Asilo e rifugiati: 76 mila riconoscimenti in un annoGli Stati membri dell’Unione europea nel corso del 2008 hanno accordato la protezione a 76.300 persone richiedenti asilo. Secondo uno studio di Eurostat, “i beneficiari di uno statuto speciale sono principalmente di nazionalità irachena (16.600), somala (9.500), russa (7.400), afghana ed eritrea”. L’istituto di statistica comunitario precisa che lo scorso anno le decisioni globalmente assunte in materia sono state 281mila, oltre 200mila delle quali di prima istanza e il rimanente in via definitiva. “Il tasso di riconoscimento di uno status di protezione riguarda il 28% delle domande in prima istanza e del 24% in appello”. Eurostat riferisce inoltre la situazione secondo i tre tipi di protezione offerta a livello europeo: “40 mila persone si sono viste riconoscere lo statuto di rifugiati, 25.500 la protezione sussidiaria e 10.800 una autorizzazione al soggiorno per motivi umanitari”. Due terzi dei provvedimenti di protezione nell’Ue27 sono stati assunti in cinque Paesi; Francia (oltre 11mila), Germania e Regno Unito (più di 10mila), Italia (9.700), Svezia (8.700); numeri elevati anche nei Paesi Bassi e in Austria. Economia: aiuti contro la crisi e per la ripresaMaggiori aiuti di Stato per contenere le ricadute della recessione sull’economia, sull’occupazione e sulla società europea. Un documento della Commissione (“Quadro di valutazione degli aiuti di Stato”), diffuso nei giorni scorsi, conferma che la crisi finanziaria “ha fatto lievitare il volume complessivo degli aiuti da 66,5 miliardi di euro, ossia lo 0,52% del Pil dell’Ue nel 2007, a 279,6 miliardi di euro, ossia il 2,2% del Pil nel 2008”. Senza le “misure anticrisi”, messe in campo sul piano nazionale e su quello comunitario, nel 2008 gli aiuti totali hanno raggiunto 67,4 miliardi di euro (0,54% del Pil). “Grazie alle misure di risanamento senza precedenti adottate negli ultimi 14 mesi, l’Europa ha potuto stabilizzare i mercati finanziari e creare le condizioni per la ripresa”, dichiara Neelie Kroes, commissario responsabile per la concorrenza. “La Commissione ha accettato l’adozione rapida di misure di sostegno senza precedenti, assicurandosi allo stesso tempo che il mercato interno non fosse perturbato da eccessive distorsioni della concorrenza”. La stessa Kroes conferma che i problemi non sono però superati: “È iniziata ora la fase di ristrutturazione del sistema bancario e sono già state prese le prime importanti decisioni, ad esempio su Kbc, Ing, Lloyds, Fortis e Commerzbank”. “Malgrado la difficile congiuntura – conclude la commissaria -, gli Stati membri hanno mantenuto la disciplina degli aiuti di Stato e hanno proseguito i loro sforzi per reindirizzare gli aiuti verso obiettivi di interesse comune, come la ricerca”. Eurostat: ricerca sull’utilizzo di internet Cresce l’utilizzo di internet in Europa: nel primo trimestre 2009 il 65% delle abitazioni disponeva di accesso alla rete, contro il 60% dell’anno precedente. Il 56% dei navigatori ha invece a disposizione connessioni a banda larga; nel 2008 il dato era al 49%. I numeri si ricavano da uno studio di Eurostat che riguarda le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’Ue27, nei Paesi candidati (Croazia, Turchia, Macedonia), in Norvegia, Islanda e Serbia. L’istituto di statistica Ue segnala che la percentuale di abitazioni con accesso a internet sale al 90% nei Paesi Bassi, seguiti da Lussemburgo (87%), Svezia (86), Danimarca (83), Germania (79), Finlandia (78), Regno Unito (77). I dati più modesti si rilevano in Bulgaria, Grecia, Romania, Turchia, Macedonia, Serbia. La banda larga è presente soprattutto nei Paesi del nord e centro Europa.Università: una rete europea per le traduzioni Università di tutta Europa uniscono le forze per la formazione dei traduttori e di chi lavora nei molteplici ambiti che necessitano dell’ausilio della traduzione linguistica. Nei giorni 8 e 9 dicembre si è svolta a Bruxelles la riunione costitutiva della rete “European Master’s in Translation” (Emt) intesa a fornire programmi di formazione per traduttori, dopo che nel settembre scorso erano stati messi a punto 34 programmi a livello “master”. “Con la rete Emt – è stato spiegato all’incontro – nasce un marchio comune per programmi di traduzione. Ciò contribuirà ad aprire la strada a un’istruzione di alta qualità” per gli studenti e i professionisti del settore linguistico, ritenuto essenziale per il processo europeo di integrazione sociale, economica, culturale, “che amplierà i loro orizzonti di lavoro e fornirà personale competente anche alle istituzioni pubbliche”. Leonard Orban, commissario per il multilinguismo, ha affermato: “La traduzione è un lavoro che ha futuro. Essa è anche un’attività in continua evoluzione – che va dalla sottotitolazione al cosiddetto web-editing – e che può comprendere competenze ben oltre il semplice tradurre come gestire progetti, negoziare con i clienti, operare nelle aziende”.