Spagna, Irlanda, Germania

Spagna: con i bambini dell’Asia”Con i bambini dell’Asia… cerchiamo Gesù” è il tema della Giornata dell’infanzia missionaria di quest’anno, che in Spagna si celebrerà domenica 25 gennaio. Con questa iniziativa, la Pontificia Opera dell’infanzia missionaria (Pom) avvia un progetto che durerà cinque anni: percorrere i cinque continenti affinché i bambini e gli adolescenti continuino a raggiungere una coscienza ed una visione universale della Chiesa. L’Asia è il continente più grande ed esteso del pianeta. Inoltre, è il più bisognoso di evangelizzazione. “Mi rallegra il fatto che quest’anno la nostra attenzione è posta sull’Asia, e la ragione fondamentale è perché questo continente ha la terra migliore affinché il seme del Vangelo cresca nel futuro con molta forza” afferma, nel Messaggio scritto per la Giornata, mons. Francisco Pérez, arcivescovo di Pamplona-Tudela e direttore Nazionale delle Pom. “I bambini asiatici sono molti milioni – continua il Messaggio – e ad essi dobbiamo guardare con la forza di sapere che il futuro dipenderà da ciò che viene insegnato loro adesso”. Mons. Pérez considera altresì che essi possono apportare al resto della società alcuni valori che “in Occidente sono sfumati nell’oscura notte culturale” e possono mostrare “quella saggezza morale e l’intuizione spirituale innata che è tipica dell’anima asiatica”. Per questa Giornata, l’arcivescovo di Madrid, il card. Antonio M. Rouco Varela ha scritto una lettera ai bambini con la quale ringrazia Dio perché, a Madrid, sono molti i bambini che conoscono ed amano Gesù chiedendo loro di pensare a Paesi come l’India, la Cina, il Giappone, Paesi che si trovano “tutti in Asia. Sono paesi con molti bambini, ma molto pochi sono cristiani”. E chiede di pregare per “tutti loro, che benché non lo sappiano, è Gesù che cercano”. Irlanda: la Settimana delle scuole cattolicheDal 26 gennaio fino a domenica 1 febbraio la Chiesa Cattolica irlandese celebrerà la settimana dedicata alle scuole cattoliche. Il tema di quest’anno è “Scuole cattoliche. Una visione per la vita”, tratto dalla lettera pastorale pubblicata lo scorso anno dai vescovi del Paese e intitolata “Vision 08. A vision for Catholic Education”. La lettera fornisce la base di preghiere e meditazioni che verranno organizzate nelle scuole cattoliche la prossima settimana e di due conferenze che inaugureranno la settimana dell’educazione, una a Dublino e una a Belfast. Il sito della Conferenza Episcopale cattolica irlandese (www.catholicbishops.ie) offre opuscoli e un poster per scuole elementari e superiori e una pubblicità per le parrocchie. In un video, sempre sul sito della Conferenza episcopale, il Vescovo Leo O’Reilly, presidente della Commissione Episcopale per l’educazione, spiega che “le scuole cattoliche si distinguono perché basano la loro educazione sugli insegnamenti e la vita di Cristo. Esse riflettono la pedagogia prevalente nella società costruita attorno alla valorizzazione del bambino e al rispetto della persona”. Commentando il dibattito in corso nella società irlandese sull’opportunità di avere scuole cattoliche gestite dalla Chiesa mons. O’Reilly ha detto di credere che “le scuole cattoliche hanno un ruolo importante nel futuro dell’educazione in Irlanda e che la ragione principale per la quale la Chiesa garantisce scuole cattoliche è il desiderio dei genitori di far educare i figli nella religione cattolica. Fino a che questo desiderio esiste la Chiesa cercherà di organizzare scuole cattoliche”.Germania: firme per la libertà di religione a scuolaIl successo dell’iniziativa “Pro Reli”, promossa a Berlino da cittadini che hanno raccolto oltre 170.000 firme per l’equiparazione della lezione di religione alla lezione di etica nelle scuole, è stato salutato dalla Chiesa cattolica tedesca. In un comunicato diffuso nei giorni scorsi da mons. Robert Zollitsch, Presidente della Conferenza episcopale tedesca, si è complimentato con l’iniziativa e ha osservato che “è ammirevole quanto i cittadini sono riusciti ad ottenere con la loro forza di persuasione, la loro decisione e il loro coraggio”. Con le firme raccolte, “i cittadini hanno votato a favore della libertà di religione nelle scuole”, ha proseguito Zollitsch. “Hanno chiarito pubblicamente che la lezione di religione rappresenta un’offerta formativa irrinunciabile proprio in una città caratterizzata dal pluralismo religioso e ideologico. È ora compito dei responsabili politici essere all’altezza del chiaro voto dei cittadini”, ha concluso Zollitsch. Per il voto referendario era necessario raccogliere 170.000 firme entro il 21 gennaio. Il limite minimo è stato raggiunto prima del termine; se l’esito del referendum dovesse essere a favore dei sostenitori dell’iniziativa, la lezione di religione, attualmente facoltativa, verrebbe parificata alla lezione obbligatoria di etica, introdotta nella capitale nel 2006. Gli studenti delle scuole berlinesi avrebbero pertanto la possibilità di scegliere se frequentare l’una o l’altra materia.