L’Ue in breve

Sistema di asilo: una normativa comune e semplificataCon la modifica di due strumenti legislativi del sistema comune di asilo, l’Ue intende offrire “una maggiore protezione alle vittime di persecuzioni, come richiesto dal Consiglio europeo”. Si tratta in particolare di novità che riguardano la direttiva sulla “qualifica e status delle persone bisognose di protezione internazionale” e la direttiva sulle “procedure di asilo”. Le proposte avanzate dalla Commissione nei giorni scorsi dovrebbero inoltre “migliorare la coerenza degli strumenti di cui l’Unione dispone in questo settore e semplificare e consolidare le norme di protezione sostanziali e procedurali in tutta” la Comunità, “prevenendo così le frodi e migliorando l’efficacia della procedura di asilo”. La materia riguarda il cosiddetto “Programma dell’Aia”. A questo riguardo il vicepresidente Jacques Barrot, responsabile del portafoglio giustizia, libertà e sicurezza, ha spiegato: “La Commissione porta a compimento il sistema comune europeo di asilo. Negli ultimi anni abbiamo realizzato notevoli progressi grazie all’attuazione di norme comuni, ma sussistono ancora grandi differenze tra gli Stati membri”. Le proposte dell’Esecutivo, che tornano ora al vaglio dei 27, “segnano un importante passo verso norme di protezione più elevate, condizioni più eque e un sistema più efficace”. Sulla cosiddetta “Direttiva qualifiche” la proposta intende fra l’altro: “chiarire alcuni concetti giuridici utilizzati per definire i motivi che giustificano la protezione” e “grazie a questi chiarimenti le autorità nazionali potranno distinguere più rapidamente tra chi ha davvero bisogno di protezione internazionale e chi no”; eliminare le differenze oggi presenti tra gli Stati (durata dei permessi di soggiorno, accesso all’assistenza sociale, sanitaria e al mercato del lavoro). Rispetto alle “procedure” s’intende invece “semplificare e razionalizzare le procedure di asilo”, facilitare l’accesso dei richiedenti alle procedure d’esame; migliorare la qualità delle decisioni in materia. Trasporti/1: l’Ue investe 500 milioni di euro in 11 StatiUn pacchetto di 500 milioni di euro per finanziare progetti di infrastrutture di trasporto in tutta l’Unione: la Commissione europea ha deciso di raccogliere investimenti precedentemente destinati a essere operativi in più anni e di sostenere opere che possano indirettamente contribuire al rilancio dell’economia europea. I fondi fanno parte del programma Rete transeuropea dei trasporti, denominata Ten-T, “che contribuisce a finanziare i lavori di costruzione dei collegamenti mancanti o di eliminazione delle strozzature, per rendere più rapida e facile la circolazione delle merci e delle persone tra gli Stati”. Il pacchetto di interventi “è una delle risposte decisive della Commissione alla crisi economica”. Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione e responsabile del settore trasporti, aggiunge: “Sono convinto che la capacità di crescita dell’Unione dipenda dalla qualità delle sue infrastrutture e il programma Ten-T svolge un ruolo fondamentale nel garantire il loro potenziamento”. Il finanziamento è destinato a progetti realizzati in Austria, Belgio, Germania, Spagna, Francia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia e Regno Unito. Nei prossimi mesi sarà reso pubblico un secondo gruppo di progetti. Tra quelli finanziati con priorità figurano potenziamenti di linee ferroviarie, costruzioni o restauri di ponti e strade, ampliamenti di sistemi portuali, costruzione di un tunnel autostradale urbano, drenaggio e bonifica dell’estuario del Tamigi.Trasporti/2: infrastrutture e logistica nel nord EuropaMigliorare i collegamenti e i trasporti nell’Europa del Nord, a vantaggio dell’economia e delle relazioni tra gli Stati. Il “Partenariato della dimensione settentrionale per il trasporto e la logistica” è una nuova iniziativa siglata il 21 ottobre dall’Ue e da alcuni paesi vicini, che si prefigge “di potenziare i maggiori collegamenti dei sistemi di trasporto transnazionali”, stimolando “nel contempo la crescita sostenibile della regione”. Il progetto coinvolge in particolare Germania, Polonia, Danimarca, Svezia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Norvegia, Russia e Bielorussia, paesi che hanno siglato il memorandum d’intesa. Asa Torstensson, ministro svedese dell’industria e delle comunicazioni, in rappresentanza della presidenza di turno dell’Unione, ha dichiarato: “L’Europa del Nord è una regione ricca di risorse naturali, con un settore industriale altamente sviluppato. Le lunghe distanze all’interno della regione e la lontananza dai mercati più importanti rappresentano una sfida per il settore dei trasporti”. Il Partenariato “promette di essere uno strumento per ricercare insieme le misure e i progetti da attuare per migliorare le infrastrutture che mettono in collegamento i paesi all’interno della regione e con quelli al di fuori” di essa.