UNIONE EUROPEA

Partite aperte

Agricoltura, euro forte, economia, ambiente e riforme al centro dei lavori

Giorni di fibrillazione nelle sedi dell’Ue. Agricoltura, moneta unica, economia, ambiente, riforme: si gioca su più tavoli tra Lussemburgo (Ecofin e ministri dell’agricoltura), Strasburgo (Parlamento), Bruxelles (Commissione e preparazione del summit di fine ottobre). Con un occhio rivolto a Stoccolma: il governo svedese, alla presidenza di turno dell’Ue, sta dimostrando un attivismo concreto, senza fronzoli, ma forse in grado di produrre risultati attesi.Agricoltura su scala europea. Preso atto delle difficoltà in cui grava il settore lattiero-caseario, il consiglio Agricoltura, riunito a Lussemburgo (dove si sono registrate manifestazioni di piazza da parte dei produttori di latte e formaggi) all’inizio della settimana ha deciso nuovi stanziamenti per 280 milioni di euro, facendo propria una proposta dell’Esecutivo. Il Parlamento è chiamato, durante la plenaria di Strasburgo, a votare tale provvedimento (22 ottobre). Mariann Fischer Boel ha illustrato i contenuti del provvedimento, rimarcando però il fatto che “ora è finito il tempo di mungere” l’Ue. “I soldi sono finiti”. Ciò lascia intendere che eventuali situazioni recessive o instabilità temporanee di altri settori di agricoltura, allevamento e pesca rimarrebbero senza finanziamenti. Eskil Erlandsson, ministro svedese e presidente in esercizio del Consiglio agricoltura, ha lodato “le iniziative assunte dalla Commissione” e la molteplicità dei provvedimenti predisposti. Ora gli allevatori riceveranno altri sussidi, ma resta il problema complessivo della competitività del settore primario in Europa, tenuto conto delle esigenze dei consumatori, oltre che degli agricoltori, e delle regole del libero commercio. Ovvero si impone la necessità di regolare l’agricoltura (produzioni, mercati, aiuti, consumi) su scala europea anziché nazionale o regionale.Euro troppo forte. Sempre a Lussemburgo si sono riuniti l’Eurogruppo (ministri delle finanze dei 16 paesi che adottano la moneta unica) e poi l’Ecofin, ossia il Consiglio affari economici e monetari (19-20 ottobre). Al centro delle discussioni i dati sulla situazione economica, l’occupazione, la ripresa produttiva, i costi dei provvedimenti per rallentare il cambiamento climatico, i problemi dei conti pubblici in tutti i paesi membri, dovuti soprattutto al finanziamento delle misure anti-recessione. I ministri hanno sottolineato l’eccessivo valore dell’euro: “Non sono ancora preoccupato – ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo, il lussemburghese Jean-Claude Juncker -, ma se le cose procedono in questa direzione, potrei diventare molto inquieto”. Juncker ha ricordato che un rapporto squilibrato rispetto al dollaro “sfavorirebbe le nostre esportazioni”, mettendo a rischio la fragile ripresa che comincia a intravvedersi. Anche per questa ragione, Juncker ha annunciato che si recherà in Cina entro l’anno, assieme al commissario Joaquin Almunia e al presidente della Bce Jean-Claude Trichet, per affrontare il problema dei tassi di cambio. Budget 2010 e Lisbona. Numerosi, anche a Strasburgo, gli argomenti all’ordine del giorno. Gli eurodeputati sono stati chiamati a discutere della posizione europea in vista della Conferenza Onu di Copenaghen sull’ambiente, con un riguardo speciale riservato al finanziamento internazionale per aiutare i paesi poveri ad affrontare il cambiamento climatico, stimando in 100 miliardi di euro gli interventi per attenuare le emissioni di gas a effetto serra provenienti dal “sud del mondo”. La plenaria si è inoltre occupata del budget Ue per il 2010, della preparazione del summit dei 27, della libertà di informazione in Europa, della creazione del servizio diplomatico Ue, che dovrebbe entrare in funzione assieme al Trattato di Lisbona. Su Lisbona, Jerzy Buzek, presidente dell’Emiciclo, ha dichiarato: “La firma del Trattato da parte del presidente polacco Kaczynski è un passo avanti verso la chiusura del processo di ratifica. Ora manca solo la firma del presidente ceco, che spero possa arrivare al più presto”. Il nuovo “questione time”. Buzek ha poi voluto dare rilievo a una innovazione dei lavori parlamentari: il 20 ottobre, infatti, l’aula ha affrontato un “question time” di un’ora, durante il quale i capigruppo politici e i deputati hanno sottoposto una raffica di domande al presidente della Commissione José Manuel Barroso. “Accadrà in tutte le sessioni di Strasburgo – ha precisato Buzek -, e ciò dovrebbe contribuire a vivacizzare i nostri dibattiti e il confronto politico nell’Ue”. Tornando al bilancio comunitario, l’Europarlamento ha sostanzialmente ribadito la richiesta di investire risorse “fresche” nel “piano d’azione” contro la crisi economica e tenuto conto della sostenibilità ambientale, da indirizzare verso le infrastrutture di gas ed elettricità, le reti eoliche in mare, la cattura e stoccaggio del carbonio. Per affrontare la crisi del latte, invece, il Parlamento avevo chiesto di spendere 630 milioni di euro.