L’Ue in breve

Telecomunicazioni e internet, più spazio alle donneLe imprese e le organizzazioni firmatarie del “Codice di buone pratiche” europeo si impegnano “a far sì che aumenti il numero di donne nell’istruzione superiore di tipo scientifico, tecnologico e ingegneristico e ad assumere e trattenere i talenti femminili nel settore delle telecomunicazioni e nelle imprese legate a internet”. Con la mediazione della Commissione europea è stato siglato nei giorni scorsi un documento in cui 28 grandi società operanti in Europa si impegnano a incoraggiare le giovani donne a perseguire studi e carriera nei settori industriali delle telecomunicazioni, della tecnologia e di internet. L’iniziativa, avviata nel marzo scorso, aveva coinvolto all’inizio solo 5 imprese, ora quintuplicate. “Prendo atto con grande soddisfazione del rinnovato impegno dimostrato dal settore delle Tic e soprattutto dalle 28 imprese che hanno sottoscritto il codice di buone pratiche”, ha affermato Viviane Reding, commissaria Ue per la società dell’informazione. “Ciò dimostra che tale settore è sempre più consapevole che potrà trarre benefici dalla crescita economica e contribuire alla stessa soltanto se affronterà adeguatamente il problema della scarsità di personale qualificato, che si stima in 300mila unità nel 2010)”. E ancora. “Benché le donne ottengano il 45% dei diplomi di dottorato rilasciati in Europa, solo un quarto di essi riguarda i settori dell’ingegneria, della produzione industriale e delle costruzioni”. Il Codice è centrato sull’istruzione e l’occupazione e “prevede l’organizzazione di giornate dedicate alle giovani donne, programmi di tutoraggio, orari di lavoro flessibili e altre attività innovative per sensibilizzare le donne e attirarle” in tale settore produttivo.Marchio “Regione imprenditoriale europea”Viene dal Comitato delle Regioni dell’Ue l’iniziativa “Regione imprenditoriale europea” il cui obiettivo è di “individuare e premiare un certo numero di regioni che abbiano dato prova di eccezionale spirito imprenditoriale e di incoraggiare gli enti regionali e locali a impegnarsi più a fondo per promuovere le piccole imprese” nel vecchio continente. Il presidente del CdR, Luc Van den Brande, ha spiegato: “L’iniziativa, promossa in partenariato con la Commissione, costituisce un nuovo trampolino di lancio per la crescita e l’occupazione a livello regionale. Si tratta in sostanza di una risposta alla necessità di fornire sostegno alle piccole e medie imprese, che sono una fonte importante di crescita, occupazione e innovazione e che operano, nel 98% dei casi, esclusivamente a livello locale, mantenendo spesso un legame socioeconomico molto forte con il proprio territorio”. L’iniziativa è aperta a tutte le regioni europee, indipendentemente dalle loro dimensioni, popolazione o ricchezza. “Possono partecipare le regioni o amministrazioni locali dotate del mandato politico per elaborare e attuare le proprie strategie di potenziamento dell’imprenditorialità”. Ogni anno fino a tre regioni Ue potranno ricevere il marchio di Regione imprenditoriale. “La giuria terrà conto sia delle caratteristiche specifiche delle regioni candidate (ad esempio le competenze in materia di politica di impresa, il potenziale imprenditoriale e la sostenibilità e credibilità delle proposte) che della presentazione” del progetto. Il termine per le candidature (che dovranno avvenire attraverso l’apposito formulario disponibile sul sito del CdR www.cor.europa.eu) è il 15 gennaio 2010.Integrazione e poteri locali: dieci “città pilota””Sensibilizzare” i cittadini dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa sui temi dell’integrazione a livello continentale, del ruolo dei poteri locali, dei principi democratici. Sono gli obiettivi della Settimana europea della democrazia locale (Sedl) che, dal 12 al 15 ottobre, prevede una serie di eventi nei paesi CdE i quali “vertono sulla partecipazione dei cittadini ai processi territoriali e, in particolare, sulla mobilitazione dei giovani”. Keith Whitmore, britannica, coordinatrice della Sedl, ha spiegato temi e iniziative previste nell’arco della settimana. La Sedl coincide fra l’altro con la sessione del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa (13-15 ottobre) che, “in vista della conferenza Onu di Copenaghen, discute del ruolo dei responsabili politici territoriali di fronte alla sfida mondiale costituita dai cambiamenti climatici”. Per quanto riguarda la Settimana europea, quest’anno sono state individuate 10 “città pilota” con “la missione di impegnarsi a fondo su questi temi e dare visibilità alla Settimana stessa”. Si tratta di Bradashesh (Albania), Bruxelles (Belgio), Ierapetra (Grecia), il distretto municipale di Finlyandskiy di San Pietroburgo (Russia), Boryspil (Ucraina), Kutina (Croazia), Podkowa Lesna (Polonia), Strasburgo (Francia), Salford (Regno Unito) e Iasi (Romania).