidi calcolando quanto occorre alle persone per vivere in modo dignitoso. Il governo fissa i sussidi sulla base del mercato di lavoro decidendo che essi devono essere inferiori a quanto uno guadagnerebbe se lavorasse realmente; ciò per evitare che le persone preferiscano i sussidi al lavoro. Il risultato è che i disoccupati sono vittime di una spirale di povertà. Un single adulto disoccupato oggi prende, come sussidio di disoccupazione, 60.50 sterline alla settimana, poco più di 68 euro, con le quali deve pagare tutto fatta eccezione per l’affitto e la tassa sulla casa. Col costo della vita oggi è impossibile sopravvivere con questi soldi. Il sussidio di disoccupazione è in Gran Bretagna il 40-50% del reddito mentre nella maggior parte dei Paesi europei è il 60-70%. Abbiamo il numero più alto di madri in attesa malnutrite in Europa, il numero più alto di persone in prigione e vi sono segni di un ritorno della tubercolosi. La criminalità è legata al livello di povertà. Uno studio del ministero degli Interni ha dimostrato che la motivazione principale per la prostituzione è la necessità di guadagnare soldi. Chiediamo al governo di adeguare i sussidi al costo della vita”.Che cosa pensa della “cultura della dipendenza” ovvero del fatto che il “welfare state” generi l’abitudine a sopravvivere con i sussidi dello Stato senza spingere a cercare lavoro?“Si tratta di una idea molto esagerata, un mito che rassicura i benestanti. In Gran Bretagna oggi esistono due nazioni, una che vive nel comfort e una nella povertà più assoluta. La nazione che vive bene – si tratta del 40% della popolazione – non ha contatto con il 20% che si trova al di sotto del radar e non sa quanto terribili siano le condizioni di vita di chi è povero. A volte parlo delle condizioni degli indigenti nelle chiese dei più ricchi e li vedo scioccati da quello che dico, perché non riescono ad immaginare tanta povertà. Il sistema dei sussidi e dei crediti è ormai così complesso che se un povero incorre in un debito finisce in una spirale difficile da fermare ed è spesso vittima di errori fatti dal sistema”.I burocrati che governano tale sistema sono consapevoli di questo?“Non sempre. Ormai il sistema è così complesso che spesso anche per loro è difficile capire che cosa sta succedendo. La situazione è peggiorata dal fatto che i più poveri hanno solo telefonini che caricano quando hanno soldi e non sono quindi facilmente raggiungibili”.Il credito non regolato delle banche contribuisce al problema?“Senza dubbio. Dagli anni ’80 esiste questa fede cieca nel libero mercato e la convinzione ingenua che la ricchezza da esso generata raggiungerà in qualche modo i più poveri. Il mancato regolamento dei crediti fatti dalle banche ha aumentato la povertà anziché diminuirla ma siccome il 40% dell’elettorato è benestante e questa è la percentuale di voti necessaria a un partito per essere eletto, non esiste la volontà politica di fare qualcosa per i più indigenti”.Pensa che le Chiese facciano a sufficienza per i più poveri?“No, le chiese sono un microcosmo della società e un’alta percentuale dei fedeli appartengono alla Gran Bretagna benestante e non hanno contatto con i più poveri. È importante che facciano volontariato, che diventino amici di coloro che non appartengono alla loro fascia sociale”.