POLONIA

Il coraggio della verità

Documento dei vescovi su matrimonio e famiglia

La Chiesa difende “il corpo umano dal disprezzo, rendendo al contempo ben visibile l’inscindibile legame tra il corpo e lo spirito”. Lo ha affermato mons. Stanislaw Stefanek, membro del Consiglio per la famiglia della Conferenza episcopale polacca (Kep) presentando la pubblicazione di un lungo documento intitolato “Al servizio della verità sul matrimonio e la famiglia” “Dobbiamo essere al servizio di una verità oggettiva poiché tale verità esiste, ci è stata rivelata da Dio, ed è iscritta quale legge naturale nel profondo del nostro cuore”, ha aggiunto il presule sottolineando che “nel mondo moderno la verità sul matrimonio e la famiglia spesso viene sfigurata, e quindi tanto più necessita di impegno, di coraggioso proclamo, e di difesa.” Il documento di un centinaio di pagine è stato reso noto dal Consiglio permanente della Conferenza episcopale polacca riunitosi, il 25 agosto scorso a Jasna Gora. Nel corso dell’incontro a i vescovi polacchi hanno stabilito per il 7 ottobre prossimo la data dell’entrata in vigore del nuovo Statuto della Kep, già approvato dalla Santa Sede e che, tra l’altro, costituisce il Consiglio dei vescovi diocesani quale nuovo organo della Conferenza, nonché definisce in modo particolareggiato la carica del Primate di Polonia, finora non adeguatamente determinata. L’attuale primate di Polonia è il cardinale Jozef Glemp e a dicembre, quando avrà compiuto ottant’anni, andrà in pensione. La Chiesa ha diritto di parola. Il documento sul matrimonio e famiglia presentato a Jasna Gora parte dalla considerazione che “l’affermazione riguardante il carattere privato della confessione religiosa è del tutto falsa”. Quindi “la Chiesa ha tutti i diritti per pronunciarsi in merito alle questioni importanti per l’intera società”. Di fronte alle tendenze, sempre più frequenti che mettono in dubbio il modello tradizionale della famiglia, i presuli ribadiscono che “gli uomini retti debbano organizzarsi per chiedere rispetto per i valori in cui credono”. A questi valori appartengono il matrimonio e la famiglia in quanto rispecchiano “non solo una realtà secolare ma anche gli aspetti soprannaturali dell’alleanza tra uomo e donna.” “Quell’alleanza – affermano i vescovi – ha un valore oggettivo, indipendente dalle interpretazioni sociologiche e storiche”.Inesistenti le politiche familiari. Con grande preoccupazione, gli autori del documento osservano che “nelle politiche sociali in Polonia non c’è posto per le famiglie e ce n’è ancora di meno per quelle più numerose”. Ricordano che “nessun altro Paese europeo destina così pochi mezzi per il sostegno alle famiglie quanto la Polonia”, e ammoniscono: “oggi in Polonia nascono meno bambini che in qualunque altro Paese europeo, mentre gli esperti prevedono un successivo drastico calo demografico”. I cattolici impegnati in politica hanno quindi obbligo di “intraprendere delle azioni reali, e non quelle a carattere meramente propagandistico” per favorire le nascite, scrivono i presuli, in quanto nonostante le politiche familiari siano ufficialmente definite come “la ragion di Stato e un obbligo elementare dei governanti”, i governi che si susseguono “sembrano non accorgersi del fondamentale ed insostituibile importanza della famiglia per lo sviluppo, la stabilità e la stessa salvaguardia del popolo e dello Stato Polacco”. Il documento, oltre al compendio del magistero della Chiesa sulla famiglia, contiene anche delle strategie e delle indicazioni per i politici la cui rettitudine – scrivono i vescovi – dovrebbe essere giudicata però anche in base alla loro vita coniugale e famigliare. “L’uomo politico non può agire in contrasto con la propria coscienza”, ricordano i vescovi i quali fanno anche notare che “la pastorale delle famiglie deve essere una reale priorità per la programmazione delle attività pastorali di ogni parrocchia”.Dibattito sulla fecondazione assistita. Inoltre, i vescovi radunati a Jasna Gora alla vigilia della festa della Madonna di Czestochowa hanno approfondito le sei proposte di legge in materia della fecondazione artificiale in discussione quest’autunno al parlamento polacco. Mons. Henryk Hoser, presidente del Gruppo per la bioetica della Kep ha rilevato a questo proposito che “ogni decisione legislativa deve essere presa in conformità con la coscienza formata in maniera corretta”. Il presule ha sottolineato che il risultato del dibattito parlamentare sarà decisivo “perché possiamo vivere nelle condizioni degne di persone umane”. Per spiegare la partecipazione degli ecclesiastici, a volte criticata, al dibattito sulla bioetica, mons. Hoser ha indicato le tre principali ragioni di un tale impegno da parte della Chiesa. “Le decisioni adottate – ha detto – riguarderanno i cattolici che costituiscono il 90% della società polacca; la Chiesa considera l’uomo non solo nel suo aspetto spirituale ma anche dal punto di vista della scienza”. Secondo quindi mons. Hoser la partecipazione della Chiesa al dibattito sulla bioetica “non può essere considerata l’espressione di una limitata legge confessionale”.