Inghilterra: aiuto a chi è nella crisi economicaLa Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles ha lanciato uno spazio su Internet per chi è colpito dalla crisi economica e fa i conti con l’incertezza del futuro e la mancanza di soldi. Il nuovo portale, www.life4seekers.co.uk/uncertainty, offre ai visitatori una meditazione in formato mp3 da scaricare, uno spazio di riflessione, storie di persone che hanno già vissuto tempi difficili dal punto di vista economico, “suggerimenti su come farcela” e un posto dove condividere i propri problemi e ringraziare per l’aiuto ricevuto. Una parte importante della nuova risorsa, che è stata messa a punto da “Case”, l’agenzia della Chiesa inglese per l’evangelizzazione, è una zona riservata alla preghiere. Si trovano qui una “Preghiera per l’incertezza”, una “Preghiera per le famiglie” e una “Preghiera al nostro angelo custode” che incoraggiano a chiedere aiuto al santo patrono delle questioni finanziarie san Matteo. “Mentre abbiamo tutti bisogno di soldi per vivere”, affermano dalla Conferenza episcopale “leggiamo nel Vangelo che, dopo aver incontrato Gesù, Matteo ha abbandonato una vita costruita attorno ai soldi per cercare il Tesoro duraturo del messaggio e della persona di Cristo”. “Abbiamo voluto offrire una risorsa che garantisca sostegno, consolazione e aiuto pratico a chi si trova nel bisogno in questo momento”, ha spiegato mons. Andrew Faley, segretario assistente generale della Conferenza episcopale. Il nuovo sito offre anche una serie di collegamenti con organizzazioni cattoliche che sono in grado di offrire aiuto pratico a chi sperimenta difficoltà economiche.Italia: Chiesa a sostegno delle famiglie in difficoltà”Promuovere un’iniziativa nazionale a sostegno di quelle famiglie che, attualmente attestate sulla soglia della sussistenza, rischiano di accrescere il numero degli indigenti”. È una delle decisioni assunte dal Consiglio permanente dei vescovi italiani, tenutosi a Roma dal 26 al 28 gennaio, per aiutare concretamente le famiglie a fronteggiare la crisi economica. In questo modo – si legge in un comunicato – la Chiesa intende “ribadire la priorità della famiglia”, che “non è non è un peso ma un soggetto economico, non è un terminale ma un ‘volano’ per l’uscita dalla crisi e la crescita comune”. La crisi finanziaria “tocca i singoli, le famiglie, le comunità – aveva osservato in apertura dei lavori il cardinale presidente Angelo Bagnasco -. Quel lavoro che già prima era precario, ora lo è di più, e quando si interrompe lascia senza garanzie di affidabile sussistenza”. Spetterà alla sessione di marzo del Consiglio permanente, informano i vescovi italiani, “definire nel dettaglio i particolari del progetto, approvato ora nelle sue linee fondamentali”. “Gli interventi di carità promossi dalla Chiesa, pur essendo un’espressione irrinunciabile della sua cura alla persona nei suoi bisogni reali – precisano tuttavia i vescovi – non hanno la pretesa di costituire la soluzione di un problema che ha proporzioni assai vaste e chiama in gioco responsabilità che la travalicano, ma rappresentano piuttosto il segno di un’attenzione solidale”. “Fin da ora”, assicura la Conferenza episcopale italiana, “si intensificherà l’attività delle Caritas diocesane, delle molteplici opere di volontariato e delle parrocchie, quotidianamente chiamate a rispondere ai bisogni prioritari di quanti sono in stato di necessità”.Irlanda: cappellani carceri, stop a nuove prigioniLa coordinatrice nazionale dei cappellani delle prigioni irlandesi ha dichiarato che “il progetto di costruire una nuova prigione a Dublino e l’ampliamento di prigioni in tutto il Paese è una decisione sbagliata”. Facendo riferimento alle enormi prigioni costruite negli Stati Uniti e in Gran Bretagna suor Imelda Wickham ha affermato che “nel Regno Unito ci accorgiamo che non è la via per il futuro. Come cappellani che camminiamo sul pavimento delle prigioni ogni giorno sentiamo che dobbiamo dire la verità. Una prigione come Thornton Hall a Dublino che avrà 1400 posti per prigionieri è semplicemente la continuazione di un sistema fallito”. I ventuno cappellani a tempo pieno e i cinque che lavorano part-time nelle prigioni irlandesi chiedono che la costruzione della nuova prigione Thornton Hall venga rimandata perché si possa avere un dibattito adeguato sul sistema di detenzione. Chiedono anche che vengano costruite prigioni più piccole, più orientate alla riabilitazione. Facendo riferimento a due prigioni irlandesi suor Imelda Wickham ha detto: “Prendete la piccola prigione di Arbour Hill. Tutti si conoscono e c’è una atmosfera di calma e stabilità. Ma in una prigione come Mountjoy, il sovraffollamento è tale che è normale per cinque persone essere rinchiuse in una cella per ventitré ore”. Secondo i cappellani alcune categorie di persone dovrebbero uscire di prigione, chi non ha pagato una multa o un debito o chi soffre di malattie mentali.