Spagna: un referendum sull’abortoUn referendum sul disegno di legge sull’aborto in Spagna. È quello che chiede la portavoce di “Diritto a vivere” (Derecho a Vivir, Dav), Gádor Joya, al Governo. Dav si unirà a Concapa per esigere una consultazione democratica su “un disegno di legge che colpisce il diritto fondamentale alla vita e non può legittimarsi con una esigua maggioranza di 26 voti e di fronte alla divisione dei deputati alla Camera”, ha detto Joya. Diritto a vivere “chiederà un referendum sul disegno di legge abortista del Governo, se è necessario con una nuova manifestazione”, dopo quella a favore della vita del 17 ottobre scorso, che ha riunito oltre un milione di persone a Madrid. Nell’immediato ci sarà la consegna di un milione di firme che chiedono il referendum. Per la portavoce di Dav, “il diritto esistente e rilevante alla vita scompare nel disegno di legge, mentre nel Psoe si inventa un diritto inesistente, quello all’aborto”. Complimenti invece da Joya a quei deputati che hanno definito “questa legge ingiusta”. “Occorre promuovere la causa dei diritti umani tutti i giorni – ha affermato la portavoce di Dav -. La libertà è oggi un impegno a favore di quelli che non ce l’hanno e non è un’invenzione di diritti egoistici ai quali vuole ridurla questo Governo”.Portogallo: matrimonio omo, “gravi conseguenze”Il Consiglio dei Ministri dello Stato Portoghese ha elaborato una proposta di legge che legalizza il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso, la quale sarà presentata in Parlamento entro la fine del mese di dicembre, per essere discussa ed approvata nel gennaio 2010, potendo contare sull’appoggio favorevole del Partito Socialista, di quello Comunista, e del Bloco de Esquerda. In una conferenza stampa, il ministro Pedro Silva Pereira ha affermato che “l’intenzione è quella di porre fine ad una discriminazione sociale” e che “il governo possiede la legittimità democratica per legiferare su di un tema che considera sufficientemente dibattuto”, escludendo anche l’ipotesi di un referendum consultivo. “La possibilità di adozione non risulta invece compresa dalla proposta legislativa, in quanto non si trova inserita nel programma del governo. Essa, però, non dovrà soddisfare i diritti degli adottanti, ma dovrà salvaguardare l’interesse dei bambini” – ha detto il rappresentante governativo. Commentando la decisione del governo, il portavoce della Conferenza episcopale portoghese (Cep), padre Manuel Morujão ha dichiarato che: “Ci si trova in presenza di una certa ingegneria ideologica mediante la quale si tenta di reinventare una struttura millenaria, che, per quanto possa essere certamente migliorata e attualizzata, deve assolutamente mantenere l’identità strutturale che ha sempre avuto”. “La decisione del governo avrà gravi conseguenze, perché la struttura basica della famiglia è in tal modo minata dalla promozione di un matrimonio che non è autentico e genuino e che, con il rispetto dovuto, riguarda soltanto una minoranza di persone” – ha aggiunto il portavoce Cep: “La proposta di legge costituisce pertanto una pericolosa alterazione delle basi antropologiche della famiglia e, con essa, dell’intera società”. Infine, evitando di voler fare un processo alle intenzioni, padre Morujão ha voluto ricordare che: “Ci sono inoltre altri problemi e sfide sociali che attualmente meriterebbero un’attenzione prioritaria del governo, come la disoccupazione, la precarietà lavorativa, l’indebitamento e le difficoltà economiche che le famiglie portoghesi stanno vivendo”.Austria: “costernazione” per la pillola del giorno dopoLa Chiesa cattolica austriaca ha reagito negativamente alla decisione del governo, presa il 17 dicembre, di consentire la somministrazione della pillola del giorno dopo anche senza prescrizione medica. “Grande costernazione” è stata espressa il 18 dicembre da mons. Klaus Küng, vescovo di St Pölten e responsabile della Commissione per la famiglia della Conferenza episcopale. Mons. Küng, formatosi come medico ha sottolineato che il preparato “rappresenta un intervento massiccio nell’equilibrio ormonale delle donne ed esiste inoltre il rischio che per via della facile reperibilità possa essere utilizzato senza pensieri soprattutto dalle giovani come contraccettivo regolare” e ha inoltre deplorato che la distribuzione senza ricetta sia stata concessa “nonostante la chiara opposizione dell’Ordine dei medici”. Il vescovo ha anche rivolto un appello a tutti i farmacisti e medici, affinché agiscono “con responsabilità” e diano “informazioni particolarmente dettagliate sulle modalità di somministrazione del farmaco”. Parere contrario anche da parte dell’associazione a tutela della vita Aktion Leben: “Diamo sgomenti per il fatto alla politica per la prevenzione delle gravidanze indesiderate non sia venuto in mente niente di meglio che distribuire la pillola del giorno dopo senza ricetta”, ha detto Martina Kronthaler, segretaria generale dell’organizzazione. “Ignorare semplicemente gli avvertimenti dell’Ordine dei medici austriaco circa la distribuzione senza ricetta è irresponsabile nei confronti delle donne”, ha aggiunto. “Con la distribuzione senza ricetta si trasmette un’immagine del mondo meccanicistica che non offre alcun orientamento ai giovani per imparare a vivere la sessualità nell’amore nella relazione”. Pertanto, aver liberalizzato la pillola del giorno dopo costituisce una “risposta insufficiente alle carenze dell’educazione sessuale scolastica e del lavoro di sensibilizzazione”, ha concluso Kronthaler.