FRANCIA

Bioetica: rimanere all’erta

Il card. Jean-Pierre Ricard all’assemblea plenaria del Ccee

La revisione della legge francese sulla bioetica, in programma nel 2010, è stata preceduta in questi mesi da un ampio dibattito al quale ha partecipato anche la Chiesa di Francia. A riferirne è stato il card. Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux e vicepresidente del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa), alla plenaria dell’organismo conclusasi il 4 ottobre a Parigi. “Non ci siamo accontentati – ha spiegato – di elaborare una dichiarazione per il momento in cui la legge venisse votata; abbiamo voluto partecipare attivamente alla riflessione”.Il contesto. Considerando i passi avanti compiuti dalla ricerca e la complessità delle questioni e delle sfide sociali in gioco, lo Stato ha espresso il desiderio di far precedere il dibattito parlamentare per la revisione della legge sulla bioetica del 2004 – che ha sostituito la precedente del 1999 – dagli ‘Stati Generali della bioetica’, al fine di raccogliere ufficialmente il parere dell’opinione pubblica. Lanciati dall’Eliseo lo scorso 4 febbraio, gli Stati generali si sono conclusi il 23 giugno a Parigi. Per la Chiesa, ha detto il card. Ricard, “si è trattato di un dibattito di grande rilevanza sul senso stesso della vita, il significato della persona e l’indisponibilità del corpo umano”. Ed è stata proprio la società, secondo l’arcivescovo di Bordeaux, ad attendersi che la Chiesa “entrasse nel merito di tale dibattito, anche se ciò può sembrare sorprendente nel contesto francese della laicità”.La procedura. Già in occasione della plenaria del novembre 2007, i presuli francesi avevano istituito un Gruppo di lavoro sulla bioetica ponendolo sotto la guida di mons. Pierre d’Ornellas, arcivescovo di Rennes. Nel corso della successiva assemblea (aprile 2008), il Gruppo ha trasmesso ad ogni vescovo una prima serie di schede elaborate con il contributo di medici, ricercatori in biogenetica, docenti nelle varie facoltà di medicina, giuristi, teologi, bioeticisti. In un secondo tempo il Gruppo ha concentrato la ricerca sul processo legislativo in atto, limitando il terreno d’osservazione ai sette temi indicati dal Consiglio dei Ministri il 16 luglio 2008: ricerca sull’embrione; prelievo e trapianto di organi, tessuti e cellule; modalità di espressione del consenso nei protocolli di ricerca; principio dell’indisponibilità del corpo umano; assistenza medica alla procreazione; sviluppo della medicina predittiva, estensione del ricorso alla diagnosi prenatale e preimpianto. Il metodo. Cinque, in sintesi, i criteri di lavoro adottati dal Gruppo: anzitutto il basarsi su inequivocabili fondamenti di diritto: a livello ecclesiale “Evangelium vitae”, “Donum vitae”, “Dignitas personae”; a livello civile, l’art. 16 del Codice civile che sancisce il primato della persona; a livello europeo, la “Convenzione di Oviedo” (1997) ed i suoi protocolli. Quindi, ha proseguito il card. Ricard, “accogliere con favore le ricerche e i progressi scientifici che possono consentire di compiere davvero passi avanti”; “non scindere la riflessione scientifica” da un’autentica “riflessione etica”; “distinguere i grandi principi fondamentali” dai “diritti più soggettivi”; “partire dai principi umani riconosciuti da tutti nella società odierna”. Ulteriori frutti della riflessione sono stati la pubblicazione di un libro “Bioetica: proposta per un dialogo”; la realizzazione di un Dvd “La vita in discussione. La bioetica con riferimento al Vangelo”, e il blog (bioethique.catholique.fr) sul portale Internet della Cef (eglise.catholique.fr), con testi di riferimento e riflessioni (biglietti) di esperti. “28 biglietti, 330 commenti, più di 592 841 pagine visitate”: questi i numeri resi noti dal card. Ricard. Dopo i Forum cittadini promossi dal Comitato direttivo degli Stati generali iI 9, 11 e 16 giugno a Marsiglia, Rennes e Strasburgo, gli “Stati” si sono conclusi il 23 giugno con un grande convegno nazionale a Parigi e la consegna del rapporto finale al Capo dello Stato per essere trasmesso al Parlamento.Verso il dibattito parlamentare. Negli stessi mesi il Parlamento ha compiuto numerose audizioni. La Chiesa è stata interpellata diverse volte. Il Rapporto degli Stati generali si aggiunge agli altri tre dell’Agenzia nazionale di biomedicina, dell’Opecst (Ufficio parlamentare di valutazione delle scelte tecniche e scientifiche) e del Consiglio di Stato. “Tutto questo – ha osservato il card. Ricard – costituisce lo zoccolo duro su cui dovrebbe basarsi il dibattito parlamentare previsto per il 2010”. Il Consiglio permanente della Cef ha intanto affidato a mons. d’Ornellas “il compito di vegliare sul prosieguo dell’operazione. Attualmente – aggiunge il card. Ricard – si sta riesaminando il rapporto finale degli Stati generali, che potrebbe dar luogo ad un secondo libro”, mentre verrà presto riattivato il blog dopo la pausa estiva. “La fase degli Stati generali si è svolta nel migliore dei modi – è la conclusione del vicepresidente Ccee – ma il futuro dibattito parlamentare può ancora riservare delle sorprese. È meglio rimanere all’erta”.