Italia: nell’agenda dei vescoviAllarme per la sorte dei cristiani in Iraq e per quelli della regione dell’Orissa in India, oltre che per i sequestri e i morti tra i missionari cristiani nei Paesi in via di sviluppo: lo ha espresso il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), card. Angelo Bagnasco, aprendo con la tradizionale prolusione, i lavori del Consiglio permanente lunedì 26 gennaio a Roma. Il presule ha toccato punti salienti dell’attuale momento, dalla crisi economica alla necessità di aiutare le famiglie anche tramite strumenti di natura fiscale. Sulla crisi in particolare ha detto che “è scoppiata per le speculazioni avvenute in campo finanziario, grazie all’ingordigia di guadagni i più consistenti possibile nei tempi più brevi”. Ha aggiunto che “ora è facile che gli effetti più dolorosi si riversino soprattutto su quella parte di popolazione che in realtà non ha mai scialacquato, e che già prima era in sofferenza per una cronica ristrettezza economica”. Per le famiglie ha quindi invocato adeguate politiche di sostegno, citando tra l’altro il “quoziente familiare”.Ha anche fatto riferimento alla scuola paritaria (in buona parte di ispirazione cristiana), che rischia drastici ridimensionamenti senza le risorse previste. A proposito dei temi bioetici, si è occupato dell’ipotizzata introduzione della pillola abortiva RU486, circa la quale – ha affermato – “ci sono casi documentati di danni enormi”, difendendo “la dignità di persona” dell’embrione umano. A proposito del “fine vita” e il dibattito in corso sull’introduzione in Italia del “testamento biologico” ha richiamato l’ “enfasi posta sull’adeguarsi al trend altrui .. quasi che l’Italia abbia il complesso di esser in ritardo su un’altrui discutibile modernità”. “Con questa tecnica si sta cercando di far passare nella mentalità comune – ha aggiunto – una pretesa nuova necessità, il diritto di morire. Il vero diritto di ogni persona umana, che è necessario riaffermare e garantire, è invece il diritto alla vita che infatti è indisponibile”. Infine ha auspicato la diffusione della “medicina palliativa” e l’aumento di strutture tipo hospice “in grado di accompagnare le persone in coma irreversibile o in stato vegetativo, sollevando da carichi ardui le rispettive famiglie”. Circa la sospensione di nutrizione e idratazione a persone in stato vegetativo (in Italia il caso di Eluana Englaro), ha affermato che tale provvedimento sancirebbe “un inaccettabile epilogo eutanasico”.Irlanda: la protezione dei bambiniRinnovare il proprio impegno “a fornire tutte le informazioni richieste nella sezione 5 della verifica del Servizio per la salute (Hse)”; firmare un impegno scritto “per mettere in atto le nuove linee guida per la salvaguardia dell’infanzia che verranno pubblicate a breve dal Comitato nazionale per la tutela dei bambini nella Chiesa cattolica (Nbsccc); collaborare pienamente al loro controllo e valutazione”, e “invitare il Nbsccc ad intraprendere una verifica sull’attuale pratica e sui rischi della tutela dei minori all’interno delle loro diocesi”. Questi, in sintesi, gli impegni assunti dalla Conferenza episcopale irlandese a conclusione dell’incontro tenutosi nei giorni scorsi sulla salvaguardia e tutela dei bambini. Al meeting, presso il St Patrick’s College di Maynooth, hanno partecipato anche rappresentanti del Nbsccc, che hanno illustrato le misure e procedure per una migliore protezione dei minori. L’incontro segue la decisione del ministro per l’Infanzia Barry Andrews di avviare un’inchiesta per esaminare la gestione delle denunce di abusi clericali avvenuti nella diocesi di Cloyne (Cork), dopo la rivelazione che la stessa diocesi avrebbe compiuto delle omissioni nelle denunce al Hse. Nel corso dell’incontro, spiega una nota della Conferenza episcopale irlandese, “è stato sottolineato che per restituire fiducia e credibilità all’impegno della Chiesa nella protezione dei bambini, ogni vescovo, ogni congregazione religiosa e ogni società missionaria sono tenuti ad applicare tutte le linee guida in materia, oltre alle misure concordate con la stessa Conferenza episcopale, con la Conferenza dei religiosi d’Irlanda e con l’Unione missionaria irlandese”. Nel frattempo il vescovo di Cloyne, John Magee, ha chiesto scusa alle vittime degli abusi sessuali, a chi lavora con esse e all’opinione pubblica.Ccee: pellegrinaggio per il creatoDopo le sei consultazioni (tra il 1999 e il 2004) e diversi dibattiti sul cambiamento climatico e nuovi stili di vita sostenibili, che si sono svolti durante la Terza Assemblea ecumenica europea a Sibiu (2007), la Commissione “Ambiente” del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee).vuole trovare nuove forme di lavoro nel campo dell’ambiente. Una delle nuove proposte emersa dall’incontro conclusosi il 26 gennaio a San Gallo (Svizzera) è quella di iniziare un “Pellegrinaggio per la responsabilità per il creato”. Infatti oltre all’elaborazione di documenti, la Commissione intende promuovere un’esperienza di preghiera, di scambio di idee e di comune cammino per aprire così nuove prospettive. In vista della sfida centrale che propone il cambiamento climatico, la Commissione vuole impegnarsi a ricercare una collaborazione ecumenica, per poter, insieme presentare una comune presa di posizione alla Conferenza mondiale di Copenaghen (novembre 2009). Per promuovere una rete europea tra le diverse iniziative e i gruppi di lavoro, che si sono formati nelle singole Conferenze episcopali negli ultimi anni, si vuole incentivare il lavoro del “Catholic Ecology Forum Europe” (www.cefe.ch).