COMMISSIONE UE
La squadra di Barroso in attesa del via libera del Pe
Ventisette nomi, provenienti da altrettanti Paesi membri dell’Unione europea. Ma chi sono i commissari designati a far parte della nuova squadra-Barroso che resterà in carica, una volta ricevuto il via libera da Europarlamento e Consiglio, fino al 2014? Uscenti, entranti, ex premier e deputati. I singoli commissari sosterranno le audizioni davanti agli eurodeputati tra l’11 e il 19 gennaio. Poi, il 26 gennaio, l’Assemblea Ue si riunirà in sessione straordinaria per il voto conclusivo. Se tutto procederà al meglio e senza sorprese, dopo un successivo “placet” del Consiglio, il collegio assumerà pienamente le proprie funzioni probabilmente a febbraio 2010. Finora si è ragionato soprattutto sul fatto che il presidente José Manuel Barroso – portoghese, classe 1956, politico di centrodestra affiliato al Partito popolare europeo, ex premier a Lisbona, al secondo mandato al timone dell’Esecutivo -, ha provveduto a “spacchettare” alcuni dicasteri e a distribuire diversamente i portafogli, con qualche innovazione generalmente apprezzata (si pensi al commissario responsabile del “clima”). È stato inoltre posto l’accento sui numeri: dell’équipe fanno parte 9 donne, dunque un terzo del totale; i vicepresidenti sono 7; le persone confermate rispetto alla Commissione uscente (che rimarrà in carica fino al passaggio delle consegne) sono 14, Barroso compreso; 16 designati sono stati premier o ministri a livello nazionale.Due donne in posti-chiave del collegio. Naturalmente il personaggio che, oltre a Barroso, ha avuto maggiore visibilità sui media è Catherine Ashton, britannica, laburista, nominata Alto rappresentante per gli affari esteri e la sicurezza comune e vicepresidente di diritto dell’Esecutivo. Il ruolo che dovrà ricoprire, detenuto per dieci anni dallo spagnolo Javier Solana, è in parte da “inventare”, essendo una figura istituita dal Trattato di Lisbona. La Ashton, nata nel 1956, ha studiato sociologia; è stata presidente della Camera dei Lord e commissaria europea al commercio nell’ultimo anno e mezzo. Molta più esperienza a Bruxelles vanta Viviane Reding, lussemburghese, classe 1951, della famiglia dei Popolari, che sarà vice presidente e incaricata del settore giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, ossia uno dei nuovi “ministeri” creati da Barroso. Al terzo mandato come commissaria, ha ricoperto anche gli incarichi all’educazione e alla società dell’informazione. Nomi noti e personaggi nuovi. Altra figura “di peso” del collegio è certamente lo spagnolo Joaquin Almunia, 61 anni, vicepresidente, responsabile del settore concorrenza dopo aver guidato gli affari economici e monetari. Nel suo Paese è stato tra i leader del Partito socialista e due volte ministro. Al francese Michel Barnier, 58 anni, è stato affidato l’importante portafoglio del mercato interno e dei servizi. In passato è stato commissario alla politica regionale, più volte ministro a Parigi ed eletto all’Europarlamento; è esponente del Ppe. Alla Germania è affidato, con Günther Oettinger, il campo dell’energia. Nato nel 1953, economista, già presidente della regione del Baden-Württemberg, è esponente in vista della Cdu, affiliata al Ppe. Le telecomunicazioni cambiano nome. Tra le conferme spicca Neelie Kroes, vicepresidente, incaricata dell'”Agenda digitale”, nuova dizione che dovrebbe comprendere il ramo delle telecomunicazioni. L’esponente olandese è una “veterana”, avendo sinora ricoperto il ruolo di commissario alla Concorrenza. Nata nel 1941, un passato da ministro nei Paesi Bassi, fa parte di una formazione politica affiliata al gruppo dei Liberaldemocratici (Alde). È invece lituano Algirdas Semeta, matematico ed economista, della famiglia del Partito popolare europeo, il futuro commissario alla tassazione e unione doganale, audit e attività antifrode. Da alcuni mesi è arrivato al Berlaymont, sede dell’Esecutivo, con l’incarico di seguire il bilancio Ue. Nel suo Paese è stato due volte ministro.Per Finlandia e Svezia compiti decisivi. Incarichi di rilievo sono stati affidati ai rappresentanti di Paesi nordici. Olli Rehn, finlandese di 62 anni, è indicato a reggere gli affari economici e monetari. Finora è stato alla guida delle politiche per l’allargamento; in passato è stato eurodeputato del gruppo liberaldemocratico. Alla Svezia, con Cecilia Malmström, spetterà la delega agli affari interni: nata nel 1968, liberale, già eurodeputata (1999-2006), ha dato prova di sé nel semestre di presidenza di turno con la qualifica di ministro per le Politiche comunitarie. Il portafoglio che le è assegnato si occuperà di questioni delicate e di attualità: ad esempio si sta definendo, a livello Ue, il Programma di Stoccolma centrato sui temi della giustizia e della cittadinanza.(1 – continua)