COMMISSIONE
Riforma dei sistemi giudiziari in due Paesi dell’Est e crisi settore lattiero-caseario
La Commissione europea è alle prese con due questioni piuttosto spinose e in settimana è intervenuta con altrettante prese di posizione: la prima riguardante i processi di riforma dei sistemi giudiziari in corso in Romania e Bulgaria, ultimi due Stati ad aver fatto ingresso nell’Ue nel gennaio 2007; la seconda relativa alla crisi del settore lattiero-caseario, sulle prime pagine dei giornali da diversi mesi.Riforme e contrasto al crimine. “È necessario un maggiore impegno per ottenere risultati convincenti a livello di riforma giudiziaria, lotta alla corruzione e, nel caso della Bulgaria, lotta alla criminalità organizzata”. Con questa riassuntiva conclusione, l’Esecutivo richiama Bucarest e Sofia a proseguire le riforme a suo tempo avviate per ottenere il via libera all’adesione, le quali devono però proseguire in alcuni particolari settori dell’ordinamento pubblico. È lo stesso presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ad affermare: “Il processo di riforma deve essere sostenuto da un consenso politico nazionale, a cui siano associati tutti i partiti politici e tutte le istituzioni, e da risultati più convincenti”. I cittadini romeni e bulgari, aggiunge il politico lusitano, “e quelli di tutta Europa devono avere la certezza che nessuno è al di sopra della legge. Mi auguro che i due governi agiscano rapidamente per attuare le raccomandazioni concrete formulate dalla Commissione”.Servono risultati concreti. Stando al protocollo inviato da Bruxelles alle due capitali dell’est, “negli ultimi dodici mesi, la Romania ha presentato proposte importanti per ammodernare il diritto penale, il diritto civile e le procedure giudiziarie”, ma occorre “un sostegno politico forte per consentire a una magistratura indipendente di pronunciarsi in modo rapido ed efficace sui casi di corruzione ad alto livello”. Per l’Esecutivo, “il bilancio positivo delle azioni giudiziarie intentate in casi di corruzione ad alto livello si è mantenuto ed è stato completato da misure volte a potenziare l’organico dei tribunali e delle procure” e a migliorare “la coerenza della giurisprudenza”. Tali tentativi di riforma sono d’altro canto ritenuti “frammentari”, “non sono ancora solidamente radicati” e, soprattutto, “non hanno dato risultati concreti per i cittadini rumeni”.Maggior sostegno politico. Per quanto riguarda la Bulgaria, gli esperti della Commissione sottolineano che il paese ha cominciato a ristrutturare le procure, “con un conseguente aumento dei rinvii a giudizio e delle condanne”. Si tratterebbe del segnale di un impegno convinto per contrastare i reati gravi. Al contempo “occorre un sostegno politico più deciso per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, che deve chiaramente figurare tra le priorità del nuovo governo”. La Commissione non appare del resto soddisfatta dei progressi compiuti: “Essi non hanno ancora avuto ripercussioni sulla realtà quotidiana dei bulgari, che non osservano alcun miglioramento. Agli occhi del cittadino la giustizia in Bulgaria è lenta e talvolta iniqua e un certo numero di pubblici ministeri e di magistrati subirebbe pressioni e ingerenze.Latte: aiuti ai produttori. Su tutt’altro argomento la Commissione è intervenuta il 22 luglio, assicurando che farà tutto quanto in suo potere per sostenere gli allevatori. I quali sono scesi in piazza sia nelle capitali nazionali sia a Bruxelles (18 giugno) e Strasburgo (14 luglio), protestando per il crollo dei prezzi del settore e, in alcuni casi, per l’annunciata abolizione delle cosiddette quote-latte, che entrerà in vigore dal 2015. I prezzi al produttore sono infatti mediamente passati da 0,30-0,40 euro al litro del 2007 agli attuali 0,24 euro; ma in alcune regioni i produttori ricevono attorno a 20 centesimi al litro. Cifre ritenute non sufficienti per coprire le spese degli allevamenti. L’Esecutivo continuerà “ad avvalersi di strumenti come l’intervento finanziario, gli aiuti all’ammasso privato e le restituzioni all’esportazione”. Autorizzerà inoltre il versamento rapido di pagamenti diretti ai produttori, mentre ha da poco avviato “una nuova serie di programmi di promozione dei prodotti lattiero-caseari”. Si pensa inoltre al finanziamento dell’abbandono volontario della produzione di latte e “all’estensione del quadro temporaneo di crisi sugli aiuti di Stato ai produttori del settore”. “Dobbiamo fare tutto il possibile per aiutare i produttori di latte ad affrontare l’attuale rovinoso crollo dei prezzi”, riconosce Mariann Fischer Boel, commissaria all’agricoltura. “Continueremo ad avvalerci delle misure in nostro possesso per stabilizzare il mercato ma, come ha indicato il Consiglio europeo, non ritorneremo sulla decisione di sopprimere progressivamente le quote di produzione. Se messa in discussione, questa scelta creerebbe incertezza e non contribuirebbe in alcun modo a migliorare la situazione”.