Spagna, Romania, Ucraina, Bulgaria

Spagna: i sacerdoti si “tassano” per la Caritas Gesti di solidarietà per combattere la crisi economica: un esempio viene dai sacerdoti di Mallorca (Spagna), dove la Caritas diocesana ha beneficiato dell’impegno dei suoi sacerdoti nei confronti delle necessità dei più poveri. Il vescovo di Mallorca, mons. Jesús Murgui, ha stabilito all’inizio dell’anno delle “regole di generosità” per aiutare quanti soffrono maggiormente la crisi e ha consegnato alla Caritas diocesana 2.000 euro delle spese ordinarie del giorno del suo onomastico, annullando il rinfresco che offre di solito per l’occasione. Dopo questo primo esempio di solidarietà, il presule, insieme al Consiglio episcopale e sacerdotale della diocesi, ha proposto a tutti i presbiteri di Mallorca di offrire volontariamente parte delle entrate del mese di luglio come gesto di vicinanza alle persone e alle famiglie più colpite dalla crisi. Come risultato sono stati raccolti tra il clero dell’isola oltre 24.000 euro, donati a Caritas Mallorca per finanziare le azioni di risposta alla crisi a favore dei più vulnerabili ed esclusi. La Caritas ha ringraziato per questo gesto dei sacerdoti diocesani che è un'”espressione di impegno con i poveri di oggi” e “dà dignità a un collettivo che spesso lavora silenziosamente al servizio della carità”.Romania: allarme per la cattedrale di Bucarest L’Associazione delle Famiglie Cattoliche “Vladimir Ghika”, impegnata nella campagna “Salvate i luoghi dell’anima – Proteggete la cattedrale Sf. Iosif e i monumenti storici del patrimonio” ha tenuto nei giorni scorsi una conferenza stampa in segno di solidarietà con le iniziative per salvare la cattedrale di Bucarest promosse dall’arcidiocesi romano-cattolica. L’obiettivo è stato quello di riportare nell’attenzione dell’opinione pubblica il rapporto dell’osservatorio sismico di Perugia “Andrea Bina” (Italia), realizzato per capire l’impatto della costruzione dell’immobile Cathedral Plaza nelle vicinanze della cattedrale cattolica. Trascurato dalle autorità rumene, il rapporto dimostra che, nell’eventualità di un terremoto con una magnitudine superiore ai 5 gradi Richter, l’integrità della cattedrale è messa in serio pericolo dall’immobile di 20 piani in costruzione a solo 8 metri distanza da essa. Nella stessa linea delle iniziative per salvare la cattedrale, anche i nove giorni appena conclusi di adorazione perpetua, promossi dall’arcidiocesi. Mons. Cornel Damian, vescovo ausiliare di Bucarest, afferma: “Mentre la nostra fiducia nella giustizia umana si sta dissipando, non perdiamo la profonda fiducia nella Provvidenza e Giustizia Divina”. Ucraina: a Roma per ricordare SlipyjPer la Chiesa cattolica greca d’Ucraina (Ugcc) l’autunno 2009 sarà segnato da diversi anniversari: il 40° della consacrazione della cattedrale di Santa Sofia a Roma e il 50° della consacrazione dell’Istituto Pontificio di Santa Pokrova; il 65° anniversario della morte del metropolita Andrej Sheptytskyj, e il 25° della morte dell’arcivescovo maggiore di Leopoli degli Ucraini e Servo di Dio Josyf Slipyj. Ricorrenze che verranno sottolineate dal pellegrinaggio nazionale che, con la benedizione del capo della Chiesa cattolica greca ucraina, card. Lubomyr Husar, si terrà a Roma, alla chiesa di Santa Sofia, dal 9 al 12 ottobre. “La sapienza si è costruita una casa”, rammentano gli organizzatori del pellegrinaggio, era lo slogan dell’arcivescovo Slipyj che, dopo diverse condanne ai lavori forzati in Siberia, nel 1963 viene espulso dall’Unione sovietica. In esilio a Roma, prima della morte avvenuta a 92 anni il 7 settembre 1984, Slipyj vi costruì la cattedrale di Santa Sofia e l’Università cattolica ucraina, fece restituire alla sua Chiesa la proprietà dell’ospizio per pellegrini di piazza Madonna dei Monti e fondò l’associazione “Santa Sofia”. Nel 1971, in occasione del Sinodo dei Vescovi, aveva denunciato la persecuzione della Chiesa sotto il regime comunista, nel 1976 aveva lanciato un appello alle Nazione Unite in favore dei perseguitati e nel 1977 aveva testimoniato, a Roma, davanti al Tribunale Sakharov.Bulgaria: le reliquie di un “santo ignoto” Scoperte la scorsa settimana le reliquie di un probabile santo medievale a Perperikon, nei monti Rodopi, nel sud della Bulgaria. Durante gli scavi effettuati in due delle chiese antiche di Perperikon sono state trovate due croci di bronzo, una delle quali conteneva frammenti di ossa umane. La più grande delle croci, datata X-XI secolo contiene sul fronte la rappresentazione di Cristo crocifisso e sul retro l’immagine della vergine Maria raccolta in preghiera. La seconda croce, decorata con motivi geometrici e datata V-VII secolo, è quella che contiene le reliquie. Il professor Ovcharov, responsabile del gruppo archeologico dichiara che “si tratta di ossa spezzate e cariate, non potremo mai sapere a quale santo appartenevano, in quanto non esistono segni o iscrizioni”. È stato sempre Ovcharov, che in base agli elementi raccolti parla di “un santo”, a sottolineare che Perperikon, antica città della Tracia, è diventata uno dei più importanti centri della cristianità. Una delle due chiese scoperte a Perperikon è la più antica nella regione: è stata costruita nel 4-5 secolo durante la missione del vescovo Niketa, che ha cominciato a convertire al cristianesimo la popolazione dei monti Rodopi. Le reliquie del “santo ignoto” sono state donate alla chiesa dell’Assunzione di Maria della città di Kardzali, situata nelle vicinanze di Perperikon. Dal 2003 questa chiesa accoglie anche frammenti della Croce di Gesù Cristo.