CHIESA E MEDIA

Quale presenza nella rete?

Conclusa in Vaticano l’assemblea della Commissione episcopale europea

“Come è accaduto ieri con la stampa così accade oggi con Internet: anche la Chiesa è interrogata da una rivoluzione tecnologica che è rivoluzione culturale. La tecnologia sta profondamente cambiando i comportamenti della persona e lo stesso modo di vivere della Chiesa. Non possiamo essere distratti, siamo chiamati a leggere con particolare attenzione questi segni dei tempi”. Così a SIR Europa mons. Michel di Falco-Léandri, presidente della Commissione dei vescovi europei per i media (Ceem), al termine dell’assemblea della stessa Commissione “La cultura di Internet e la comunicazione della Chiesa”, conclusasi il 15 novembre in Vaticano con il saluto e il ringraziamento del Papa dopo la preghiera dell’Angelus. All’incontro, che si era aperto il 12 novembre, hanno preso parte più di 100 delegati, tra vescovi-presidenti delle Commissioni episcopali per i media, addetti stampa e portavoce, esperti di Internet e direttori degli uffici per le comunicazioni sociali delle Conferenze episcopali d’Europa. La Ceem è una commissione specializzata del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee) che segue lo sviluppo dei media e delle comunicazioni ecclesiali, favorisce il lavoro delle Conferenze episcopali in questo campo e elabora su incarico del Ccee scelte di politica mediatica (cfr precedente servizio SIR Europa 77-78/2009).Un’umanità in ricerca. “Abbiamo voluto ascoltare esperti di rilievo internazionale per conoscere meglio i diversi e complessi aspetti di questo fenomeno e per riflettere su rischi e opportunità di Internet avendo a cuore la missione evangelizzatrice della Chiesa” spiega mons. di Falco. Anche “in questa straordinaria rete – aggiunge – c’è un’umanità in ricerca e pur se la navigazione è a volte confusa e contraddittoria, la Chiesa avverte la responsabilità di essere presente con il suo messaggio, la sua proposta, la sua testimonianza. È un’avventura impegnativa e affascinante, per essere affrontata richiede conoscenze e competenze perché la Parola possa essere incontrata anche on-line”. “Tuttavia – precisa il presidente Ceem – dobbiamo sempre ricordare che la Chiesa è un’esperienza reale, non potrà mai essere virtuale. Là dove le persone si incontrano, là dove c’è una comunità che vive il Vangelo nella vita, privata e pubblica, là dove insieme si incontra Cristo, là c’è la Chiesa”. I nuovi strumenti della comunicazione a partire da Internet, sono tuttavia “preziosi per l’opera di evangelizzazione e quanto in questa assemblea abbiamo voluto promuovere è stata una più forte presa di coscienza degli effetti che le nuove tecnologie applicate ai media provocano nella cultura, nella mentalità, nelle scelte delle persone, in particolare delle più giovani. Una consapevolezza indispensabile per dare all’azione pastorale un sostegno culturale nel rispondere alle molteplici sfide poste dal nostro tempo, senza mai venir meno alla fedeltà alla Parola”. In questo senso, conclude mons. di Falco, l’assemblea della Ceem “non ha inteso dare indicazioni o esprimere giudizi, ha però raccolto molti elementi preziosi per l’impegno educativo e formativo tenendo conto delle diverse situazioni sociali, culturali ed economiche in cui anche in Europa si trova la Chiesa cattolica”.Le riflessioni finali. “Parte dei lavori – si legge nel comunicato finale diffuso al termine dell’incontro – è stata dedicata ad analizzare le modalità con cui i giovani usano Internet, ed in particolare di quella web generation, che ha sempre conosciuto la presenza del web”. Hanno preso al parola i rappresentanti delle reti sociali Facebook, Youtube e Wikipedia e attraverso la testimonianza del responsabile dell’ufficio contro il cyber crimine di Interpol e di un giovane hacker svizzero, i partecipanti sono stati informati sulla realtà della sicurezza informatica. Nel corso dei lavori sono stati presentati i siti Internet di Radio Vaticana, della Conferenza episcopale d’Inghilterra e del Galles e l’esperienza di sito per bambini (www.nabby.be) avviato dalla Conferenza episcopale del Belgio. “Non si tratta di dare risposte o direttive – ha ribadito padre Duarte da Cunha, segretario generale Ccee -; ciò che si può dire è che dal nostro incontro sono emerse le differenze tra Paese e Paese, la presenza di Chiese più ricche e più povere, e la necessità di una maggiore collaborazione”. Dai gruppi di lavoro linguistico-regionali è stata avanzata la proposta di frequenti incontri regionali per mettere a confronto le esperienze dei diversi Paesi. In particolare è stata auspicata una maggiore collaborazione tra Paesi del Mediterraneo, per sensibilizzare e partecipare maggiormente alle differenze locali, specialmente per quelle nazioni in cui i cattolici sono minoranza. Per i giovani, è stato sottolineato, “un’occasione particolare è costituita dall’annuale incontro dell’Agorà dei giovani del Mediterraneo a Loreto alla quale si aggiungono gli stage professionali presso SIR Europa”. Il prossimo incontro della Ceem è stato fissato per il maggio 2010.