Polonia: una “finestra della vita” a CzestochowaLa “Finestra della vita del beato Edmundo Bojanowski” è stata inaugurata a Czestochowa durante la festa della Santa Famiglia di Nazareth, per iniziativa dell’arcivescovo metropolita di Czestochowa, mons. Stanislaw Nowak, della Caritas dell’arcidiocesi e delle suore dalla Congregazione delle “Ancelle dell’Immacolata Concezione della Madre di Dio”. La “Finestra della vita” aperta a Czestochowa è la terza “finestra” in Polonia dopo quelle di Cracovia e Varsavia. Grazie a questa opera possono essere salvati tanti neonati, offrendo la possibilità alle mamme di lasciare i loro bambini, senza essere riconosciute, in una casa delle suore dalla Congregazione delle Ancelle dell’Immacolata Concezione della Madre di Dio. “Si tratta di un luogo dove le donne che non vogliono o non possono permettersi di mantenere un bambino, possono lasciarlo con discrezione, cosi che possa trovare una famiglia che lo accolga – ha spiegato don Stanislaw Ilczyk, direttore della Caritas dell’arcidiocesi di Czestochowa -. In questo modo possiamo realizzare l’insegnamento di Giovanni Paolo II e difendere la vita della persona umana”. “La Finestra della vita del beato Edmundo Bojanowski è un segno di speranza per i bambini neonati. È anche uno strumento di bontà e misericordia contro l’aborto. In Polonia l’aborto ha procurato negli ultimi anni, come spiegano gli esperti, circa 20 milioni di vittime. La Finestra della vita di Czestochowa è quindi la difesa della vita umana”, ha sottolineato mons. Nowak.Slovenia: un simposio sulla catechesi”Il Vangelo – cuore della catechesi”. Questo il tema del 39° Simposio sulla catechesi organizzato dal 25 al 30 gennaio nel castello di Mirenskem, dall’Ufficio per la catechesi della Chiesa cattolica slovena. Il simposio è rivolto ai catechisti, agli studiosi della catechesi e a tutti quelli che sono impegnati nella formazione e l’istruzione. Il simposio viene organizzato ogni anno e cerca di rispondere in modo concrete ai segni dei tempi e alle sfide che la catechesi dovrebbe affrontare. Al mattino, i lavori si svolgeranno attraverso lezioni, durante le quali saranno proposti orientamenti per una catechesi destinata all’uomo moderno, e nel pomeriggio sono previsti degli workshop, progettati sulla base del piano catechistico per i diversi gruppi di destinatari. Gli organizzatori hanno previsto anche dei tempi dedicati allo scambio di esperienze.Croazia: Caritas, successo della raccolta fondi”Un piccolo grande cuore per la gente”, l’iniziativa con la quale la Caritas croata di Osiejku ha raccolto fondi per i suoi progetti è stata un successo. Lo ha detto il direttore della Caritas don Ivicom Rebicem, presentando i risultati della campagna. L’iniziativa è partita l’autunno scorso e si è svolta nei decanati di Osiejku (nell’est del paese) e Cepinskog (nel centro del Paese). Sono stati raccolti beni alimentari per la mensa sociale della Caritas e altri materiali per il Centro di accoglienza dei senzatetto. Secondo un’indagine, il numero dei senzatetto e delle persone vulnerabili è aumentato, rispetto agli anni precedenti, e l’iniziativa della Caritas ha avuto lo scopo di aumentare la capacità di accoglienza del Centro e il numero dei pasti della mensa. Don Rebicem ha presentato di recente i risultati della campagna “Un piccolo grande cuore per la gente”: sono stati raccolti circa 8.600 euro, di cui circa la metà in denaro e l’altra metà in prodotti alimentari e di igiene. Il responsabile del progetto, Olivera Balatinac ha detto che all’iniziativa della Caritas hanno risposto circa 35 parrocchie, molte di più rispetto all’iniziativa precedente, quando avevano risposto solo in sette. Evidentemente, “i donatori – ha aggiunto Balatinac – sono sempre più interessati e coinvolti nei nostri progetti”.Romania: preghiera per l’unità dei cristiani”Questa azione delle Chiese deve essere accompagnata da sforzi concreti, comunitari ed individuali”. Lo scrive il capo della Chiesa Greco-Cattolica Romena, il metropolita Lucian Muresan, nel suo messaggio in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. “C’è bisogno di una penitenza concreta, cioè che ogni Chiesa ammetta il suo contributo alla non-unità, come anche la preghiera sincera di ogni cristiano per la riparazione dei peccati contro l’unità”, ha spiegato mons. Muresan. A sua volta, il presidente della Conferenza episcopale romena, l’arcivescovo Ioan Robu, ricorda che “fortunatamente, nei nostri giorni, si stanno facendo dei gesti molto concreti di avvicinamento che attestano che molti cristiani soffrono a causa della mancata unità”. “Ci sono, purtroppo, anche atteggiamenti schivi e addirittura dei passi indietro – continua l’arcivescovo – che solo la preghiera, la coltivazione della fiducia reciproca e il coraggio di gesti che manifestino il desiderio di unità possono superare”. L’arcivescovo Robu ha insistito sull’importanza della preghiera e della fiducia reciproca anche durante la celebrazione avvenuta lunedì 19 gennaio nella cattedrale del Patriarcato ortodosso romeno, alla presenza del Patriarca Daniel della Chiesa Ortodossa Romena. Quest’anno, il Patriarcato Ortodosso Romeno ha chiesto al suo clero e ai suoi fedeli che partecipano alle iniziative organizzate durante la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, di “assistere” a tali celebrazioni, “senza coinvolgimento liturgico”. Infatti, il vescovo vicario del Patriarcato ortodosso romeno ha celebrato, nella cattedrale patriarcale, una preghiera serale, alla quale i rappresentanti degli altri culti cristiani hanno assistito, senza partecipare in modo attivo. Nel suo discorso dopo la preghiera, il Patriarca Daniel ha parlato dell’importanza di un ecumenismo della carità, “che convince di più che il progresso teologico” e ha insistito sulla “testimonianza comune” della carità cristiana “in un mondo con tanta discordia e tanta violenza”.