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Europa: la Giornata della Memoria
Il 27 gennaio è stata celebrata la “Giornata internazionale della memoria”, istituita per ricordare la data (27 gennaio 1945) dell’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz e per commemorare la Shoah, ossia lo sterminio sistematico per mano del regime nazista di sei milioni di ebrei e di altri gruppi di persone ritenuti “indesiderabili”, quali zingari (rom e sinti), cristiani, comunisti, omosessuali e malati di mente. Aggiungendo anche queste categorie, il totale di vittime del nazismo è stimabile tra i dieci e i quattordici milioni. Nel 2002 i ministri europei dell’Istruzione hanno deciso di creare una “Giornata in memoria dell’Olocausto e di prevenzione dei crimini contro l’umanità”, proclamata dalle Nazioni Unite “Giornata internazionale della Memoria” con la Risoluzione 60/7 del 1° novembre 2005. Una grande coscienza27 gennaio 1945: può essere ricordato come un giorno di liberazione ma è bene ricordarlo, soprattutto per ciò che è accaduto in quegli anni in Europa e nel mondo. Dopo tanto tempo siamo ancora a fare memoria di quanto è accaduto non solo per guardare al passato. Sarà sempre incomprensibile come sia stato possibile che qualcuno abbia potuto perdere tutti i riferimenti morali e abbia trattato persone come cose senza valore. Ricordare i milioni di essere umani che sono morti e l’odio per il popolo ebraico, per gli zingari e per tanti uomini e donne di buona volontà che hanno rifiutato questo stesso odio, dovrebbe anche farci pensare al presente ed al futuro, perché sappiamo che questo odio deve ancora essere vinto e che in tante parte del mondo il rispetto per la vita umana non è ancora considerato pienamente.Noi non vogliamo che sia di nuovo possibile, e per questo non possiamo smettere di essere attenti a ciò che accade, che viene detto e che è insegnato alle giovani generazioni. Nelle guerre senza senso che ci sono in molte parti del globo, ma anche in cliniche e “luoghi puliti”, gli attacchi alla dignità della vita umana continuano. Tristemente ancora nel nostro mondo milioni di persone, alcune non ancora nate, sono uccise, e spesso con la connivenza di una società che appare indifferente.Dobbiamo ricordare l’Olocausto, perché non vogliamo che questo accada di nuovo e dobbiamo ricordarlo anche per dire, come cristiani, che il male dell’odio non può essere risolto con la vendetta ma solo con l’amore e la riconciliazione. Come il Santo Padre ha ricordato nel 2006, quando ha visitato il campo di concentramento di Auschwitz: “Questo è il motivo perché sono qui: per implorare la grazia della riconciliazione”. E sarà davvero una grazia perché gli uomini da soli, senza Dio, non sono in grado di costruire la “civiltà dell’amore”. Sapendo che solo l’amore converte lo sguardo e il cuore del uomo, siamo certi che lasciando entrare nella nostra vita personale e sociale Dio, che è in se stesso Amore, sarà possibile dire “mai più”.Noi imploriamo Dio che in Europa ci sia sempre una grande coscienza del terrore che l’odio è in grado di generare, ma anche, e soprattutto, che ci sia sempre una grande coscienza della dignità della vita umana e del valore dell’ amore come forza che fa rinascere la speranza. Solo allora, Auschwitz non si ripeterà maiDuarte Da Cunhasegretario Ccee – Consiglio delle Conferenze episcopali europee Un monito per sempreA nome dell’Unione europea, la Presidenza del Consiglio invita tutti i Paesi a rendere omaggio alla memoria delle vittime dell’Olocausto e a celebrare il 64° anniversario della liberazione del campo di sterminio e di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau nella Giornata Internazionale della Memoria dell’Olocausto del 27 gennaio. Conformemente alla risoluzione adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in data 1 novembre 2005, l’Unione europea riafferma che l’Olocausto, che ha provocato il massacro di un terzo della popolazione ebraica oltre che alla strage di un numero imprecisato di altre minoranze, deve servire per sempre da monito contro i rischi dell’odio, del fanatismo, del razzismo oltre che del pregiudizio, e respinge qualsiasi negazione totale o parziale dell’Olocausto in quanto evento storico.La Presidenza del Consiglio dell’Unione europea informa che la Conferenza dei Beni dell’Era dell’Olocausto si svolgerà dal 26 al 30 giugno 2009 nelle città di Praga e Terezín, nella Repubblica Ceca. La conferenza non intende soltanto valutare i progressi compiuti dopo la Conferenza di Washington del 1998, ma intende soprattutto dare nuovo slancio per una maggiore collaborazione internazionale e la condivisione di esperienze nel settore, con particolare attenzione all’istruzione. Dichiarazione della presidenza a nome dell’Unione europea