SPAGNA

Una grave ingiustizia

Il progetto di legge sull’ aborto a 16 anni: in piazza il 17 ottobre

Anno sacerdotale, crisi economica, 50° anniversario di Manos Unidas, riflessioni sul progetto di legge sull’aborto, questione educativa. Sono alcuni degli argomenti trattati nella CCXIV riunione della Commissione permanente della Conferenza episcopale spagnola (Cee), che si è conclusa a Madrid il 2 ottobre. Al centro dei lavori, anche la riflessione sulla nuova proposta di legge sull’aborto presentata al parlamento dal governo socialista del premier José Luis Zapatero sulla quale però il Paese si divide. Il 17 ottobre si terrà una manifestazione nazionale a Madrid, organizzata da numerosi movimenti, sia religiosi, sia laici. Il corteo, che si svilupperà da Puerta del Sol fino a Plaza de Alcalá, procederà con lo slogan “In difesa della vita, della donna e della maternità”. Il disegno di legge. Nei giorni scorsi, in Spagna, il governo del premier Zapatero ha approvato un disegno di legge, che passerà all’esame del parlamento, in base al quale anche le minorenni dai 16 anni in su potranno abortire senza il consenso dei genitori e non dovranno neppure avvertirli. Se passasse al vaglio parlamentare, il nuovo testo cambierebbe la legge sull’aborto in vigore in Spagna dal 1985. Il ddl del governo permette alla donna nelle prime 14 settimane di gestazione di decidere senza l’obbligo di giustificare la sua scelta con nessuna ragione. Dalla 14.ma alla 22.ma settimana si potrà abortire solo se c’è rischio di vita o salute per la madre o se venissero diagnosticate anomalie al feto. L’aspetto più contestato della normativa è quello che riguarda la libertà di aborto per le ragazze minorenni di 16 anni senza il permesso né l’informazione ai genitori.La posizione dei vescovi. Sul progetto di legge sull’aborto, la Dichiarazione “Attentare contro la vita dei nascituri convertito in diritto”, pubblicata dalla Commissione permanente il 17 giugno scorso, mantiene “pienamente il suo valore”. I vescovi – nel comunicato finale diffuso al termine della riunione della Commissione permanente – raccomandano vivamente a tutti la lettura e la diffusione del testo, specialmente ai sacerdoti e a quanti condividono la missione di insegnare nella chiesa. Oltre a un’informazione su “una legislazione così gravemente ingiusta” e la formazione dottrinale al rispetto per la vita nascente, i vescovi ritengono “anche molto necessaria la preghiera”. In vista dei gravi problemi sollevati, l’anno 2009 è stato particolarmente dedicato alla “preghiera per la vita umana incipiente”. I vescovi esortano “tutti i fedeli a pregare con insistenza, affinché il diritto alla vita dei nascituri sia adeguatamente protetto dalle leggi”. La Subcommissione della Famiglia e vita ha diffuso un suggerimento di preghiera personale e comunitaria che può aiutare a questo fine. I presuli spagnoli non smettono poi di “ricordare – si legge nel comunicato finale – la dottrina della Chiesa, secondo la quale la legge naturale e divina esige che ogni vita umana debba essere rispettata come sacra dal concepimento alla morte naturale. Perciò, non possono non condividere il rifiuto che la legislazione sull’aborto suscita nelle istituzioni e in gran parte della società”. I sondaggi. In effetti, secondo un sondaggio pubblicato il 6 ottobre dal quotidiano spagnolo “La Vanguardia”, una maggioranza relativa di spagnoli è contraria alla nuova legge sull’aborto presentata al parlamento dal governo del premier Zapatero. Il 46% è contrario, mentre il 46% è a favore. Un precedente sondaggio realizzato per Vanguardia un anno fa indicava invece che il 57% degli intervistati era a favore di una riforma della legge sull’aborto. Tra le iniziative per la difesa del diritto alla vita e la giusta promozione della maternità, numerose associazioni hanno invitato la cittadinanza a partecipare alla manifestazione del 17 ottobre a Madrid. Nel comunicato finale della Conferenza episcopale spagnola, si legge che i vescovi spagnoli “considerano legittima e appropriata” la partecipazione all’evento perché “si tratta di manifestare pacificamente per esprimere il proprio disaccordo con la legge, che prevede un grave passo indietro nella protezione del diritto alla vita dei nascituri, una maggiore solitudine delle donne incinte e un danno irreparabile al bene comune”. La voce dei Salesiani. Anche i salesiani spagnoli dicono no alla nuova legge sull’aborto. Don Francisco Ruiz, ispettore di Spagna-Siviglia, ha indirizzato una lettera ai sacerdoti salesiani, ai membri della Famiglia salesiana e a tutti coloro che si sentono vicini all’opera di don Bosco. “Confesso – afferma don Ruiz – che per un po’ di tempo sono stato davvero preoccupato. Non potevo credere che ci trovavamo immersi in una situazione così fortemente contraria al Vangelo”. “Mi sono proposto allora – ha aggiunto – di spingere alla mobilitazione tutti coloro che, seguendo la propria coscienza, desiderino ‘agire’, perché ‘una fede senza opere è una fede morta’”. Le parole di don Ruiz vogliono essere un appello affinché la Famiglia salesiana e il vasto movimento degli amici di don Bosco agiscano concretamente, e per far ciò, il superiore propone anche la partecipazione alla manifestazione del 17 ottobre.