Ccee: a Zagabria i vescovi Europa Centro-orientaleIn occasione del XX anniversario della caduta del muro di Berlino e del X anniversario della beatificazione del cardinale arcivescovo di Zagabria, Alojzije Stepinac, martire del regime comunista, martedì 10 febbraio si terrà a Zagabria l’incontro dei cardinali e dei presidenti delle Conferenze episcopali dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale sul tema "Missione della Chiesa nell’Europa Centro-Orientale a vent’anni dal crollo del sistema comunista (1989-2009)". All’incontro parteciperanno tra gli altri, i cardinali Audrys Juozas Bačkis, arcivescovo di Vilnius, Stanisław Dziwisz, arcivescovo Metropolita di Kraków, Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest, primate di Ungheria, Angelo Scola, patriarca di Venezia, e i presidenti e rappresentanti delle Conferenze episcopali di Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ucraina, Ungheria e della Conferenza episcopale internazionale dei SS. Cirillo e Metodio. L’incontro inizierà con la relazione tenuta dal card. Scola, rappresentante della Chiesa dell’Europa Occidentale, e dal presidente del Ccee il card. Péter Erdő. Prevista anche una messa per la festa del Beato Alojzije Stepinac. L’incontro a Zagabria è il terzo dopo quelli a Budapest nel 2004 e a Praga nel 2007. Spagna: minacciata la libertà di educare Ha destato polemiche la deliberazione della Corte suprema spagnola che ha stabilito che “non esiste il diritto all’obiezione di coscienza” in materia di “Educazione per la cittadinanza” (Epc) con 22 voti a favore e 7 contrari. Per la Corte, la materia “non lede il diritto dei genitori a scegliere per i loro figli l’educazione religiosa e morale che desiderano”. La sentenza servirà come criterio di riferimento che tutti i tribunali della Spagna dovranno adottare. Per i genitori obiettori che si battono in difesa della loro libertà e quella dei loro figli, il fatto è inaccettabile poiché “un Governo democratico non può essere insensibile davanti ad una realtà che ha portato a presentare più di 52 mila obiezioni nei confronti della materia Educazione per la cittadinanza e quasi 2000 ricorsi giudiziari”. Le organizzazioni che difendono l’obiezione di coscienza non scartano l’ipotesi di intraprendere azioni sia davanti al Tribunale costituzionale che rivolgendosi ad altre alte istanze internazionali. La Confederazione cattolica dei genitori di famiglia (Concapa) ha proposto alle famiglie obiettrici di continuare a difendere il diritto costituzionale di educare i propri figli secondo i criteri, le convinzioni filosofiche, religiose e morali che ritengono più opportune, in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza e decidere le successive azioni. Anche Professionisti per l’etica, una delle organizzazioni promotrici dell’obiezione di coscienza, ha constatato che “la sentenza dettata dalla Corte suprema riguarda i casi concreti che sono stati presentati nel procedimento; non ha effetto sugli altri casi di obiettori protetti da altri pronunciamenti giudiziari, condanne o atti di misure cautelari”.Portogallo: in parrocchia le difficoltà delle famiglie Riunita a Fatima, la Commissione episcopale del Laicato e della Famiglia ha elogiato i risultati ottenuti dai gruppi parrocchiali di pastorale familiare. Secondo il segretario della Commissione, padre Luís Inácio João, “l’impegno svolto a livello locale è assolutamente fondamentale per cercare di fronteggiare gli attacchi che attualmente minacciano l’istituzione familiare”. “Le politiche legislative contrarie, il divorzio dei cattolici, i riconoscimenti civili delle unioni tra persone dello stesso sesso, sono tutte sfide a cui oggi solo i gruppi parrocchiali sembrano poter dare una risposta positiva, perché costituiscono le basi vive delle realtà locali e le sole veramente capaci di concreta accoglienza”. “Saper accogliere è esattamente la caratteristica principale dell’ambiente familiare – ha aggiunto padre João – e la sua pratica deve essere sviluppata all’interno di tutte le famiglie che costituiscono la comunità ecclesiale”. Ricordando che recentemente il card. Ennio Antonelli, presidente del Consiglio Pontificio per la Famiglia, ha ricevuto l’Associazione delle Famiglie Cristiane Separate, il segretario ha dichiarato che “i gruppi locali possono svolgere un ruolo essenziale proprio nell’accettazione e nell’inserimento nelle comunità delle persone risposate civilmente e di altri casi speciali, che non significa approvazione, ma considerazione umana ed esercizio di carità cristiana.Francia: domande dei giovani alla fede “Sono molto interessato all’incontro con centinaia di giovani assetati di spiegazioni sulla fede”. Così mons. Hyppolite Simon, arcivescovo di Clermont e vicepresidente della Conferenza episcopale di Francia, spiega la propria partecipazione all’incontro nazionale della rete “Chrétiens en Grande Ecole” (Cge) che si apre domani a Cergy (Val d’Oise) . Due giorni, fino a domenica, che riuniranno oltre 800 studenti di quelli che secondo l’ordinamento francese sono istituti di istruzione superiore equiparabili a facoltà universitarie, per “un weekend di formazione e confronto” sul tema “Il cristianesimo: prodotto culturale e creatore di culture?”. Giovani che, per mons. Simon, che interverrà su “Cristianesimo, spazio pubblico e bene comune”, “appartengono ad una generazione priva di eredi. I miei contemporanei si sono molto allontanati dalla fede e non hanno trasmesso i riferimenti che a loro volta avevano ricevuto. Quarant’anni dopo i loro figli hanno difficoltà a trovare una propria collocazione”. “In duemila anni di storia – spiega Ségolène Delvallée, presidente di Cge – il cristianesimo si è impiantato in culture molto diverse portando un messaggio capace di trasformarle, ma uscendo esso stesso da questo incontro come trasfigurato”. Cge (www.cgenational.com), che fa capo al Servizio nazionale per l’evangelizzazione dei giovani, riunisce le comunità cristiane delle Scuole superiori francesi di ingegneria, giornalismo, commercio; delle Scuole normali e degli Istituti di studi politici. 110 scuole per un totale di 3mila studenti e 80 cappellani.