DIALOGO INTERRELIGIOSO

Inghilterra, Irlanda, Germania

Inghilterra: leader religiosi contro l’eutanasiaL’Arcivescovo Vincent Nichols, insieme al Primate anglicano Rowan Williams e al rabbino capo del Regno Unito Jonathan Sacks, ha espresso la propria opposizione a una modifica della legge che consentirebbe ai cittadini di aiutare i loro parenti malati terminali a terminare la loro vita all’estero senza paura di essere incriminati. Secondo i tre leader religiosi, la nuova norma metterebbe a rischio persone vulnerabili, “soprattutto persone malate che sono ansiose per il peso che la loro malattia provoca ad altri”. Queste le parole usate dai tre leader secondo il settimanale cattolico “Tablet”. L’emendamento alla legge che verrà presto discussa alla Camera dei Lord “significherebbe uno spostamento della legislazione britannica verso la legalizzazione dell’eutanasia” hanno detto i tre leader religiosi in una lettera scritta al quotidiano “Daily Telegraph”. “Il movimento degli hospices, un dono quasi unico di questo Paese all’umanità, è il segno tangibile di un modo diverso e migliore di fare i conti con le sfide che ci portano i malati terminali”, hanno scritto i leader. Nel frattempo la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles ha detto al “General Medical Council”, l’organo professionale che regola i medici nel Regno Unito, che approva le linee guida sulla cura dei malati in fin di vita. Rispondendo ad una consultazione del “General Medical Council” i vescovi hanno dato il benvenuto ad alcuni miglioramenti tra i quali vi l’indicazione ai medici “di dare sempre a un paziente nutrizione assistita e idratazione quando queste possano servire a prolungare la vita del paziente”.Irlanda: milizie protestanti consegnano le armiIl card. Sean Brady, Primate di tutta Irlanda, ha salutato con soddisfazione la decisione delle organizzazioni paramilitari protestanti nordirlandesi “Ulster Volunteer Force” e “Red Hand Commando” di rendere inutilizzabili le loro armi in un modo che sia verificabile. Anche la “Ulster Defence Association” ha dichiarato che vuole consegnare le proprie armi. Le due organizzazioni hanno ucciso quasi mille persone, soprattutto cattolici, durante trent’anni di violenza secondo il settimanale cattolico “Universe”. “I miei primi pensieri vanno a coloro per i quali questa notizia evocherà ricordi dolorosi di persone amate perse e di vite distrutte dalla completa inutilità e malvagità della violenza”, ha detto il cardinale. “Questa notizia sarà accolta bene soprattutto nella comunità cattolica che è stata l’obbiettivo di così tanta violenza da parte dei gruppi paramilitari protestanti”. “Rinnovo il mio appello a tutti i gruppi paramilitari perché rendano inattive completamente le loro armi e perché diano agli abitanti del Nord Irlanda, soprattutto i giovani, motivo ulteriore di sperare che la società civile e pacifica che tutti desideriamo sia vicina a realizzarsi”, ha detto ancora l’arcivescovo di Armagh. Brady ha aggiunto di pregare “perché quello che è stato annunciato aiuti ciascuno in Nord Irlanda ad allontanarsi dalla paura e dal sospetto per mostrare buona volontà e amicizia, qualunque sia il nostro passato o la nostra identità”.Germania: documento contro l’antisemitismoUn impegno a “promuovere il dialogo interreligioso tra Ebrei e Cristiani”, lottando contro qualsiasi forma di antisemitismo: questo il contenuto centrale di un documento siglato a Berlino il 4 luglio da rappresentanti di Comunità per la cooperazione cristiano-giudaica di 22 paesi tra cui il vescovo di Aquisgrana, mons. Heinrich Mussinghoff. Il documento, intitolato “Dodici tesi di Berlino”, intende, con le parole di Deborah Weissman, Presidente del Consiglio nazionale dei cristiani e degli ebrei (ICCJ), “dare una piattaforma più ampia, con nuove fondamenta, al rapporto tra le due religioni a 70 anni dall’inizio della guerra e della Shoah”. Le dodici tesi attualizzano le “dieci tesi di Seelisberg”, un documento firmato nell’estate del 1947 da 65 tra ebrei e cristiani di 19 Paesi all’indomani della Shoah, in cui si manifestava la lotta decisa all’antisemitismo e l’intenzione di rinnovare i rapporti reciproci. Per la prima volta, la nuova dichiarazione si rivolge anche agli ebrei, esortandoli a riconoscere le riforme promosse da molte Chiese cristiane nei loro confronti e a “ripensare i testi e la liturgia ebraica alla luce di tali riforme cristiane”. Si invita inoltre a “distinguere tra una critica corretta a Israele e l’antisemitismo”. Il rabbino Henry G. Brandt, Presidente del Consiglio di coordinamento tedesco delle Società per la cooperazione cristiano-giudaico, ha parlato di una “rivoluzione” verificatasi negli ultimi decenni, relativamente al rapporto tra Ebraismo e Cristianesimo. Nonostante le polemiche dei mesi passati, ha dichiarato, “il filo delle relazioni non può essere strappato. Piuttosto, occorre difendere ciò che è stato raggiunto con parole chiare”. Il vescovo evangelico Wolfgang Huber, capo della Chiesa evangelica tedesca (Ekd), ha definito le tesi un appello a procedere “sul cammino della comprensione e del rispetto reciproco”, indicando al contempo come prioritario “l’impegno comune per la giustizia sociale e la dignità della persona umana”. Mons. Mussinghoff ha sottolineato la “vicinanza intima e la relazione unica” esistente tra le due religioni: “Come Chiesa cattolica, non possiamo parlare di Cristianesimo senza pensare sempre e ovunque alle radici ebraiche” e ha proposto la realizzazione di progetti sociali comuni.