SETTIMANE SOCIALI
Portogallo: costruire il bene comuneNell’ambito degli incontri previsti dalla Settimana Sociale dedicata al tema: “La costruzione del Bene Comune”, svoltasi nella città di Aveiro dal 20 al 22 novembre, il patriarca di Lisbona, è intervenuto per ricordare ai partecipanti che “in questo tempo di globalizzazione, il bene delle persone e dei gruppi umani è strettamente legato al bene dell’intera umanità: esso non si limita ai diritti, riconosciuti e rispettati, ma concerne soprattutto i doveri di solidarietà di ciascuno nei confronti del corpo sociale nel quale si trova inserito”. “Purtroppo – ha denunciato il card. José da Cruz Policarpo nella sua relazione intitolata «Il posto della religione nell’edificazione del bene comune» – mai come oggi, ci sono avvolgenti forze ateizzanti, che, presentandosi come protettrici dell’autonomia e della grandezza dell’uomo, cercano di neutralizzare l’influenza della religione e dei credenti sulle dinamiche costruttrici della società”. L’espressione “bene comune – ha ricordato il cardinale – ha occupato un posto centrale e si è sviluppata nell’ambito della dottrina sociale della Chiesa acquisendo una rilevanza tale da meritare di far parte del corpo dottrinale del concilio e del catechismo della Chiesa cattolica, come pure delle grandi encicliche sociali, ultima delle quali la Caritas in veritate di Benedetto XVI. “La visione puramente economica del progresso non garantisce affatto il completo sviluppo dell’essere umano, anzi lo può compromettere”. Rivendicando il ruolo pedagogico fondamentale svolto dalla religione nella costruzione del bene comune, l’arcivescovo di Lisbona ha sottolineato “il contributo decisivo di un’educazione umanizzante, che porti ad elaborare progetti personali e comunitari che realizzino la perenne grandezza dell’uomo, mediante la collaborazione fortificante della scuola, della catechesi, dei movimenti giovanili alla specifica missione educativa esercitata dalla famiglia”. “Senza esigenze e priorità etiche collettivamente chiare e condivise, i processi di sviluppo possono accentuare gli egoismi, non solo degli individui, ma dei gruppi e di intere nazioni, pregiudicando gravemente la giustizia e compromettendo la pace, fino a mettere a rischio l’equilibrio del pianeta Terra, come casa comune della famiglia umana” ha rimarcato il card. Policarpo. La Chiesa deve dare un reale contributo a questo compito. La sua priorità è chiara: “collaborare con la famiglia nella sua missione educativa rivolta al bene comune”. Italia: per un'”agenda di speranza”È all’insegna della realizzazione di un’Agenda di speranza per il futuro del Paese il cammino che il Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei cattolici italiani ha avviato nei mesi scorsi e culminerà, a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre 2010, nella 46ª Settimana Sociale. Caratteristica, e novità, di questo appuntamento è la realizzazione di un percorso condiviso di discernimento con le varie realtà della società civile per declinare una serie di “problemi” cruciali per l’Italia che verranno portati, il prossimo anno, all’assise di Reggio Calabria. “Non c’interessa la lista delle difficoltà: un problema è qualcosa di diverso, un concetto al di là del quale vi è un’alternativa fatta di possibilità eticamente non indifferenti”, sottolinea il vicepresidente del Comitato, Luca Diotallevi. Proprio per questo è possibile declinare il riconoscimento di un problema con la speranza. Alla Settimana si arriverà, dunque, con una lista di questioni cruciali che permettano di non fermarsi a livello delle enunciazioni teoriche a favore di una “mobilitazione di soggetti e interessi reali, vantando a proprio sostegno esperienze conoscitive e pratiche”. I problemi che verranno, alla fine, indicati nell’Agenda di speranza saranno frutto di una selezione fra i contributi giunti. In particolare viene prestata attenzione al mondo giovanile, coinvolgendo sia le associazioni che si occupano di giovani, come gli scout dell’Agesci e l’Azione cattolica, sia la Pastorale giovanile. A tal proposito, sono in programma sedici forum a livello regionale (il primo appuntamento si è tenuto nelle Marche mercoledì 18 novembre) che confluiranno in aprile in un forum nazionale dei giovani, dove verranno raccolte le sollecitazioni emerse sul territorio. Pure da parte associativa si riscontrano interesse e impegno, mentre diverse diocesi stanno dando vita a cicli di incontri che coniugano l’attenzione ai problemi del Paese con quella verso il proprio territorio. Infine, tra i prossimi appuntamenti, da segnalare il seminario “Per una sanità di valore” (1 dicembre), organizzato insieme all’arcidiocesi di Pescara-Penne per riflettere sul tema della sanità in Italia, “vista la sua attualità e la sua problematicità sia a livello organizzativo ed assistenziale, sia nella gestione delle risorse”.