Italia, Francia, Spagna

Italia: messaggio per la Giornata della vita”La forza della vita una sfida nella povertà”. È il titolo del messaggio che il Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana ha scritto in vista della 32a Giornata per la Vita che si celebrerà il 7 febbraio 2010. “Ogni vita – si legge nel messaggio – è degna di essere vissuta anche in situazioni di grande povertà. L’uso distorto dei beni e un dissennato consumismo possono, anzi, sfociare in una vita povera di senso e di ideali elevati, ignorando i bisogni di milioni di uomini e di donne e danneggiando irreparabilmente la terra, di cui siamo custodi e non padroni. Del resto, tutti conosciamo persone povere di mezzi, ma ricche di umanità e in grado di gustare la vita, perché capaci di disponibilità e di dono”. Nel messaggio (testo in .pdf su Agensir.it: clicca qui) si aggiunge che “anche la crisi economica che stiamo attraversando può costituire un’occasione di crescita. Essa, infatti, ci spinge a riscoprire la bellezza della condivisione e della capacità di prenderci cura gli uni degli altri. Ci fa capire che non è la ricchezza economica a costituire la dignità della vita, perché la vita stessa è la prima radicale ricchezza, e perciò va strenuamente difesa in ogni suo stadio, denunciando ancora una volta, senza cedimenti sul piano del giudizio etico, il delitto dell’aborto”. I vescovi del Consiglio permanente così concludono: “Proprio il momento che attraversiamo ci spinge a essere ancora più solidali con quelle madri che, spaventate dallo spettro della recessione economica, possono essere tentate di rinunciare o interrompere la gravidanza, e ci impegna a manifestare concretamente loro aiuto e vicinanza. Ci fa ricordare che, nella ricchezza o nella povertà, nessuno è padrone della propria vita e tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla come un tesoro prezioso dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale”.Francia: card. Vingt-Trois sui lefebvrianiChe lo Spirito Santo soffi sui delegati della Fraternità Sacerdotale S. Pio X che partecipano ai colloqui con i membri della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. È l’auspicio del card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e presidente della Conferenza episcopale francese espresso in una intervista sul sito dell’arcidiocesi parigina all’indomani del primo di una serie di incontri che si è svolto in Vaticano. “Conosciamo molto bene – dice l’arcivescovo – le questioni sensibili” di carattere dottrinale che costituiscono difficoltà per una piena comunione. “Questioni – aggiunge il cardinale – come quelle relative alla libertà di coscienza. Un’altra questione sensibile verte sull’ecumenismo e sulle relazioni con il giudaismo. Ci sono poi un certo numero di punti, punti tra l’altro anche molto importanti, relativi al Concilio Vaticano II che non sono stati accettati. Ed è poi un altro punto sensibile il fatto di non accettare la riforma liturgica che è stata messa in vigore da Paolo VI, riforma assolutamente legittima”. “La speranza – conclude l’arcivescovo – è che lo Spirito Santo soffi e dia uno slancio di apertura ai protagonisti perché accettino di non restare sulla linea in cui sono stati fino ad oggi, e cioè quella di dire ‘noi vogliamo discutere perché la Chiesa adotti il nostro parere'”.Spagna: vescovi contro HalloweenLa chiesa cattolica spagnola mette in guardia contro la crescente popolarità della festa “pagana” e “non cristiana” di Halloween. Il direttore della Commissione liturgica della Conferenza episcopale spagnola, padre Joan Maria Canals, ha criticato i genitori che spingono i loro figli a mascherarsi per la festa di Halloween, dicendo che dovrebbero invece favorire la partecipazione alla celebrazione di Ognissanti e alla Commemorazione dei defunti. “I bambini si travestono da streghe, vampiri, fantasmi, con maschere di cadaveri e scheletri – ha detto padre Canals in un’intervista al quotidiano El Mundo -. I genitori dovrebbero invece incoraggiare la partecipazione dei loro figli a questi giorni di festività che hanno a che vedere con i segni della morte e della vita nella santità. La cosa paradossale è che quando poi muore un parente, quegli stessi genitori impediscono ai loro figli di vedere il parente morto”. In realtà – fa notare il liturgista spagnolo, la festa di Ognissanti del 1° novembre e quella dei defunti il giorno successivo, durante le quali le famiglie spagnole tradizionalmente si recano in visita sulle tombe dei loro parenti defunti, “è una festa che esalta la vita e non la morte”. Ed aggiunge: “La pietà cristiana suggerisce una visita al cimitero per pregare per loro e per le famiglie che soffrono il dolore della separazione dell’uomo”. Non solo: il sacerdote osserva che “per motivi pedagogici, è essenziale che i bambini scoprano il valore della vita e della santità, non siano incoraggiati ad evocare la morte”, con maschere e travestimenti. Il Vescovo di Sigüenza-Guadalajara, mons. José Sanchez, va ancora oltre, dichiarando che Halloween “non è una festa innocente” perché si fonda su “una base di occultismo e di propaganda anti-cristiana”.