CHIESE CRISTIANE

Turchia, Inghilterra, Romania

Turchia: Bartolomeo I sul futuro delle minoranzeUn cauto ottimismo sul futuro del patriarcato ecumenico di Costantinopoli in Turchia è stato espresso l’11 ottobre da Bartolomeo I, patriarca di Costantinopoli. In un colloquio con i giornalisti dell’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, in visita a Istanbul, Bartolomeo I ha parlato di “alcuni piccoli passi che fanno auspicare che la situazione delle minoranze in Turchia stia lentamente migliorando”. “L’affermazione dei diritti umani in Turchia e i passi verso l’Ue procedono molto lentamente ma costantemente”, ha dichiarato. Allo stesso tempo, il patriarca ha ribadito l’intenzione di rimanere nel Bosforo nonostante le difficoltà che il patriarcato dovesse affrontare. Bartolomeo I ha osservato il verificarsi di “alcuni miglioramenti per la Chiesa locale”: “i diritti negati anni fa alle Chiese sono ora nuovamente disponibili, come il diritto di accettare donazioni. Inoltre, prima non era possibile che metropoliti di nazionalità non turca, potessero diventare membri del Sacro Sinodo del patriarcato”. Bartolomeo I ha fatto riferimento alla visita “molto costruttiva” del nuovo presidente dei ministri greco Georgios Papandreou in Turchia e al recente accordo siglato tra Turchia e Armenia a Zurigo. “Sono entrambi segni dell’intenzione di Ankara di percorrere un corso di distensione politica”. In particolare, i numerosi conflitti con la Grecia “hanno nuociuto molto al patriarcato”: “abbiamo pagato lo scotto del conflitto”, ha osservato. Bartolomeo I ha fatto riferimento alle riforme da introdurre in Turchia. “Ma non servono solo riforme dall’alto, bensì soprattutto un cambio di mentalità”, ha sottolineato. In un incontro con i giornalisti di Kathpress a Phanar il 9 ottobre, il metropolita ortodosso di Vienna, Michael Staikos, ha invece espresso la contrarietà del patriarcato ecumenico di Costantinopoli ad essere strumentalizzato dalla politica. Staikos ha fatto riferimento ad una recente dichiarazione di Egemen Bagis, capo negoziatore della Turchia con l’Unione Europea, che ha definito “molto utile” un eventuale miglioramento della situazione della minoranza turca nella Tracia occidentale greca ai fini dell’ottenimento della riapertura del seminario ortodosso e della Facoltà teologica nell’isola di Chalki, da parte delle autorità turche. “Questi scambi sono inaccettabili”, ha affermato, aggiungendo: “Le due cose non hanno alcuna relazione tra di loro”. “Il Patriarcato ecumenico, così come le altre minoranze religiose nel Paese” – ha aggiunto -, “devono ottenere lo status di persone giuridiche”. Inghilterra: vespri comuni in cattedrale a Westminster Venerdì 16 ottobre il Primate cattolico Vincent Nichols celebrerà i vespri insieme al Primate anglicano Rowan Williams alla Westminster abbey, la chiesa madre dell’anglicanesimo, l’abbazia benedettina dove vengono incoronati i sovrani inglesi. È la prima volta che mons. Nichols si reca a Westminster da primate cattolico. L’evento fa parte dell'”Edwardtide Festival”, dedicato a sant’Edoardo il confessore, re di Inghilterra dal 1042 al 1066, i cui resti si trovano nell’abbazia. “Non è la prima volta che un primate cattolico visita la chiesa madre dell’anglicanesimo o celebra i vespri insieme al primate anglicano, ma certo l’evento indica che i rapporti tra la conferenza episcopale cattolica e la Camera dei vescovi anglicana sono buoni”, dichiara a SIR Europa mons. Andrew Faley, segretario generale per gli affari ecumenici della conferenza episcopale cattolica. “I vescovi cattolici e quelli anglicani – afferma – si sono incontrati nel novembre 2007 a Leeds, e anche lo scorso anno, per un giorno di riflessione e di preghiera e si incontreranno una terza volta nel 2010”. “Il dialogo tra le due chiese è vivo. I vescovi cattolici e quelli anglicani collaborano per diffondere il messaggio cristiano in Inghilterra e Galles oggi che la secolarizzazione è sempre più diffusa”.Romania: pellegrinaggio per Santa ParaschevaDa sabato scorso la città di Iasi, nel nord-est della Romania, si è trasformata nel luogo di pellegrinaggio più importante del Paese per la festa di Santa Parascheva, “la luce della Moldavia”, protettrice della città e dell’intera regione. Circa 25.000 pellegrini, già nei primi due giorni, si sono fermati in preghiera accanto alle reliquie della santa che si trovano nella cattedrale metropolitana di Iasi. Per le celebrazioni che culmineranno il 14 ottobre è atteso circa un milione di persone. Santa Parascheva, venerata dalla Chiesa ortodossa romena e da altre chiese di rito orientale, è nata a Epivat (Turchia) ed ha vissuto durante la prima meta del XI secolo. Dopo una vita dedicata ai poveri e ai più bisognosi, muore a soli 27 anni e le sue reliquie, a cui vengono attribuiti tanti miracoli, sono state custodite prima nella città natale Epivat, poi a Trnovo capitale della Bulgaria, quindi a Belgrado fino al 1521, successivamente a Constantinopoli per altri 120 anni. Nel 1641 le reliquie sono state portate a Iasi dove si trovano attualmente.