UE

Come una “guerra civile”

Strategia comune per la sicurezza stradale

Le statistiche sono certamente impressionanti, da “guerra civile”. Nel 2008 sono decedute 39mila persone per incidenti stradali nell’Ue27, mentre i feriti sono stati un milione e 600mila. Eppure “il numero delle vittime della strada è in diminuzione costante” da alcuni anni a questa parte; per quest’anno dobbiamo augurarci di “non andare oltre i 36mila morti”. Antonio Tajani, commissario Ue ai trasporti, ha promosso il 2 dicembre a Bruxelles una conferenza internazionale sulla sicurezza stradale nell’ambito delle consultazioni per delineare una strategia comunitaria 2011-2020. Verso una nuova strategia. “I morti sono ancora troppi”, ha affermato il commissario italiano. “Penso alle famiglie colpite dagli incidenti, alle loro sofferenze, ai problemi legati ai costi delle cure mediche…”. Tajani ha ricordato che “circa la metà dei morti sulle strade europee sono pedoni, ciclisti e motociclisti”. Ogni anno perdono la vita circa 1.100 ragazzi di età inferiore a 15 anni. Né gli Stati membri né l’Ue possono restare con le mani in mano: “La sicurezza stradale è un diritto e l’Ue deve assumere impegni e responsabilità conseguenti”, ha dichiarato Tajani. L’Unione aveva definito nel 2001 una strategia decennale, composta da 60 misure concrete: “Ciò ci ha permesso di salvare, cumulativamente, 70mila vite umane”. In effetti i dati complessivi, pur sempre tragici, segnano una flessione delle vittime e delle persone ferite. “Oggi però tale strategia deve essere rivisitata e rilanciata”, anche in funzione dei nuovi flussi veicolari, dei mutamenti infrastrutturali (vie urbane, strade a scorrimento veloce, autostrade, vie periferiche o di montagna), delle innovazioni apportate su automobili, camion e bus, alla presenza dei pedoni o di chi viaggia sulle due ruote. Impegno politico da Stati e Unione. La Commissione indica dunque l’urgenza di un “impegno politico” da parte degli Stati e dell’Ue. L’obiettivo di cui si è discusso a Bruxelles e nelle altre occasioni di confronto attivate nei mesi scorsi è quello di dimezzare almeno, e al più presto, il numero delle vittime. “Questo programma di azione – ha chiarito Tajani – ci consentirà di restare vigilanti e determinati nella lotta contro gli incidenti automobilistici”. Il nuovo programma operativo “si concentrerà anche su priorità quali gli incidenti sulle strade rurali (60% del numero totale di vittime) e sugli utenti della strada più vulnerabili, come pedoni, ciclisti, motociclisti, e anziani”. Il dibattito registrato il 2 dicembre si è svolto sotto forma di due tavoli di discussione tra 400 esperti e politici e sessioni plenarie con tutti i partecipanti. Oggetto del primo tavolo di discussione è stato la sicurezza dei veicoli e delle infrastrutture, con una particolare attenzione per la sicurezza delle motociclette, i veicoli del futuro quali le auto elettriche, la guida ecologica e il modo di adeguare le infrastrutture alle diverse categorie di utenti della strada. Il secondo tavolo verteva sul ruolo che i cittadini possono svolgere per migliorare la sicurezza stradale: gli “esperti” in questo caso erano vittime della strada, guidatori professionisti, organismi pubblici, polizia stradale, esponenti dell’industria che produce mezzi di trasporto su gomma. Conferiti i “Premi d’eccellenza”. L’occasione del convegno ha consentito di assegnare i “Premi d’eccellenza per la sicurezza stradale 2009”. Tali riconoscimenti costituiscono, secondo l’Esecutivo Ue, “parte integrante della Carta europea della sicurezza stradale”, un’iniziativa della stessa Commissione che fornisce ad aziende, associazioni, istituti di ricerca e organismi pubblici “una piattaforma sulla sicurezza stradale”. L’obiettivo comune è “compiere azioni concrete e condividere le migliori pratiche per affrontare i problemi di sicurezza effettivamente incontrati”. Quest’anno i premi sono andati a Eko Fuel Stations (Bulgaria) per la categoria grandi aziende e multinazionali; Transportes Bizarro Duarte (Portogallo) per le Piccole e medie imprese; Zrzeszenie Miedzynarodowych Przewozników Drogowych (associazione di autotrasportatori – Polonia) tra le Federazioni e associazioni; Shropshire Fire and Rescue Service (Regno Unito), categoria Istituzioni; Prague Mothers (Repubblica Ceca), Ong; Linköpings kommun (Svezia), enti locali, regioni e città. Sito con numerose informazioniNell’ambito del percorso per la definizione della strategia comunitaria per il prossimo decennio relativa alla sicurezza stradale, è stato realizzato un apposito spazio web (http://ec.europa.eu//road_safety/). Numerose le informazioni concrete offerte dal sito, tradotto per ora in sei lingue ufficiali dell’Unione: inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo e polacco. Vi si trovano fonti legislative, i diversi "codici della strada", paese per paese, spazi riguardanti gli "utenti" (bambini, ciclisti, conducenti anziani, neopatentati…), notizie dedicate alle infrastrutture e statistiche, link utili.