II GUERRA MONDIALE

Benedetto XVI, Polonia, Berlino

Le parole del Papa per il 70° dell’inizio”L’Europa e il mondo di oggi hanno bisogno di uno spirito di comunione”. Lo ha detto il Papa salutando i pellegrini polacchi al termine dell’udienza generale del 2 settembre. Il Pontefice ha ricordato il 70° anniversario dell’inizio della Seconda guerra mondiale, che si è celebrato il 1° settembre. “Nella memoria dei popoli – ha sottolineato – rimangono le umane tragedie e l’assurdità della guerra. Chiediamo a Dio che lo spirito del perdono, della pace e della riconciliazione pervada i cuori degli uomini”. “L’Europa e il mondo di oggi hanno bisogno di uno spirito di comunione”, ha proseguito il Papa: “Costruiamola su Cristo e sul suo Vangelo, sul fondamento della carità e della verità”, ha esortato il Papa impartendo la sua benedizione sui presenti e su “tutti coloro che contribuiscono a creare il clima della pace”.Polonia: nuove relazioni con la Russia?”Le celebrazioni del 70° anniversario della Seconda guerra mondiale non possono ridursi solo al ricordo del 1° settembre 1939. Bisogna contemporaneamente ricordare la data del 17 settembre 1939, giorno dell’invasione della Polonia da parte dell’Unione Sovietica”, ha rilevato il presidente della Conferenza episcopale polacca (Kep) mons. Jozef Michalik prima dalla storica visita del premier russo Vladimir Putin a Danzica compiuta insieme ad altri capi di stato e di governo. Commentando l’alleanza stretta tra Hitler e Stalin a pochi giorni dallo scoppio della guerra, il presidente della Kep ha sottolineato: “Non vogliamo aggravare le divergenze ma solo basarci sulla verità; e quindi anche da questi dolorosi fatti storici bisogna iniziare per trovare la strada nuova nelle relazioni tra la Polonia e la Russia”. “La Chiesa polacca si adopererà sempre per promuovere il perdono nel rispetto della piena verità sugli inizi della Seconda Guerra” ha sottolineato in occasione del 1° settembre, il card. Stanislaw Dziwisz, definendo gli sforzi di “falsificare la storia” come “indegni di un popolo e dell’uomo”. “Proprio per questo tali tentativi vengono da noi accolti con grande dolore e preoccupazione”, ha spiegato il presule, riferendosi al disconoscimento da parte di Mosca di fatti quali l’invasione della Polonia nel 1939, l’eccidio di Katyn, le repressioni inflitte ai tempi del regime comunista e, più lontane nella storia ma vive nella memoria, le spartizioni del Paese da parte della Russia zarista. Mons. Tadeusz Zycinski, dopo la pubblicazione da un quotidiano nazionale, alla vigilia delle celebrazioni a Danzica, di una lettera di Putin “Al popolo polacco” non esclude la possibilità di una “svolta nelle relazioni sia tra la Chiesa polacca e il patriarcato di Mosca che tra i due popoli”. Secondo mons. Henryk Muszynski però “la vera riconciliazione tra due popoli è un processo lungo che richiede un dialogo a tutti i livelli: politico, economico, storico e religioso”. Il presule tuttavia intravvede nella lettera di Putin “delle premesse per un’intesa”. A suo parere tuttavia, nonostante “l’armata rossa e l’esercito degli alleati (e quindi anche quello polacco) abbiano insieme vinto la seconda guerra mondiale” i polacchi ed i russi devono ancora “vincere la battaglia della memoria”. La commemorazione a BerlinoLe Conferenze episcopali di Polonia e Germania hanno commemorato il 30 agosto a Berlino il 70° anniversario dell’inizio della Seconda guerra mondiale con una Messa presieduta dall’arcivescovo di Berlino, il card. Georg Sterzinsky. Durante la funzione, l’arcivescovo di Bamberg, mons. Ludwig Schick ha ricordato il processo di riconciliazione, iniziato nel 1965 con uno scambio epistolare tra le Conferenze episcopali dei due Paesi, chiedendo di riconoscere “la colpa e il fallimento che condussero alla guerra che si sono verificati durante la Seconda guerra mondiale e anche dopo”. “La politica può mettere a repentaglio la pace, quando diventa nazionalistica e non tiene in considerazione il bene di tutte le persone del mondo”, ha proseguito Schick, che è anche presidente tedesco del gruppo di contatto delle due Conferenze episcopali. L’omologo polacco, mons. Wiktor Skworc, ha affermato durante l’omelia che “l’ultima guerra ha distrutto l’essere umano e ciò che questi ha raggiunto, fino alle fondamenta”. Pertanto, “la Chiesa in Germania e in Polonia deve essere unita a invocare la pace per noi e per il mondo”, evitando l’errore di “contare le vittime e misurare in tal modo il dolore”. Anche l’arcivescovo di Varsavia, mons. Kazimiercz Nycz ha invitato a continuare a pregare per la “riconciliazione tra i cattolici tedeschi e polacchi. La guerra” – ha proseguito – “è la disfatta dell’umanismo autentico e la catastrofe dell’intera umanità”. Secondo l’arcivescovo, “i Paesi vicini europei sono chiamati a cercare sempre nuove vie di amicizia”. Alla Messa celebrata nella cattedrale di St. Hedwig ha partecipato anche il Presidente della Germania, Horst Köhler, insieme con l’ambasciatore polacco Marek Prawda.