ANNIVERSARI

Dio vigila sulla storia

Il 70° dell’inizio della II guerra mondiale e il 20° del crollo del muro

Il 70° anniversario dell’inizio della Seconda guerra mondiale, i vent’anni della caduta del muro di Berlino sono “occasioni per ricordare il sacrificio di tanti uomini che lottarono per la libertà, come il calvario dei cristiani che soffrirono per la loro fede. Un ricordo-riflessione sul dove può giungere l’uomo quando dimentica Dio e agisce come se egli non esistesse. Ignorata la legge di Dio, l’uomo viene consegnato al potere dell’uomo”. È quanto ha affermato il card. Angelo Sodano, decano del collegio cardinalizio, intervenendo nei giorni scorsi a Cuneo (Italia) a un incontro sul tema “Pio VII e Napoleone. Una lezione di storia”. La vicenda dell’arresto di Pio VII da parte di Napoleone (nel 1809 – quest’anno ricorre il 200° anniversario, ndr), ha detto il card. Sodano, “è una storia che può essere maestra di vita per i giovani d’oggi”. Il contesto di tale vicenda è quello di un’epoca dolorosa per la vita della Chiesa ad opera della Rivoluzione francese, prima, e della dittatura di Napoleone, poi. “In questa storia possiamo vedere – ha proseguito il cardinale – a che punto possa arrivare la superbia di un uomo assetato di potere e, allo stesso tempo, notare come anche su quelle dolorose vicende umane abbia sempre vegliato la Provvidenza Divina, che sa trarre il bene dal male e avviare gli uomini verso nuovi cammini di civiltà”. A margine del convegno, il card. Sodano, che è stato segretario di Stato vaticano dal 1991 al 2007, ha concesso un’intervista al settimanale cattolico locale (“La Guida”), ricordando la figura di Giovanni Paolo II e il martirio subito dalla Chiesa, nel secolo scorso, nei Paesi dell’Europa centrale e dell’Est. Ne pubblichiamo ampi stralci.Eminenza, la Chiesa nei Paesi dell’Europa centrale e dell’Est ha vissuto momenti particolarmente difficili…“Nel 1945, dopo la conferenza di Yalta, l’Europa venne divisa quasi a metà. Si alzò una Cortina di ferro, lasciando all’allora Unione Sovietica l’Europa centro-orientale. Furono anni difficili, con tanti martiri della fede. Nei Paesi dell’Europa centrale e orientale caduti sotto l’egemonia sovietica la vita della Chiesa cattolica fu sconvolta per un ventennio dai regimi marxisti con la prigionia e le deportazioni di un gran numero di vescovi, la soppressione di seminari, istituti religiosi e scuole cattoliche, la discriminazione dei credenti. La Santa Sede venne incontro a quelle popolazioni per dire che il Papa era vicino ai cristiani di quelle terre. In quegli anni accompagnai il cardinale Casaroli in molti viaggi e nella cosiddetta Ostpolitik della Chiesa, ossia la politica di cauta apertura verso i Paesi comunisti dell’Europa orientale. Nella primavera del 1963 i primi contatti a Budapest e a Praga, proseguiti per oltre venticinque anni con le faticose trattative con l’Ungheria e la Cecoslovacchia, poi con la Jugoslavia di Tito e il complesso negoziato con la Polonia. Frattanto le tensioni della corsa agli armamenti lasciarono spazio alla Conferenza di Helsinki (1975) che segnò un momento propizio anche per le richieste della Santa Sede sulla libertà religiosa. Il libro del cardinale Casaroli «Il martirio della pazienza» porta un titolo che dice bene un vissuto difficile”.La caduta del muro di Berlino è stata sicuramente uno squarcio di sole per una realtà così complessa…“Certamente. La data del 9 novembre del 1989 è da ricordare. Alcuni anni dopo, nel giugno del 1996, accompagnai Giovanni Paolo II alla porta di Brandeburgo che in un bellissimo discorso disse «questa porta è diventata porta della libertà. Esorto tutti i berlinesi e tutti i tedeschi, ai quali sono grato per la pacifica rivoluzione dello spirito che ha portato all’apertura della Porta di Brandeburgo: non spegnete lo Spirito! Tenete aperta questa porta, per voi e per tutti gli uomini! Tenetela aperta con lo spirito dell’amore, della giustizia e della pace! Tenete aperta la porta con l’apertura dei vostri cuori! Non c’è libertà senza amore». La Provvidenza divina si è servita di tante persone che hanno ascoltato l’insistenza del Papa sull’attenzione ai diritti dell’uomo. A questo cambiamento contribuì anche la personalità di Gorbaciov. Crollò una quercia che sembrava eterna e per la Chiesa si aprì un nuovo momento storico. Con la libertà nascono cose nuove e la Chiesa, che non chiede privilegi ma solo la libertà per i suoi figli, ha potuto organizzarsi prendendo contatti con i nuovi governi. Prima nell’ex Unione Sovietica non avevamo nemmeno una presenza ufficiale. Anche in Albania, la quale non partecipò al meeting di Helsinki e che pretendeva di vivere il comunismo puro, oggi abbiamo una presenza. Io stesso andai a Tirana a consacrare la nuova Chiesa cattedrale. C’è da cantare un «Te Deum» per questo cambiamento. Dio vigila sulla storia della Chiesa”.Qual è una priorità della Chiesa di oggi?“Credo la missionarietà. Giovanni Paolo II fece molti Sinodi per convocare i vari vescovi. La presenza del Papa nella Chiesa universale è stata molto attiva con Giovanni Paolo II e gli strumenti della modernità hanno contribuito a rendere capillare tale presenza. Oggi la Chiesa dev’essere missionaria. È richiesto ancora un lungo cammino, un grande lavoro per diffondere il Vangelo e il Regno di Dio nel mondo”.