LAICATO CATTOLICO

Insieme per l’Europa

Francia, Belgio, Irlanda del Nord, Ungheria Slovacchia e Italia

Saranno oltre 1100 i partecipanti che il 19 e 20 settembre si ritroveranno a Loppiano (Firenze) per “Insieme per l’Europa”, appuntamento che si colloca nel solco del cammino con altri 250 movimenti europei di varie Chiese e che si è reso visibile con le grandi manifestazioni di Stoccarda (2004 e 2007). Promotori dell’iniziativa la Comunità Papa Giovanni XXIII, Sant’Egidio, Equipe Notre Dame, Movimento dei Focolari, Rinnovamento nello Spirito Santo. La tappa italiana di “Insieme per l’Europa” è in sinergia con decine di altre manifestazioni analoghe tenutesi quest’anno in Francia, Belgio, Irlanda del Nord, Ungheria e Slovacchia. Ricco il programma che traccerà il cammino percorso da movimenti europei dal 1998 ad oggi. Seguiranno gli interventi di alcuni dei responsabili centrali dei movimenti: G. Paolo Ramonda (Comunità Papa Giovanni XXIII), Salvatore Martinez (RnS), Maria Emmaus Voce (Focolari), Marco Impagliazzo (Sant’Egidio) e Carlo e Maria Carla Volpini (Equipes Notre-Dame. Presenti alla manifestazione anche Azione Cattolica e Agesci. Due tavole rotonde approfondiranno i temi della “Fragilità e famiglia” e “Povertà e economia”. SIR Europa ha posto alcune domande alla responsabile dei focolari Maria Emmaus Voce.Quali sono le motivazioni che hanno spinto un così alto numero di movimenti e aggregazioni laicali a partecipare a questo evento “Insieme per l’Europa”?”Dietro a questa manifestazione c’è una storia di dieci anni, storia di comunione e di aggregazione dei movimenti laicali non solo cattolici e non solo italiani, ma anche di altre chiese di diversi Paesi europei. Questa rete di fraternità si allarga sempre di più per l’urgenza che avvertiamo tutti di dare il nostro contributo a quell’Europa dello Spirito che era il sogno, non ancora realizzato, di Giovanni Paolo II e che resta un sogno anche per l’attuale papa. Stiamo vedendo che l’Europa sta cercando di dotarsi di strutture nel campo politico ed economico, ma senza un’anima viva e forte non riesce ad attuare quel progetto di unità sempre più desiderato e vitale”.Ha parlato di anima: c’è un contributo specifico che il laicato cattolico può dare all’Europa? “Il contributo specifico del laicato è il Vangelo vissuto secondo i vari carismi che affondano nella vita della Parola nei movimenti. Ci stiamo rendendo conto sempre di più che è lo Spirito santo che suscita energie nuove per rispondere ai mali del tempo. Da questa comunione fra i movimenti scopriamo come i carismi di ciascuno di essi sono una risposta alla notte collettiva che domina il mondo e ciascuno proietta la sua luce particolare che è una risposta a quella particolare oscurità del momento. Alla radice c’è questa riscoperta del Vangelo e del fatto che solo l’amore ha una forza di trasformazione e di ricomposizione del tessuto della società lacerato in tutti i campi, politico, economico, sociale. L’incontro di Loppiano sarà centrato su esperienze di Vangelo vissuto che possono testimoniare la vita del laicato cristiano nei movimenti”.Crede che, forse, siano maturi i tempi per una maggiore e qualificata presenza di cattolici nelle istituzioni europee? “Magari ci fossero più laici cristiani nelle istituzioni. Naturalmente c’è bisogno di formazione. Fra i primi del movimento dei Focolari abbiamo Igino Giordani, scrittore e politico, del quale si sta concludendo la fase diocesana del processo di beatificazione. Ben consapevole della situazione politica, per esperienza personale diretta, diceva che se tutti hanno bisogno di santità, gli statisti ed i legislatori ne hanno bisogno di una razione doppia. Non è utopia perché ci sono già politici, in Italia ed in Europa che si impegnano a fare del Vangelo la regola di vita nel loro lavoro quotidiano, nel rapporto tra i partiti, che si cimentano nell’impresa di amare il partito dell’altro, come il proprio, la patria dell’altro come la propria e che quotidianamente lavorano per superare i tanti contrasti e lacerazioni, che a volte sembrano insormontabili, nelle aule parlamentari, così da vincere la sfida della fraternità in politica. Sanno bene che è l’unico modo per realizzare il bene comune”.Come la diversità delle Chiese può influire sulla discussione di temi di grande attualità europea, come eutanasia, aborto, diritti umani, libertà religiosa…?“Metterei l’accento più che sulla diversità sulla ricchezza della pluralità delle Chiese che nella costruzione del cammino ecumenico possono costituire doni reciproci l’una per l’altra. Ci sono diversità ma tutte le Chiese nascono da quel fondo comune che è il Vangelo. Dunque una riscoperta della Parola fatta insieme non può che portare anche ad una comunione di intenti e ad una condivisione dei valori per l’uomo, che dipendono dalla scelta fondamentale di Dio”.Fragilità e famiglia, povertà ed economia: sono queste le nuove frontiere dell’impegno cristiano in Europa?“Sono temi cruciali e non solo i soli, specie in un momento di crisi e disorientamento come quello attuale. Si cercano nuove idee che possano dare nuove esperienze concrete , innovative che diano speranza in questi campi”.