ECUMENISMO

Una pietra miliare

10° anniversario della Dichiarazione sulla dottrina della giustificazione

Il 31 ottobre 2009 si celebra il 10° anniversario della Dichiarazione comune della Federazione luterana mondiale e della Chiesa cattolica sulla dottrina della giustificazione. La dichiarazione, siglata ad Augsburg, rappresentava il frutto di numerosi dialoghi intercorsi tra i luterani e la Chiesa cattolica romana ed è un’importante pietra miliare in campo ecumenico. Con il documento, le parti ribadivano solennemente che le ripetute condanne reciproche, avvenute per secoli in materia di giustificazione non sarebbero più state oggetto della dottrina attuale. Nel 2006, la dichiarazione è stata siglata anche dalle Chiese appartenenti al Consiglio mondiale delle Chiese metodiste. Per commemorare la firma della dichiarazione, il 14 settembre è stato presentato un sussidio ecumenico intitolato “Unter dem Horizont der Gnade” (“All’orizzonte della grazia”). Il testo di 48 pagine è stato pubblicato dalla Chiesa Evangelica Luterana Unita di Germania (Velkd) e dall’Istituto Johann-Adam-Möhler per l’ecumenismo, incaricato a tal fine dal Segretariato della Conferenza episcopale tedesca, e dalla Commissione per le relazioni ecumeniche della Chiesa evangelica metodista (Emk) tedesca. Il sussidio illustra la situazione ecumenica in aree particolari, delineando anche prospettive future del rapporto tra le religioni cristiane. Presentiamo alcuni aspetti salienti del testo. Separati ma con radici comuni. La dichiarazione rappresenta “la speranza fondata che la separazione non si sia verificata fino alle radici, bensì che esista un’unità di principio nella comprensione del Vangelo biblico, concentrato secondo la posizione luterana nell’articolo della giustificazione. Poiché tutti gli ulteriori risultati del dialogo ecumenico si fondano su questa base comune, è tanto più importante che non siano davvero più oggetto di controversie tra le Chiese, poiché altrimenti tutto il resto sorgerebbe di fatto sulla sabbia”. Non solo luterani e cattolici. “Il fatto che a questa dichiarazione abbia aderito il Consiglio mondiale delle Chiese metodiste (e che vi possano aderire anche molte altre Chiese cristiane)… è di particolare importanza proprio per noi Cristiani tedeschi, poiché ciò rende nuovamente consapevoli dell’orizzonte ampliato dell’ecumenismo. L’ecumenismo non è fatto solo di molteplici colloqui e contatti tra i cristiani evangelici e romano-cattolici a tutti i livelli ecclesiastici; l’ecumenismo comprende bensì naturalmente anche le cosiddette Chiese libere e le Chiese dell’ortodossia. Queste Chiese sono interlocutori legittimi e riconosciuti nell’ecumenismo. La posizione metodista nei confronti della dichiarazione sottolinea la molteplicità della testimonianza cristiana, nel modo in cui si esprime sulla base del Vangelo comunemente riconosciuto. Tenere conto di questa molteplicità è una delle grandi sfide delle Chiese cristiane, poiché solo questa molteplicità risponde a ciò che viene chiamato fede cristiana. Solo essa può arricchire la propria fede e aiutare allo stesso tempo le diverse Chiese ad imparare più che mai le une dalle altre, individuando ed eliminando in dal modo alcune ristrettezze o limitazioni delle proprie posizioni e della propria vita di fede. Pertanto, sono proprio le comunità locali a dover cercare il contatto con tutte le Chiese cristiane locali e a conoscere meglio la portata e la molteplicità dell’ecumenismo”.Il consenso differenziato. Il documento menziona il “metodo del consenso differenziato”, che “può combinare l’unità su ciò che è sostanziale con differenti forme di espressione”: si tratta di una “forma di accordo” che viene “già praticata in modo naturale all’interno delle Chiese cristiane”. “Ciò che è nuovo”, spiega il sussidio, è “che esso ha trovato applicazione anche tra le Chiese ed offre in tal modo un modello che consente una diversità legittima della modalità in cui questa fede può essere espressa in parole e realizzata quotidianamente, sulla base dell’unità su ciò che è sostanziale”. “Per la continuazione del cammino ecumenico viene con ciò definita una posizione di base che sembra ovvia, ma alla quale occorre ricordarsi sempre proprio nella quotidianità ecumenica: la fiducia nell’interlocutore ecumenico”. Appuntamento a Monaco 2010. “Nel maggio 2010 si celebrerà la seconda edizione della Giornata ecumenica delle Chiese”. Si tratterà “certamente della grande occasione per portare avanti la nostra crescita ecumenica comune. È particolarmente positivo il fatto che questa volta, le Chiese più piccole della Germania siano state incluse nei preparativi in modo più efficace” rispetto alla prima edizione della Giornata ecumenica delle Chiese. “Si spera che molte comunità vicine di confessione differente sfruttino l’occasione per preparare insieme la Giornata ecumenica, rafforzando in tal modo la cooperazione locale”.