UE
L’Anno speciale e il Manifesto per la creatività e l’innovazione
Sette “priorità” e altrettante “linee d’azione” compongono il “Manifesto per la creatività e l’innovazione in Europa”, presentato come uno degli esiti dell’Anno speciale che l’Ue ha dedicato a questi temi. Nei mesi scorsi si sono dispiegati negli Stati membri e nelle sedi comunitarie centinaia di eventi: in chiusura di programma, gli “ambasciatori” dell’Anno hanno ritenuto utile “consegnare” all’Europa un vademecum di possibili obiettivi per continuare a “coltivare l’innovazione” nel vecchio continente.I “sette comandamenti”. Fra i nuovi “comandamenti della creatività” – così come sono stati definiti a Bruxelles – figurano le seguenti voci: “alimentare la creatività con un processo di apprendimento permanente che associ teoria e pratica”; fare delle scuole e delle università “spazi di pensiero creativo”; “trasformare i luoghi di lavoro in spazi di apprendimento”; “dar vita a un settore culturale solido, autonomo e diversificato”; “incoraggiare” e sostenere la ricerca scientifica “per capire il mondo”; promuovere processi, pensieri e strumenti creativi “interpretando le esigenze, le emozioni, le aspirazioni e le capacità degli utilizzatori”; e, infine, “sostenere l’innovazione nelle imprese”. Il documento si deve al lavoro comune degli “ambasciatori” dell’Anno della creatività (www.create2009.europa.eu), fra i quali figurano ricercatori, artisti, docenti, scienziati. Nell’elenco spiccano, ad esempio, Jordi Savall, spagnolo, musicista; Christine van Broeckhoven, belga, specialista in neuroscienze molecolari; Damini Kumar, irlandese, designer; Jean-Philippe Courtois, francese, presidente di Microsoft International; Blanka Ríhová, ceca, microbiologa; Ernö Rubik, ungherese, architetto; Leonel Moura, portoghese, artista.Storia, ricerca, dialogo. “Il ritmo che muove il mondo è cambiato”, si legge nell’introduzione del manifesto. “Per poter occupare un posto di primo piano nella nuova scena mondiale, l’Europa deve diventare più creativa e più innovativa”. Essere creativi significa, specifica il testo, “immaginare qualcosa di inedito e cercare nuove soluzioni e nuove forme” nel “rispetto delle tradizioni e del patrimonio culturale” consolidato, perché “il nuovo sapere si fonda sulla memoria del passato”. Ancora: “La creatività è una dimensione fondamentale dell’attività umana: prospera con il dialogo tra le culture, in un ambiente libero, aperto e diversificato in cui vige l’uguaglianza sociale e di genere”. Lo scritto, che sarà diffuso a opera della Commissione Ue, nota: “Le crisi economica, ambientale e sociale ci spingono a ricercare nuovi modi di pensare e di agire. La creatività e l’innovazione possono assicurare alla società un futuro di prosperità, ma la società deve assumersi la responsabilità dell’uso che ne fa”. Ciò significa che l’innovazione deve essere impiegata “al servizio di una società equa, basata sul dialogo, attenta alla salute e al benessere generale”. Ridisegnare scuola e università. Sette anche le azioni che vengono indicate come irrinunciabili per dar seguito agli obiettivi enunciati. Occorre in primo luogo “investire nella conoscenza”: “Per rafforzare la competitività dell’Europa, sono necessari principi di politica finanziaria che considerino di essenziale importanza gli investimenti nelle risorse umane e nella conoscenza”. In secondo luogo è urgente “reinventare l’insegnamento”: “La scuola e l’università devono essere ridisegnate, con la partecipazione degli insegnanti e degli studenti” e i genitori sono chiamati a “impegnarsi affinché tutti possano dare il loro contributo a un sistema educativo” moderno e partecipato. Le altre linee operative indicate sono: premiare l’iniziativa, sostenere la cultura, promuovere l’innovazione, pensare in una dimensione globale, favorire l’economia “verde”. Un “attore” a livello mondiale. L’Anno europeo della creatività e dell’innovazione 2009 intendeva promuovere “nuovi approcci in vari settori dell’attività umana” e “contribuire a preparare l’Unione stessa alle sfide che l’attendono in un mondo globalizzato”. Fra gli argomenti affrontati nelle iniziative dell’Anno, posti sotto forma di quesiti, se ne possono ricordare almeno due: come può l’Europa essere un attore di primo piano nel nuovo ambiente altamente competitivo? In che modo il potenziale creativo continentale può essere utilizzato meglio nel campo dell’istruzione, della ricerca, degli affari? Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha voluto fornire un primo parere sul manifesto e sui temi sollevati: “Creatori e innovatori, a prescindere dalla loro posizione, condividono una visione del futuro e di come migliorarlo rispetto al passato. L’Europa ha bisogno più che mai di una simile visione” in quanto “cerchiamo di condurre sforzi globali, ad esempio per uscire dalla crisi economica e per affrontare il cambiamento climatico”.