Italia, Francia, Spagna

Italia: la proposta cristiana ai giovani”La proposta cristiana non è una carezza illusoria, un discorso sentimentale, indulgentemente comprensivo, quasi complice di tante debolezze compiaciute. Essa è una proposta esigente non per costrizione o per dovere, ma per forza d’amore che brucia dall’interno, è la radicalità dell’annuncio cristiano”. È quanto ha detto il segretario generale dei vescovi italiani, mons. Mariano Crociata aprendo il XI Convegno nazionale della pastorale giovanile al quale stanno partecipando 500 tra incaricati regionali di pastorale giovanile, rappresentanti di diocesi e congregazioni religiose. Il Convegno ha per tema “Non per essere servito ma per servire. La diocesi, la parrocchia, i giovani”. “Si ha l’impressione – ha detto mons. Crociata – di vivere in un tempo di tiepidezza, dove tutto, pare, privo di vigore, spiritualmente decadente, al quale si contrappone un certo fondamentalismo, anche nei nostri ambienti, che crede di colmare questo vuoto di verità con il fanatismo”. Per evitare questa deriva mons. Crociata ha ribadito “il valore della proposta cristiana che non è un vacuo accompagnamento ma proposta esigente, sana, motivante, capace di additare obiettivi forti ed orizzonti vasti”. Il dramma spirituale dei giovani, oggi, ha aggiunto il presule, “è quello delle grandi passioni che si estinguono dietro piccoli fuochi fatui. Serve, dunque, recuperare il fuoco di Gesù, quello che divora il male attraverso la donazione di sé. Gesù non è un fanatico o un esaltato ma è un fuoco che rinnova l’umanità”. Tuttavia, ha avvertito mons. Crociata, rivolgendosi ai presenti, “dobbiamo, noi educatori per primi, vivere secondo la grazia. Se non siamo capaci di questo le nostre parole saranno vane, inutili”.Francia: sacerdoti si autotassano per i poveri Il Consiglio presbiterale della diocesi di Lione – mosso dal periodo di crisi finanziaria che ha toccato tante famiglie – ha approvato una proposta che “invita tutti i preti della diocesi, che lo vogliono e lo possono fare, a versare un mese del loro stipendio ad una associazione caritativa a sostegno delle vittime della crisi”. La somma proposta è di almeno 900 Euro ma “ciascuno può dare ciò che vuole e può”. In un comunicato diffuso il 21 ottobre dalla diocesi, il Consiglio spiega di non voler dare troppa pubblicità all’iniziativa ma non si vuole neanche far passare “sotto silenzio questo gesto di solidarietà e condivisione che può essere di incoraggiamento per altri”. “Sappiamo – si legge nella proposta – che tanti sacerdoti, individualmente e in maniera discreta, contribuiscono già al finanziamento di organismi caritativi e malgrado il loro modesto salario, sostengono opere diocesane e numerose associazioni. Ma in questo periodo di crisi economica particolarmente dolorosa per molte famiglie, soprattutto per quelle toccate dalla disoccupazione, vogliamo manifestare la nostra prossimità con un impegno finanziario particolare”. La proposta era stata suggerita da un giovane prete della diocesi, riprendendo un’analoga iniziativa promosso dai sacerdoti di una diocesi spagnola”. Spagna: informazione sui fondi della ChiesaLa Conferenza episcopale spagnola lancia su tv e radio a partire dal 22 ottobre e fino al 14 novembre una nuova campagna di comunicazione. Per il terzo anno consecutivo, la campagna “Xtantos” mira a far conoscere l’opera della Chiesa cattolica e l’impiego dei fondi ottenuti attraverso la sottoscrizione dei cittadini sulla dichiarazione dei redditi. La Conferenza episcopale intende anche incrementare – si legge in un comunicato – il numero dei cittadini che segnano la “x” a favore della Chiesa cattolica nell’apposita casella della dichiarazione dei redditi. La nuova campagna di comunicazione prevede la messa in onda sulle televisioni di spot pubblicitari di 30 o 20 secondi. Dal 26 ottobre al 22 novembre, la campagna si svolgerà anche su Internet. Quest’anno la campagna di comunicazione “Xtantos” ha ottenuto il prestigioso premio “Efi” per la efficacia pubblicitaria nella categoria della responsabilità sociale, conferito dall’Associazione spagnola di inserzionisti. Dal 2008 il sostegno della Chiesa in Spagna dipende esclusivamente dalla scelta dei cattolici e di tutti coloro che riconoscono quest’opera della Chiesa. Chi barra la casella della Chiesa cattolica nella dichiarazione dei redditi le destina lo 0,7% dell’imponibile, senza costo addizionale per il contribuente. Sono quasi 500 mila in più i contribuenti spagnoli che nel 2008 hanno scelto di destinare alla Chiesa cattolica lo 0,7% del loro imponibile riferito all’anno 2007. Complessivamente, sono stati 6.958.012 i contribuenti che hanno firmato per l'”asignación tributaria” a favore della Chiesa cattolica, pari al 34,38% del totale (a fronte di un 33,45% registrato l’anno precedente). Si stima che il numero di contribuenti che hanno firmato a favore della Chiesa nella primavera 2008 abbia superato gli 8.500.000. Alla Chiesa cattolica sono così giunti 241,3 milioni di euro, contro i 173,8 milioni di euro dell’anno precedente.