ANGLICANI

Un desiderio ascoltato

Pubblicata la Costituzione Apostolica “Anglicanorum Coetibus”

“In questi ultimi tempi lo Spirito Santo ha spinto gruppi anglicani a chiedere più volte e insistentemente di essere ricevuti, anche corporativamente, nella piena comunione cattolica e questa Sede Apostolica ha benevolmente accolto la loro richiesta”. Il Papa che “ha il mandato di garantire l’unità dell’episcopato e di presiedere e tutelare la comunione universale di tutte le Chiese, non può non predisporre i mezzi perché tale santo desiderio possa essere realizzato”. Con questo lungo paragrafo si apre la Costituzione apostolica “Anglicanorum Coetibus”. Il testo – annunciato il 20 ottobre scorso dal card. William Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e pubblicato il 9 novembre – provvede a “rispondere” alle numerose richieste pervenute alla Santa Sede da gruppi e fedeli anglicani di diverse parti del mondo di “entrare in piena e visibile comunione con la Chiesa cattolica”.L’ispirazione. Nei primi paragrafi, la Costituzione spiega cosa ha spinto il Santo Padre a redigerla. “Ogni divisione fra i battezzati in Gesù Cristo – si legge nel testo – è una ferita a ciò che la Chiesa è e a ciò per cui la Chiesa esiste; infatti “non solo si oppone apertamente alla volontà di Cristo, ma è anche di scandalo al mondo e danneggia la più santa delle cause: la predicazione del Vangelo ad ogni creatura”. “È lo Spirito Santo, principio di unità – prosegue il testo -, che costituisce la Chiesa come comunione”. E la comunione “non è solo una comunione invisibile, spirituale, ma anche visibile”. È alla luce di “tali principi” che la Santa Sede ha redatto questa Costituzione apostolica provvedendo ad una normativa che “regoli l’istituzione e la vita di Ordinariati personali per quei fedeli anglicani che desiderano entrare corporativamente in piena comunione con la Chiesa cattolica”. Le regole. Gli Ordinariati Personali vengono eretti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede all’interno dei confini territoriali di una determinata Conferenza Episcopale, dopo aver consultato la Conferenza stessa. Nel territorio di una Conferenza dei Vescovi, possono essere eretti uno o più Ordinariati, a seconda delle necessità. I membri dell’Ordinariato devono riconoscere il Catechismo della Chiesa Cattolica quale “espressione autentica della fede cattolica”. L’Ordinariato ha la facoltà di celebrare le azioni liturgiche (Eucarestia, sacramenti, ecc.) secondo i libri liturgici propri della tradizione anglicana approvati dalla Santa Sede, in modo da “mantenere vive all’interno della Chiesa Cattolica le tradizioni spirituali, liturgiche e pastorali della Comunione Anglicana, quale dono prezioso per alimentare la fede dei suoi membri e ricchezza da condividere”.Il clero. La Costituzione afferma a questo proposito che “Coloro che hanno esercitato il ministero di diaconi, presbiteri o vescovi anglicani, che rispondono ai requisiti stabiliti dal diritto canonico e non sono impediti da irregolarità o altri impedimenti, possono essere accettati dall’Ordinario come candidati ai Sacri Ordini nella Chiesa Cattolica”. Riguardo ai ministri anglicani sposati, la Costituzione precisa che l’Ordinario “ammetterà all’ordine del presbiterato solo uomini celibi” ma potrà “rivolgere petizione al Romano Pontefice” per “ammettere caso per caso all’Ordine Sacro del presbiterato anche uomini coniugati, secondo i criteri oggettivi approvati dalla Santa Sede”. Nelle norme “complementari” che accompagnano il testo, si dice che l’ammissione di uomini sposati al’ordinazione presbiterale nell’Ordinariato, avviene solo “dopo un processo di discernimento basato su criteri oggettivi e le necessità dell’ordinariato”. Ed aggiunge una precisazione importante: “coloro che erano stati ordinati nella Chiesa Cattolica e in seguito hanno aderito alla Comunione Anglicana, non possono essere ammessi all’esercizio del ministero sacro nell’Ordinariato. I chierici anglicani che si trovano in situazioni matrimoniali irregolari non possono essere ammessi agli Ordini Sacri nell’Ordinariato.