Inghilterra, Belgio, Austria, Bulgaria

Inghilterra: forti dubbi su legge parità”Un progetto così complesso che rischia di essere frainteso e di portare le amministrazioni locali a decisioni che renderanno più difficile praticare la propria fede”. È quanto affermano il vescovi di Inghilterra e Galles commentando la legge sulla parità, attualmente in discussione nel parlamento britannico. Decidere di abolire le illuminazioni natalizie per paura che offendano i musulmani o cancellare la parola “Natale”, per rispetto dei non cristiani, potrebbero essere alcune delle decisioni giustificate dalla nuova legislazione che, quando verrà approvata, sostituirà nove altri pezzi di legge e circa cento diverse disposizioni. Per la conferenza episcopale, che aveva già avvertito di questi rischi la commissione che sta studiando la nuova legge ogni tentativo di semplificare le nuove regole potrebbe minacciare il diritto alla libertà religiosa. In una nuova lettera inviata alla commissione di studio, mons. Andrew Summersgill, Segretario generale della conferenza episcopale, scrive che “la Chiesa cattolica ha serie preoccupazioni sull’impatto pratico di alcune parti della legge”. La nuova legislazione proteggerà i diritti di omosessuali, transessuali e partner civili e potrebbe costringere la Chiesa a rimuovere i Crocifissi dai muri, a dare lavoro, nelle proprie istituzioni, a membri di questi gruppi. La Chiesa potrebbe essere forzata ad assumere, come persone che si occupano di giovani o come membri di gruppi di preparazione al matrimonio, anche coloro che non hanno uno stile di vita conforme ai suoi insegnamenti.Belgio: delegazione al Giubileo dell’AceacUna piccola delegazione di vescovi del Belgio, guidata dal card. Godfried Danneels, è partita alla volta della Repubblica democratica del Congo (Rdc), a Kinshasa, per partecipare ad un doppio Giubileo, i 25 anni dell’Aceac, l’associazione che riunisce i vescovi dell’Africa centrale e i 50 della erezione delle Conferenze episcopali della Rdc, del Rwanda e del Burundi. Dal 30 novembre al 6 dicembre i vescovi belgi oltre a partecipare alle iniziative in programma, tra le quali un colloquio sull’autonomia e la collaborazione delle Chiese dell’Aceac promosso dall’università cattolica del Congo, visiteranno siti storici dei vari Paesi, si recheranno in pellegrinaggio in luoghi cari alla tradizione locale. Tra gli invitati ai due Giubilei anche il card. Renato Raffaele Martino, presidente emerito del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace che terrà una relazione sull’enciclica “Caritas in veritate”. Nel corso della celebrazione finale è atteso un messaggio di Benedetto XVI.Austria: Missio per i bambini malati di Aids”L’Aids è una piaga terribile. Per quanto riguarda gli orfani dell’Aids la sfida non è solo l’assistenza medica ma soprattutto dare un senso alla loro vita, troppo spesso breve. La gioia di vivere di questi bambini malati ci insegna il fine della nostra vita: amare ed essere amati”. È quanto afferma a Fides mons. Leo-M. Maasburg, direttore nazionale di Missio Austria in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids del 1° dicembre. Missio Austria sostiene da anni progetti per la cura dei malati di Aids nei Paesi in via di sviluppo. “Siamo quasi gli unici ad aiutare le madri malate di Aids e i loro bambini” dice il camilliano John Phuong Dinh Toai, che in Vietnam gestisce un orfanotrofio per bambini con genitori affetti di Aids o che sono già morti per la malattia. Nel paese asiatico l’Aids è un argomento di cui non si parla, e chi ne è colpito si trova ai margini della società. Andreas Thonhauser, Redattore capo della rivista missionaria edita da Missio Austria “Alle Welt”, ha raccolto la testimonianza di questo giovane sacerdote che ospita attualmente nella struttura da lui gestita insieme a diversi collaboratori, 60 bambini, mentre altri 300 vengono seguiti nelle loro famiglie. “Cerchiamo di far stare i bambini il più a lungo con i loro genitori. Abbiamo raccolto molti dei nostri piccoli dalla strada. Cerchiamo di dare loro una vita degna ma anche una morte dignitosa”. Bulgaria: francescani e cattolici di rito orientaleIn occasione degli 800 anni dalla Regola francescana, si è svolta nei giorni scorsi nella concattedrale di S.Giuseppe, a Sofia, una solenne celebrazione con il presidente della Conferenza episcopale bulgara mons. Hristo Proykov, il nunzio apostolico mons. Janusz Bolonek, il vescovo di Sofia-Plovdiv mons. Georgi Yovcev, rappresentanti dei frati, delle suore e dei terziari francescani, e fedeli. Mons. Proykov ha ringraziato i francescani, presenti nel Paese dal 1500, e soprattutto i cappuccini di Sofia, per l’aiuto dato ai primi cattolici di rito orientale, giunti a Sofia dalla Macedonia 150 anni fa. “Un significativo contributo – ha detto – alla costruzione della cattedrale dell’esarcato di rito orientale e all’inizio della nostra missione in Bulgaria”. Ricordando l’imminente 150° anniversario della nascita della comunità di rito orientale, il vescovo ha invitato i fedeli a riflettere sull’eredità ricevuta ed a portare una buona testimonianza di vita nella società.