Olanda, Spagna, Lituania, Italia

Olanda: enciclica “ricca ed innovativa””Ricca di pensieri, con riflessioni condivisibili; sarebbe buona cosa se le persone fossero aperte all’approccio etico che il Papa sviluppa nell’enciclica”, così mons. Huub Ernst, arcivescovo emerito di Breda, commenta, sul sito “Katholieknederland”, l’enciclica “Caritas in veritate” di Benedetto XVI. L’arcivescovo, ricordando “la crisi globale in campo economico, che tocca in profondità la vita di numerose persone”, afferma che “è auspicabile che la riflessione di Benedetto XVI possa diventare concreta e cioè che l’approccio delle persone verso l’economia sia un approccio etico, come sviluppato nell’enciclica”. “È rilevante – continua Ernst – lo spazio che il Papa dedica alla Populorum progressio di Paolo VI, sullo sviluppo dei popoli, mettendola anche in linea con la Rerum novarum di Leone XIII per quanto si dice sulla condizione dei lavoratori. Benedetto XVI prova a tracciare con forza un ulteriore avanzamento del concetto di sviluppo umano integrale, come il rispetto per la vita, che era stato di Paolo VI”. Dello stesso avviso ache Adalbert Denaux, preside della facoltà di teologia cattolica presso l’università di Tilburg, che sempre sullo stesso sito, mette in rilievo “la prosecuzione della tradizione delle encicliche sociali dei predecessori di Benedetto XVI” e definisce “innovativo” il principio dell'”amore nella verità da applicare nel campo socio-economico”.Spagna: per i 14 preti baschi uccisi nel 1937Non vere e proprie esequie ma “un atto di riparazione” per le morti dimenticate di 14 sacerdoti baschi. Si sono tenute l’11 luglio, nella cattedrale della città basca di Vitoria, alla presenza del vescovo della diocesi mons. Miguel José Asurmendi Aramendia e dei vescovi di Bilbao, mons. Ricardo Blázquez, e di San Sebastian, mons. Juan María Uriarte. Presenti anche le autorità civili e centinaia di religiosi. I nomi dei 14 sacerdoti, vittime insieme a molte altre persone della milizia franchista durante la guerra civile spagnola (dal 1936 al 1939), sono stati letti durante la cerimonia ed è stato deciso dai vescovi che la loro identità venga conservata negli archivi diocesani. In particolare, sarà pubblicata una rassegna nel Bollettino ufficiale di ogni diocesi, dove saranno raccolte le loro biografie. Infine, i nomi saranno inseriti nei registri diocesani e nei libri parrocchiali corrispondenti. All’epoca della loro uccisone, avvenuta nel 1937 dopo processi sommari, i religiosi non ebbero esequie e i loro nomi non furono scritti negli archivi delle loro parrocchie. “Queste vittime meritavano le nostre preghiere e la nostra memoria, era necessario fare giustizia”, è stato detto durante l’omelia. Con questa iniziativa i vescovi baschi hanno voluto avviare con i fedeli un “esercizio di purificazione della memoria”. Come hanno spiegato nella lettera pastorale scritta per l’occasione, “Purificare la memoria, servire la verità, chiedere perdono”, “purificando la memoria, servendo alla verità, chiedendo, offrendo e accogliendo il perdono, vogliamo guardare al passato per imparare a costruire un presente ed un domani nuovi”. Lituania: card. Backis a presidente Repubblica”Ci vuole molto coraggio per vivere secondo i principi di Dio che sono stati messi nella coscienza dell’uomo. Ci vuole ancor più coraggio quando questi principi devono essere annunciati. Dio ci ha creato per essere nella comunità e il comportamento di uno sempre ha l’effetto sugli altri”. Sono queste le parole pronunciate dal card. Audrys Juozas Backis, arcivescovo di Vilnius (Lituania), durante la messa per la nuova presidenza della Repubblica Lituana, carica alla quale è stata eletta a maggio l’ex commissaria Ue Dalia Grybauskaite. La presidente (la prima donna eletta a questo alto incarico) ha prestato giuramento il 14 luglio al parlamento di Vilnius. “Solo una persona coraggiosa guarda senza paura i propri sbagli e cerca un aiuto e un suggerimento. Solo una persona coraggiosa cerca di difendere i più deboli rischiando di essere malinteso”. La verità è “come un magnete che attira altra gente e ispira la speranza”, ha sottolineato il cardinale, “la speranza che sulla terra può trionfare la verità e giustizia”. Poi una riflessione sul lavoro: “Ogni lavoro ha il suo valore non per quanto ne parlano i media o la gente, o per quanto esso viene pagato, ma dalla quantità di amore e sacrificio con il quale viene compiuto. Lavori fatti con amore hanno un valore eterno”.Italia: il “prestito della speranza”Presentando il 14 luglio a Roma il “Prestito della speranza”, iniziativa promossa dalla Cei con banche italiane (Abi) per aiutare le famiglie in difficoltà, mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, ha dichiarato che l’attuale crisi economica “tocca la parte della popolazione che non ha mai scialacquato” e “noi diamo voce a preoccupazioni che non sono né piccole né poche”. Nell’illustrare il “prestito” mons. Crociata ha parlato di “iniziativa di microcredito per le famiglie basata sulla colletta nazionale promossa dalla Conferenza episcopale italiana”.L’impegno è di erogare un prestito annuo di 6 mila euro a famiglie, indicate dalla Caritas per permettere loro di coprire spese legate a studio, salute, tempo libero. Il prestito, al tasso di interesse del 4,5%, dovrà essere restituito alla banca sulla base di un piano di ammortamento della durata massima di 5 anni che decorrerà quando saranno trascorsi 12 mesi dalla concessione.