L’Ue in breve

Post-comunismo: obiezioni CdE all’AlbaniaIl Consiglio d’Europa ha espresso, mediante il segretario generale Terry Davis, le proprie preoccupazioni sul processo di “lustrazione” – con il doppio significato di “purificazione” ma anche di “epurazione” – in atto in Albania, paese membro CdE. “Per molti decenni il popolo albanese ha subito le conseguenze di uno dei regimi comunisti più duri e spietati d’Europa – ha affermato nei giorni scorsi Davis -; capisco pertanto gli sforzi impiegati per stabilire la verità e sanzionare coloro che hanno violato i diritti umani durante quel periodo”. Tuttavia, ha aggiunto, “qualsiasi azione condotta in tal senso deve essere conforme alle norme del Consiglio d’Europa in materia di democrazia, diritti umani e stato di diritto. Alla luce di tutto questo, ho delle perplessità sul fatto che la legge di lustrazione adottata il 22 dicembre dal Parlamento albanese rispetti i suddetti criteri”. In particolare il Palais de l’Europe contesta a Tirana “la vasta portata della legge in termini di categorie di ufficiali” pubblici “che potrebbero essere colpite dal testo”, l’equità delle procedure, la severità delle sanzioni. Davis ha specificato: “Riscontro altresì notevoli divergenze riguardo la Risoluzione sulle misure di smantellamento dell’eredità dei vecchi regimi totalitari comunisti, adottata dall’Assemblea parlamentare CdE nel 1996. Quest’ultima ha affermato chiaramente che qualsiasi misura individuale di lustrazione non dovrebbe superare la durata di cinque anni, che il processo di lustrazione non dovrebbe protrarsi oltre il 31 dicembre 1999 e che la lustrazione non dovrebbe essere applicata ai candidati alle elezioni. Nessuna di queste linee guida è stata tenuta in considerazione nella legge di lustrazione” definitiva nel Paese delle aquile.Europa nel web: 3 milioni di domini “.eu”Hanno superato quota 3 milioni i domini “.eu” in internet. Lo rende noto la Commissione europea, secondo la quale “il tremilionesimo nome di dominio .eu è stato registrato l’11 gennaio da un cittadino tedesco”. A due anni e mezzo dalla sua creazione, .eu “conferma così il proprio successo”, essendo al quarto posto fra i domini web più diffusi a livello europeo e al nono per quanto riguarda quelli a livello mondiale, accanto a .com oppure .net e .org. Secondo l’Esecutivo, “promuovendo un’identità on line specificamente europea, tale dominio aiuta i cittadini e le imprese a sfruttare a pieno le occasioni offerte dal mercato unico. Multinazionali, piccole e medie imprese, organizzazioni non governative ma anche singoli cittadini hanno adottato il dominio .eu per la loro presenza sul web”. Viviane Reding, commissaria europea per la Società dell’informazione e i media, afferma a questo riguardo: “I tre milioni di domini europei rispecchiano la fiducia degli utenti di internet in .eu. Questo risultato mostra chiaramente che esso ha conquistato la fiducia del pubblico: un numero sempre maggiore di utenti coglie così l’occasione di esprimere il proprio carattere europeo on line. In particolare, sono lieta di vedere che esso è stato adottato da un numero sempre maggiore di piccole e medie imprese come elemento integrante della loro identità societaria e auspico che tale numero continui a crescere in futuro”. La maggior parte dei domini è stata registrata nei paesi Ue “con la popolazione più numerosa e la penetrazione internet più elevata”. Così la Germania resta in testa con il 30%, seguita dai Paesi Bassi (14%), dal Regno Unito (12%), dalla Francia (8%) e dalla Polonia (6%).Conoscere l’Ue giocando a tavolino”È un gioco, rivolto sia ai ragazzi che agli adulti. E giocando si impara a conoscere l’Europa”. Chantal Laroche, una laurea alla Sorbona, imprenditrice francese, sta girando il vecchio continente per far conoscere “Euro-culture”, gioco da tavolo che ricorda il Monopoli o il Trivial Pursuit, con il quale intende “diffondere la conoscenza della cultura, della storia, della politica, ma anche della letteratura o dei miti” europei. La scorsa settimana è stata accolta a Strasburgo dal presidente dell’Europarlamento Hans-Gert Poettering, mentre è già attesa nelle prossime settimane all’InfEuropa Schuman di Bruxelles. Si gioca lanciando dei dadi, procedendo su varie caselle e rispondendo a una serie di domande (ne sono già state formulate 500) “che riguardano – spiega Laroche al Sir – la storia dell’integrazione comunitaria, le istituzione Ue, l’economia e la presenza dell’Unione nel mondo…”. “Grande attenzione è focalizzata sui singoli paesi membri, per un percorso di conoscenza interculturale”. L’idea è nata da una mostra sull’euro che la stessa imprenditrice e inventrice ha realizzato e che sta girando varie città nel decimo anniversario della moneta unica. Al gioco – che potrebbe essere promosso direttamente dall’Ue, soprattutto nelle scuole – è dedicato il sito www.euro-culture.fr.