Germania, Scozia, Inghilterra

Germania: migliorare la comunicazioneParlare un linguaggio più comprensibile: questo l’appello rivolto alla Chiesa tedesca da P. Hans Langendörfer, Segretario della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). Intervenuto a Bonn alla cerimonia di inizio anno dell’ufficio per la formazione cattolica di Bonn, Langendörfer ha affermato che “esiste una lingua politica e una lingua ecclesiastica ed entrambe non sono sempre comprensibili”. Il segretario della Dbk ha invece auspicato una lingua “che non scivola via ma rimane ancorata alla vita, vicino alle persone”. “Solo comunicando sinceramente e parlando in modo comprensibile, la Chiesa può riuscire a raggiungere le persone lontane o i giovani”, ha sottolineato Langendörfer, che ha annunciato anche un “miglioramento drastico” delle attività della Chiesa su Internet a livello diocesano e interdiocesano in Germania”. Anziché attivare un canale Tv digitale proprio – come precedentemente ipotizzato -, i vescovi hanno infatti deciso di “offrire in futuro più immagini in movimento ed elementi interattivi” per il Web. Inoltre, ha riferito il segretario della Conferenza episcopale, “la Dbk punta sulla partnership oramai sperimentata con la televisione pubblica”. Langendörfer ha infine auspicato “che la ristrutturazione dei programmi supplementari sul digitale delle emittenti televisive porti ulteriori opportunità di presentazione delle offerte della Chiesa. Più difficile è invece il rapporto con le emittenti private”, ha osservato, “che riescono a malapena a trattare temi inerenti la fede e la Chiesa”.Scozia: no all’uso di embrioniLa Chiesa Cattolica scozzese ha espresso la propria opposizione all’uso di cellule staminali provenienti da embrioni umani dopo che alcuni scienziati dell’ospedale di Glasgow “Southern General Hospital” hanno ottenuto il permesso di sperimentare con cellule di un neonato abortito. Gli esperimenti puntano a rigenerare i tessuti di dodici vittime di attacchi di cuore e i ricercatori sperano di ristabilire le attività mentali e fisiche dei malati. “Ci opponiamo all’uso di cellule staminali provenienti da embrioni distrutti perché pensiamo che l’embrione umano meriti la dignità di essere umano, dal momento della concepimento, anche prima che si impianti nell’utero, fino alla morte naturale”, ha dichiarato l’arcivescovo di Glasgow Mario Conti alla stampa cattolica britannica. “Creare un embrione con l’intenzione di distruggerlo è incompatibile con questa dignità ed è equivalente al sacrificio di una vita umana”, ha detto ancora Conti, “Alcuni hanno giustificato questo dicendo che va a vantaggio di un altro essere umano. Tuttavia il fine non giustifica i mezzi e, in ogni caso, i vantaggi che si hanno da questa tecnologia non sono chiari”. “ReNeuron”, la società di ricerca sulle cellule staminali che, nel Regno Unito, ha ottenuto il permesso dell’ente regolatore in materia, la “UK Medicines and Healthcare Products Agency” aveva fatto domanda per una licenza nel novembre 2006 all’agenzia americana “US Food and Drug administration” senza successo.Inghilterra: “Act of Settlement” discriminatorioIl Parlamento britannico deciderà nei prossimi giorni se modificare l'”Act of Settlement”, la legge del 1701 che stabilisce che i sovrani non possono essere cattolici né sposare cattolici. La legge è considerata discriminatoria ma l’establishment del Regno Unito teme una sua abolizione perché essa staccherebbe la Chiesa di Inghilterra dallo Stato sulla quale è stata costruita e cambierebbe la struttura costituzionale del Paese. È stato il parlamentare liberaldemocratico Evan Harris nei giorni scorsi a proporre, con la discussione di una nuova legge, che a re e regine sia consentito di sposare cattolici e di permettere alle donne di diventare regine anche se hanno fratelli maschi più giovani. La proposta di legge di Harris lascia quindi intatto l'”Act of Settlement” e non tocca la proibizione per chi non è protestante di occupare il trono britannico. Harris ha dichiarato al settimanale cattolico “Tablet” di non amare le discriminazioni e che è “chiaramente sbagliato che i cattolici vengano esclusi”. Lo scorso anno il nipote della Regina Elisabetta Peter Phillips ha sposato una cattolica Autumn Kelly che ha dovuto rinunciare alla propria fede così che il marito potesse mantenere il proprio posto nella linea di successione al trono. Il Principe Michael di Kent, al contrario, ha rinunciato alla possibilità di diventare re quando ha sposato la baronessa cattolica austriaca Marie-Christine von Reibnitz nel 1978. Gordon Brown ha promesso di abolire l'”Act of settlement” se i laburisti vinceranno un quarto mandato in Parlamento.