Italia: un’alleanza per l’educazione”Ci vuole l’educazione e ci vogliono maestri capaci di insegnare. Ma è difficile avere l’una e gli altri se non c’è un patrimonio di valori e di saper, diciamo pure una tradizione, ritenuta degna di essere tramandata”. È la constatazione che fa da sfondo al Rapporto-proposta del Comitato per il progetto culturale della Conferenza episcopale italiana, “La sfida educativa”, che verrà presentato a Roma il 22 settembre prossimo. Il volume vuole “sollecitare una riflessione sullo stato dell’educazione e, più in generale, sulla realtà esistenziale e socio-culturale dell’uomo d’oggi, alla luce dell’antropologia e dell’esperienza cristiane” con l’obiettivo di “promuovere una consapevolezza che possa dar luogo, nel nostro paese, a una sorta di alleanza per l’educazione in grado di coinvolgere tutti i soggetti interessati al problema, dalla famiglia alla scuola, al mondo del lavoro, a quello dei media”. Tutto ciò, in sintonia con gli Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il prossimo decennio, che saranno dedicati a quella che il Papa, nella lettera indirizzata alla diocesi di Roma nel gennaio scorso, ha definito l'”emergenza educativa”. “Nel nostro tempo, almeno in Occidente – scrive il card. Camillo Ruini, presidente del Comitato Cei per il progetto culturale, nella prefazione del Rapporto – l’educazione è diventata, in maniera nuova, problema”. Soprattutto, per il cardinale, “sono diventati più incerti e problematici i rapporti tra le generazioni, in particolare riguardo alla trasmissione dei modelli di comportamento e di vita, tanto che specialmente sotto questo profilo si tende a parlare di frattura o di indifferenza tra le generazioni”. In questo scenario, “appaiono ridotte e precarie le possibilità di un’autentica formazione della persona”. Da parte sua la Chiesa, fa notare il card. Ruini, ha sempre avuto a cuore il “lavoro educativo” e oggi intende farsi carico dell'”emergenza educativa” promuovendo una “collaborazione a tutto campo”, anche con i non credenti.Francia: campagna per il catechismo”Insieme andiamo incontro a Gesù”: questo, riportato anche sul manifesto ufficiale, è lo slogan della campagna pubblicitaria a favore del catechismo, lanciata nei giorni scorsi dalle otto diocesi d’Ile de Franca: Parigi, Meaux – Seine et Marne, Versailles – Yvelines, Evry – Essonne, Nanterre – Hauts de Seine, Saint-Denis, Créteil – Val de Marne, Cergy-Pontoise – Val d’Oise. Obiettivo dell’iniziativa, spiegano dalle diocesi, “offrire alle famiglie che non pensano al catechismo per i loro figli o non osano tentare questa avventura, la possibilità di scoprirne la ricchezza”, nella convinzione che “se molti bambini non vengono iscritti al catechismo, ciò è dovuto non tanto al rifiuto dell’iniziativa, ma alla mancanza di informazione”. La campagna, che avrà durata triennale, è “apertamente missionaria perché si propone di avvicinare famiglie di tutti i tipi: battezzate o no, classiche, monoparentali, ricomposte o allargate, spesso ai margini della Chiesa”. Da alcuni giorni sono stati affissi cartelloni nei negozi, posti striscioni sulle facciate delle chiese, e vengono distribuiti volantini in tutti i luoghi frequentati dai bambini e dai loro genitori. Attivato anche un sito Internet: www.catechisme.idf.catholique.fr, per dimostrare che “la trasmissione della Parola di Dio passa anche attraverso strumenti pedagogici attuali come il gioco, il mimo e il disegno”. Il sito invita i bambini a scoprire le storie dei grandi personaggi biblici, le figure dei santi e dei “testimoni” di oggi, a riunirsi per pregare e ad avere fiducia nella Chiesa, e rammenta ai genitori le “domande esistenziali” dei loro figli: la vita, la morte, la felicità, la giustizia, il futuro del pianeta. Ungheria: Giornate della cultura cattolicaIl 15 settembre il card. Péter Erdö, arcivescovo di Budapest e presidente della Conferenza episcopale ungherese (Ceu), ha benedetto la nuova libreria della “Società Santo Stefano”, la casa editrice della Santa Sede in Ungheria e la più antica del Paese. “Agire con fede e porsi al servizio della diffusione del Vangelo – ha detto per l’occasione il cardinale – significa realizzare il mandato missionario affidato da Cristo”. Lo stesso giorno il vescovo Andras Veres ha inaugurato le “Giornate della cultura cattolica ungherese”, istituite per la prima volta dalla Ceu per mostrare la ricchezza del patrimonio nazionale di arte sacra. Tre giorni che hanno visto oltre cento avvenimenti in diverse località e durante i quali chiese collezioni diocesane hanno esposto al pubblico i loro tesori.