EUROPARLAMENTO

Pensando a giugno

Un percorso di avvicinamento alle elezioni

Il conflitto israeliano-palestinese, la disputa sul gas tra Russia e Ucraina, il semestre di presidenza ceca; ma anche l’uso “sostenibile” dei pesticidi, i passaporti biometrici, le nuove norme per i fondi di investimento. La sessione plenaria dell’Europarlamento (12-15 gennaio) ha affrontato il consueto ampio ventaglio di argomenti, pressata dalla cronaca politica internazionale e dalla necessità di approvare misure legislative di un certa urgenza prima della conclusione della legislatura.Dalle discriminazioni ai diritti. A Strasburgo e a Bruxelles gli occhi sono sempre più puntati sulle prossime scadenze istituzionali: ovvero il voto per l’Assemblea europea del prossimo giugno, il rinnovo della Commissione, il rush finale per la ratifica e l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Nel frattempo il calendario dei lavori parlamentari procede come da programma e nella sessione di questa settimana era previsto il voto relativo alla “Relazione sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea 2004-2007”, dopo che il testo era stato dibattuto in aula a dicembre. Il testo va a colmare un vuoto segnalato da tempo a livello comunitario, rilevando le restrizioni ai diritti e alle libertà primarie all’interno dell’Ue27, riguardanti discriminazioni nella vita sociale e professionale, violenze su minori o donne, forme di esclusione a danno di disabili e minoranze, queste ultime talvolta giustificate – vi si sostiene – dalla lotta al terrorismo. Stop a razzismo e xenofobia. Il documento, articolato in oltre 160 punti, è stato scritto dall’eurodeputato italiano Giusto Catania (Sinistra unitaria) ed è giunto in aula con una sessantina di emendamenti, molti dei quali presentati dal gruppo Europa delle nazioni (Uen, destra parlamentare). Sottolinea problemi quali le diverse “espressioni di razzismo e xenofobia” ancora presenti nel vecchio continente, le “forme di intolleranza e di antisemitismo”, la necessità “di maggiori protezioni per le comunità rom”, l’impegno a contrastare la violenza sui bambini e ad assicurare la libertà di stampa, che deve essere esercitata “entro i limiti consentiti dalle leggi” e “coesistere con la libertà personale e basarsi sul rispetto dei diritti altrui”. Nell’introduzione si afferma che “l’efficace protezione e la promozione dei diritti” basilari costituisce “il fondamento della democrazia in Europa” e la “premessa per il consolidamento dello spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia”. Aspetti di ambiguità. Il rapporto – che presenta peraltro vari aspetti di ambiguità – rileva inoltre che “la tutela dei diritti fondamentali implica azioni a più livelli: internazionale, europeo, statale, regionale e locale. Deplora poi “che gli Stati membri continuino a sottrarsi a un controllo comunitario delle proprie politiche e pratiche in materia di diritti dell’uomo e cerchino di limitare la protezione di tali diritti a un quadro puramente interno”. Gli Stati e le istituzioni Ue sono richiamate in uno specifico paragrafo a far rispettare i diritti delle persone omosessuali, ad esempio per “garantire che il diritto alla libera circolazione nell’Unione delle coppie dello stesso sesso si applichi alle medesime condizioni delle coppie eterosessuali”. La relazione, sulla quale i gruppi politici a Strasburgo si sono divisi al loro interno, è stata infine approvata dall’emiciclo con 401 voti favorevoli, 220 contrari e 67 astensioni. Durante le votazioni sono stati approvati vari emendamenti. Uno di essi riguarda un passaggio del documento in cui si afferma che occorre contrastare l’omofobia, attuata anche mediante affermazioni discriminatorie da parte di “esponenti politici, sociali e religiosi estremisti”; queste ultime due categorie sono state aggiunte da un emendamento della deputata liberaldemocratica olandese Sophia in’t Veld che ha spaccato l’aula in due: 367 favorevoli, 294 contrari, 25 astensioni.Verso il testamento biologico? Un altro emendamento va nella direzione del sostegno all’iniziativa francese all’Onu per la depenalizzazione universale dell’omosessualità. La relazione invita d’altro canto a procedere con uno studio sulla situazione delle persone transessuali negli Stati membri, specialmente “per quanto concerne i rischi di molestie e violenza”. Rileva poi l’esigenza di aumentare la sensibilizzazione pubblica per quanto riguarda il “diritto alla salute riproduttiva e sessuale”: chiede agli Stati Ue di garantire che le donne “possano godere pienamente di tali diritti” e – con un altro emendamento passato con 427 sì, 199 no e 42 astensioni – “di facilitare i metodi di contraccezione onde prevenire gravidanze indesiderate e aborti illegali e a rischio”. Approvata anche la parte sul testamento biologico: si domanda ai paesi aderenti di pervenire a una legislazione sul testamento biologico, assicurando “in tal modo il diritto alla dignità alla fine della vita”.