INGHILTERRA
Un nuovo servizio pastorale per i giovani
Un nuovo ente per formare chi lavora con i giovani e un nuovo vescovo delegato per la pastorale giovanile. Sono due decisioni assunte dai vescovi inglesi durante i lavori dell’assemblea plenaria svoltasi a Leeds nei giorni scorsi. L’ente, “Catholic Youth Ministry Federation” (Cymf) – che raccoglie i direttori dei servizi di pastorale giovanile e rappresentanti dei nuovi movimenti e degli ordini religiosi che lavorano a livello nazionale con i giovani – ed il nuovo vescovo delegato, mons. Kieran Conry, attualmente al governo della diocesi di Arundel e Brighton, entrano a far parte del dipartimento per evangelizzazione e catechesi della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. Primo atto del nuovo ente sarà, il 27 febbraio 2010, un congresso nazionale di pastorale giovanile. Altri eventi importanti restano la “National Youth Sunday”, la domenica dedicata ai giovani e la “World Youth Sunday”, la giornata mondiale della Gioventù. SIR Europa ha incontrato mons. Kieran Conry.Perché nominare un vescovo per i giovani?“C’é sempre stato un vescovo delegato per i giovani. La differenza è che adesso abbiamo deciso di smantellare il ‘Central youth office’, l’ufficio centrale della conferenza episcopale che si occupava di giovani e al posto di questo abbiamo dato vita al CymFed, che sta per ‘Catholic Youth Ministry Federation’. È una organizzazione molto più flessibile e meno strutturata del vecchio dipartimento dove chi si occupa di giovani nelle diverse diocesi può incontrarsi in modo spontaneo per scambiarsi idée e discutere di nuove iniziative. La nuova Federazione risponde poi all’esigenza di avere un ufficio centrale che armonizzi realtà come le diocesi che lavorano spesso in modo diverso”.Quali obiettivi vi proponete come Cymfed?“Un recente sondaggio condotto nelle scuole cattoliche tra giovani tra 11 e 18 anni ha messo in luce che molti giovani non credono in Dio e molti pensano che Dio non abbia un impatto sulla loro vita. Credo che il nostro obiettivo sia di pensare nuovi modi per mantenere questi giovani vicino a Dio”.E questi risultati cosa altro dicono?“Ho incontrato qualche giorno fa un genitore ad una Cresima che mi ha spiegato di essersi allontanato dalla Chiesa e di essere ritornato quando si è sposato. È una storia molto comune che si sente spesso. Ci sono molti giovani che credono in Dio ma, dopo aver ricevuto la Cresima, si allontanano dalla Chiesa e tornano anni dopo. È un trend generale in tutto il mondo che mi è stato confermato anche da alcuni catechisti cileni. Chi si è allontanato, spesso torna con più consapevolezza quando ha figli, anche perché vuole il meglio per loro e la fede è in questo ‘meglio’. L’allontanamento dei giovani rappresenta una sfida per tutta la Chiesa ed è necessario ripensare la comunicazione con loro “.Come fronteggiare questa sfida?“Non c’è una risposta unica. Sono gli anni dell’adolescenza, durante i quali i giovani si ribellano a qualsiasi forma di autorità. È un’età molto complessa perché bisogna impegnarsi all’università o in una carriera e si è coinvolti per la prima volta in rapporti impegnativi con l’altro sesso. Penso che sia sbagliato forzare i giovani ad andare in chiesa. Quando amministro il sacramento della Cresima dico sempre ‘qualsiasi cosa vi succeda, qualsiasi difficoltà abbiate, se vi allontanate dalla Chiesa sappiate che potete sempre tornare, sappiate che la Chiesa è la vostra casa’. I genitori mi dicono che sono contenti che io abbia detto così perché è importante sapere che puoi tornare”. Nella sua diocesi di Arundel e Brighton cosa fa per i giovani?“C’è un programma specifico che si chiama ‘Eli’ volto a preparare dei leader che lavorino a stretto contatto con i giovani. Troviamo che il gruppo dei pari sia importantissimo e chi è adolescente ascolta chi ha qualche anno in più con una attenzione che non dedica agli adulti. Organizziamo anche un pellegrinaggio a Lourdes durante il quale abbiamo un bus di cinquanta posti riservato specificamente per i giovani. Si tratta di una esperienza che ha molto successo. Una volta all’anno organizziamo anche un incontro per giovani da tutta la diocesi. L’ultima volta sono venuti in 450”.