POPOLAZIONE UE
Grazie all’immigrazione l’Europa è meno vecchia
La popolazione dell’Europa comunitaria cresce grazie all’immigrazione ma anche a un modesto saldo naturale. Alcuni paesi mostrano un aumento delle culle, soprattutto grazie a oculate politiche di sostegno alla natalità. Nel complesso, però, il continente tende a invecchiare per le maggiori aspettative medie di vita dei suoi abitanti.Oltre cinque milioni di culle nell’Ue27. Eurostat rileva che la popolazione dell’Ue27 era, al 1° gennaio 2009, pari a 499,8 milioni di persone, contro 497,7 milioni di un anno prima. “La popolazione comunitaria si è accresciuta di 2,1 milioni di abitanti nel corso del 2008, con un tasso annuo dello 0,4%. Tale aumento risulta da un accrescimento naturale di 0,6 milioni di individui e di un saldo migratorio pari a 1,5 milioni di persone”. Nel corso del 2008 sono nati nell’Ue 5,4 milioni di bambini, mentre i decessi sono stati 4,8 milioni. Eurostat riconosce quindi “un modesto aumento del saldo naturale”, collegato a una crescita del numero delle nascite. Nella zona-euro (16 Stati), invece, la popolazione complessiva è di 328,7 milioni di abitanti, ossia 1,6 milioni in più rispetto a un anno prima. Tasso di natalità e fattore-migrazione. Complessivamente il tasso di natalità lordo è stato – come affermano gli esperti dell’Ufficio statistico comunitario – di 10,9 nati per mille abitanti nel 2008, cioè 0,3 neonati ogni mille abitanti in più nei confronti delle cifre del 2007. Gli aumenti più consistenti si registrano in Lituania, Irlanda, Cipro e Polonia. Se si considera il periodo 2000-2008, le differenze nel tasso di natalità nei paesi europei appare ancora più evidente in alcuni casi. Ad esempio è possibile notare un sensibile aumento in alcuni dei paesi dell’est che hanno aderito all’Unione nel 2004, beneficiandone forse sul versante economico e degli standard di vita: la Bulgaria è passata da 9,0 nascite ogni mille abitanti dell’anno giubilare agli attuali 10,2; la Repubblica ceca da 8,8 a 11,5; la Lettonia da 8,5 a 10,6; la Polonia da 9,8 a 10,9. Un caso particolare è rappresentato dalla Romania: nel 2000 aveva un tasso di natalità del 10,4 per poi passare a 10,0 del 2007, fino all’attuale 10,3. Una situazione che si spiega verificando il saldo migratorio, negativo per Bucarest: le persone che lasciano il paese sono infatti mediamente giovani e dunque la Romania perde, con l’emigrazione, anche una consistente parte di abitanti che potrebbero diventare genitori (e che spesso lo diventano in altre nazioni).Germania stabile, crescono Regno Unito e Turchia. Il rapporto tra nati e morti è positivo in quasi tutti i paesi, mentre è negativo in Germania, Bulgaria, Estonia, Italia, Lettonia, Lituania, Ungheria, e appunto Romania. Un saldo migratorio negativo (ossia più partenze che arrivi) si registra in Polonia, Bulgaria, Lettonia, Lituania, Romania. La Germania si conferma ovviamente dal canto suo la nazione più popolosa del continente con oltre 82 milioni di abitanti, seguita da Francia (64 milioni), Regno Unito (61), Italia (60), Spagna (45), Polonia (38), Romania (21), Paesi Bassi (16). Fra i paesi candidati all’adesione la Turchia è il paese più grande per numero di cittadini (71 milioni e mezzo), sviluppandosi a un elevato tasso di natalità (17,9), seguito dalla Croazia (oltre 4 milioni) e dalla piccola Macedonia (2 milioni).Risultati dalle politiche a favore della natalità. Tornando ai dati sulla natalità, si registra una certa vivacità in alcuni paesi come Francia, Regno Unito e Svezia. Le ragioni possono essere molteplici ma si tende a evidenziare anzitutto che hanno più “bebè” quegli Stati che da maggior tempo attuano concrete politiche di sostegno alla natalità (aiuti alle coppie, servizi per l’infanzia, flessibilità negli orari di lavoro di mamma e papà, sussidi economici…). Vivace anche la natalità nei paesi che hanno saldi migratori positivi: è il caso del Regno Unito, dove il 56% delle nascite dello scorso anno è riconducibile a donne nate fuori dal paese. Ciò conferma che gli immigrati, qualora integrati e in grado di avere un lavoro, una casa, un’assistenza sociale e sanitaria adeguata, tendono a creare delle famiglie con più figli.Bebè: all’Irlanda il record della crescita. Il tasso di natalità in Francia è sempre tra i più elevati (attorno a 13 bambini nati ogni mille abitanti); positiva la situazione in Finlandia, Paesi Bassi, Lussemburgo, Danimarca, Spagna, Cipro. In Germania il numero delle culle è calato costantemente negli ultimi 8 anni: era di 9,3 bambini ogni mille abitanti nel 2000 e ora si è ridotto a 8,2. Altri paesi con tassi di nascite modesti sono Italia, Austria e Portogallo. Resta d’atro canto all’Irlanda il tasso di natalità più elevato: era 14,4 per mille nel 2000, per passare a 16,9 nella registrazione della fine 2008.