INGHILTERRA

Con la chiave della ragione

Clifford Longley (Bbc) sulla visita di Benedetto XVI nel 2010

Una visita di Stato anziché pastorale come quella di Giovanni Paolo II nel 1982. Il viaggio di Benedetto XVI nel Regno Unito, quasi sicuramente il prossimo settembre 2010, è solo il secondo di un Pontefice nelle anglicane isole inglesi. Rispetto a ventisette anni fa i rapporti ecumenici si sono consolidati e il cattolicesimo, insieme alle altre Chiese cristiane, continua la battaglia contro la secolarizzazione. Abbiamo chiesto al commentatore della Bbc e co-direttore del settimanale cattolico “Tablet”, Clifford Longley, che impatto potrà avere l’arrivo di Benedetto XVI sul mondo britannico.Quali sono, a suo avviso, i motivi che hanno incoraggiato il Papa per questa visita?“Penso che un fattore importante sia la sua considerazione per John Henry Newman, il leader del movimento di Oxford, un anglicano diventato cattolico. Newman ha un posto speciale nella formazione del Papa che si trova a suo agio negli ambienti accademici di Oxford e Cambridge. La beatificazione di Newman avrà luogo probabilmente il prossimo anno proprio quando il Papa sarà in visita qui, ma sarebbe senza precedenti se il Papa in persona lo beatificasse perché non è mai avvenuto. Forse potrebbe proclamarlo dottore della Chiesa. La visita e la beatificazione di Newman non sono ancora, per ora, state collegate negli impegni ufficiali”.Che peso ha avuto il fatto che sia stato invitato da Gordon Brown?“Fondamentale perché Gordon Brown ha un ottimo rapporto col Pontefice. Brown condivide le posizioni di Benedetto XVI su temi come lo sviluppo dell’Africa e il riscaldamento globale. Il Primo Ministro si ritrova nell’insegnamento sociale della Chiesa Cattolica, ripreso nella enciclica “Caritas in veritate”, perché è convinto che l’Occidente non aiuta l’Africa trasferendo ampie somme di denaro a governi corrotti. Brown è interessato al ruolo leader della Chiesa cattolica in Africa nei settori di educazione e salute e ha più volte chiesto l’aiuto del Papa per risolvere i problemi dell’Africa”.Il Papa ha la stima non solo di Gordon Brown ma anche quella del Primate anglicano Rowan Williams…“Senza dubbio la visita è stata facilitata dal fatto che Williams è affascinato dalla Chiesa cattolica. Il Primate anglicano si è reso conto di quanto difficile sia svolgere il suo lavoro perché, a differenza del Papa, non ha nessuna autorità e vi sono state discussioni, in casa anglicana, sull’opportunità di rendere più solido il ruolo del Primate”.Quindi il Papa può aspettarsi un benvenuto a tutto campo?“L’indifferenza alla sua presenza sarà alimentata esclusivamente da umanisti e atei. La “National Secular Society”, il gruppo di pressione di atei e agnostici e la “Humanist Association” che rappresenta gli umanisti sono molto critiche verso ogni religione”.Che impatto avrà, invece, la visita sul cattolicesimo inglese?“È difficile dirlo ma la visita di Giovanni Paolo II nel 1982 ebbe un effetto molto positivo sulla Chiesa di qui, portò un messaggio di incoraggiamento, di conferma delle scelte che erano state fatte. Insomma i cattolici hanno sentito di aver fatto giusto. Più in generale la visita potrebbe andare male, se la pubblica opinione rimanesse indifferente all’arrivo di Benedetto XVI, o potrebbe essere un successo e catturare l’immaginazione della gente come avvenne nel 1982 quando per giorni e giorni la visita di Giovanni Paolo II occupò giornali e telegiornali”.La visita del Papa come si porrà di fronte alla secolarizzazione delle isole inglesi?“Intere generazioni crescono qui ormai non contrarie alla religione ma senza saperne nulla. Mentre negli anni ’30 e ’40 esistevano fortissimi pregiudizi nei confronti della Chiesa cattolica adesso esiste soltanto indifferenza e ignoranza e l’interesse per il Papa potrebbe spingere a conoscere di più la religione istituzionale”.Benedetto XVI dovrebbe fare una tappa anche in Scozia…“Per i cattolici scozzesi, che sono una minoranza, è importante essere riaffermati nella loro identità”. Tra Gran Bretagna e Benedetto XVI ci potrà essere una nuova intesa?“La cultura britannica, influenzata dall’illuminismo, dalla Riforma protestante e dall’imperialismo è profondamente estranea a quella cattolica. Sono due modi diversi di vivere l’umanità’. Eppure il Papa con la enciclica “Caritas in veritate” ha trovato la chiave per aprire la mentalità inglese, per esempio nell’importanza data alla ragione. La tradizione anglicana che ha formato la mentalità britannica dà moltissima importanza alla ragione e l’enciclica del Papa riflette questo approccio dimostrando che la ragione ha un posto di rilievo nella religione che, di conseguenza, nulla ha a che fare con la superstizione”.