Bielorussia: l’attesa del Papa nel 2010La Bielorussia attende nel 2010 la visita di Benedetto XVI. A darne notizia è l’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, metropolita di Minsk-Mohilev, precisando che “l’invito ufficiale verrà formulato al Pontefice dai vescovi bielorussi nel corso della loro visita ad limina in programma nel prossimo mese di dicembre”. “Benedetto XVI ha già ricevuto dal presidente Alexander Lukashenko due inviti a venire nel nostro Paese” afferma il metropolita: “l’anno scorso attraverso il segretario di Stato card. Tarcisio Bertone, e quest’anno” dallo stesso Lukashenko “nel corso della sua visita nella capitale apostolica dello scorso aprile”. Anche l’arcivescovo Kondrusiewicz afferma di avere più volte invitato il Pontefice e di averne ricevuto questa risposta: “Quando Dio lo consentirà e quando le porte si apriranno”. L’eventuale viaggio apostolico dovrebbe svolgersi in primavera o in estate. Oltre a Minsk, informa il metropolita, il Papa potrebbe visitare il santuario nazionale della Madre di Dio a Budslau. Sulla possibilità di un incontro fra Benedetto XVI e il patriarca di Mosca Kirill, che potrebbe avvenire a Minsk, Kondrusiewicz afferma: “Oggi è diventato possibile. Durante la sua recente visita in Bielorussia, il patriarca Kirill ha molto apprezzato le relazioni cattolico-ortodosse”. La visita ad limina dei vescovi bielorussi inizierà il prossimo 10 dicembre: “la prima volta da Benedetto XVI” precisa l’arcivescovo Kondrusiewicz. Tra i problemi più urgenti della Chiesa di Bielorussia che verranno esposti al Papa, anticipa il metropolita di Minsk-Mohilev, “la costante scarsità di sacerdoti, e quindi la necessità di promuovere le vocazioni; la necessità di una migliore educazione per i giovani; di evangelizzazione e catechesi” per diffondere “il ‘sensus ecclesiae’ tra i credenti; l’importanza di “promuovere case editrici e media cattolici” e di costruire nuove chiese.Portogallo: Fatima, l’anniversario delle apparizioniMigliaia di fedeli hanno partecipato alle celebrazioni del pellegrinaggio anniversario del 13 ottobre a Fatima, presiedute dal cardinale-patriarca di Lisbona. Trattandosi della prima celebrazione avvenuta nel Santuario, dopo l’annuncio della prossima visita del papa, nel maggio 2010, mons. José Policarpo ha voluto ribadire la felicità dell’intera nazione per un avvenimento davvero speciale: “la presenza del Santo Padre costituirà certamente un punto di riferimento e un fuoco di attrazione importante per tutti i cristiani portoghesi: se esiste una Chiesa che sente di avere uno speciale legame con la figura del papa, questa è certamente la nostra”, ha detto il cardinale: “Ogni papa è differente: Benedetto XVI è un mistico, un artista, un uomo timido con una sensibilità straordinaria, alla cui presenza ci si sente sempre perfettamente a proprio agio”. L’omelia di mons. Policarpo si è incentrata sull’identità e la missione del sacerdote: “Nei confronti degli uomini, essa deve essere all’altezza della sollecitudine manifestata da Dio nei confronti di tutto il suo Popolo e di ogni singola persona. Come un pastore col suo gregge, questi deve conoscere le sue pecore, sapere ciò di cui hanno bisogno, preoccuparsi di quelle deboli e malate, andare alla loro ricerca quando sperdute, e caricarle sulle proprie spalle quando sono ferite”. “Tutti i membri della Chiesa sono però sacerdoti, in quanto sono stati consacrati dallo Spirito Santo, e possono rendere fecondo questo mistero grazie all’amore che è stato loro trasmesso”. Dal santuario mariano, il patriarca di Lisbona ha ricordato che: “non possiamo nemmeno immaginare l’intensità con la quale Maria ha amato il mondo: nella sua vocazione, nell’accettare la chiamata di Dio identificandosi nel disegno salvifico, nel condividere con il proprio Figlio il sacrificio redentore, la Vergine Madre rappresenta l’esempio perfetto di come nel proprio cuore vada da tutti radicalmente vissuto l’amore sacerdotale”.Spagna: vescovi a scuola di comunicazioneUn seminario-laboratorio di comunicazione per migliorare le proprie capacità comunicative. Si sta svolgendo in questi giorni vicino a Madrid, e vi stanno partecipando una ventina di vescovi. L’iniziativa è promossa dalla Commissione dei mezzi di comunicazione sociale della Conferenza episcopale spagnola, che è presieduta da mons. Joan Piris, vescovo di Lleida. L’iniziativa, con il patrocinio della Fondazione “Carmen de Noriega”, segue le indicazioni del direttorio vaticano “Apostolorum successores” per il ministero pastorale dei vescovi, in cui si invitano i pastori della Chiesa a un uso adeguato dei mezzi di comunicazione nell’esercizio della loro missione, specialmente in riferimento al lavoro di evangelizzazione. Il coordinamento tecnico del seminario è stato affidato a Santiago Álvarez de Mon, della Università di Navarra, coadiuvato da altri esperti, tra cui Joaquín Navarro-Valls e Giovanni Maria Vian. Il corso intensivo ha una caratterizzazione soprattutto pratica, con esercitazioni su come parlare in pubblico, la tecnica delle dichiarazioni in radio e televisione, la partecipazione a programmi in diretta, la realizzazione di conferenze stampa. La Fondazione “Carmen Noriega” è un’istituzione benefica che ha come fine aiutare la Chiesa a migliorare la comunicazione.