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Spagna, Portogallo, Inghilterra

Spagna: purificare la memoria e chiedere perdonoUna funzione funebre per le vittime della Guerra civile, con una menzione e un riconoscimento speciale per 14 sacerdoti baschi caduti nell’oblio. Con questo gesto l’11 luglio nella cattedrale nuova di Vitoria, i vescovi delle tre diocesi basche renderanno omaggio a tutti i morti del conflitto intestino che insanguinò la Spagna tra il 1936 e il 1939. Tra essi, nella diocesi di Vitoria, allora unica della regione, 70 furono i preti. I vescovi Ricardo Blázquez di Bilbao, Juan María Uriarte di San Sebastián, Miguel Asurmendi di Vitoria, e Mario Iceta, ausiliare di Bilbao, hanno spiegato la volontà di tornare sulle vicende del passato, in risposta a una petizione popolare, con una lettera pastorale appena pubblicata e che porta il titolo “Purificare la memoria, servire la verità, chiedere perdono”. Sulla scorta di Giovanni Paolo II – e dopo l’ultima beatificazione di 498 martiri spagnoli del XX secolo, avvenuta nel 2007 sotto Benedetto XVI – i pastori vogliono avviare con i fedeli un “esercizio di ‘purificazione’ della memoria”. In conclusione del documento, infatti, spiegano che “purificando la memoria, servendo alla verità, chiedendo, offrendo e accogliendo il perdono, vogliamo guardare al passato per imparare a costruire un presente ed un domani nuovi”. Come segno visibile di questo esercizio di purificazione della memoria, oltre al funerale – che i 14 in vita non ebbero – sarà pubblicata una rassegna nel Bollettino ufficiale di ogni diocesi, dove saranno raccolte le loro biografie. “Desideriamo prestare un servizio alla verità che è uno dei pilastri basilari per costruire la giustizia, la pace e la riconciliazione – sottolineano -. Non vogliamo riaprire ferite, bensì aiutare a curarle o ad alleviarle”. Inoltre, proseguono, “vogliamo chiedere perdono e invitare a perdonare. In nessun modo pretendiamo di erigerci a giudici degli altri, bensì vogliamo riconoscere davanti a Dio i nostri limiti nel passato e nel presente”. Portogallo: l’azione sociale delle MisericordieInaugurando nei giorni scorsi il I Congresso della Storia della Santa Casa della Misericordia, il vescovo di Porto, mons. Manuel Clemente ha affermato che “lo Stato non deve limitare l’iniziativa e la libertà d’intervento dei gruppi e delle istituzioni presenti nella società: i cattolici e le loro associazioni vivono di fatto all’interno di società politiche che condividono con gli altri cittadini in un pluralismo globale”. “In quanto amministratore della cosa pubblica, lo Stato è l’entità che è maggiormente interessata al bene comune, e questo obiettivo si può raggiungere rispettando e potenziando i gruppi e le istituzioni sociali, secondo la natura propria di ciascuno di essi. Esattamente in ciò consiste quella sussidiarietà, che è il vero e proprio sintomo della salubrità della vita sociale e politica, ed è lo stimolo indispensabile per una cittadinanza libera e responsabile” – ha aggiunto. Ricordando la storia della Santa Casa della Misericordia di Porto, con i suoi 510 anni di esistenza, mons. Clemente ha voluto sottolineare come l’Istituzione portoghese si sia fondata su questo principio e si sia rivelata “un fertilissimo terreno di spontaneità creativa: quando si dice che le Misericordie sono di origine ecclesiastica, nello spirito e nella forma, ci si riferisce alla Chiesa come all’ambiente comune di tutti coloro che a quel tempo si potevano dire cittadini del regno di Portogallo”. “L’ambito ecclesiastico e totale dell’azione sociale delle Misercordie portoghesi si è manifestato in un’instancabile opera caritativa e di preghiera: basta osservare quanta parte del patrimonio comune del popolo lusitano sia nato e conservato nelle Chiese della Misericordia”. Inghilterra: beatificazione del card. NewmanCon un comunicato la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles saluta con soddisfazione la pubblicazione, il 3 luglio scorso, del decreto con il quale Benedetto XVI ha approvato il miracolo attribuito all’intercessione del card. John Henry Newman, fondatore degli Oratori di San Filippo Neri in Inghilterra, convertitosi nel 1845 dall’anglicanesimo al cattolicesimo. Nella nota i vescovi scrivono che “papa Benedetto XVI ha riconosciuto la guarigione del diacono Jack Sullivan nel 2001 come un miracolo a conseguenza della intercessione del venerabile servo di Dio John Henry Newman”. La guarigione miracolosa di una grave debolezza della spina dorsale si è verificata a Boston, negli Stati Uniti. “La decisione del Pontefice – prosegue il testo – apre la strada alla beatificazione”. “Le preghiere dei fedeli di Cristo in tutto il mondo sono state ascoltate”, ha detto don Paul Chavasse, prevosto della comunità di Newman all’Oratorio di Birmingham. “Prego che Newman, con l’esempio della sua vita e la profondità del suo insegnamento, venga accolto come una guida autentica dai cattolici in tutto il mondo. È senz’altro provvidenziale che la beatificazione di questo grande teologo inglese capiti durante il pontificato di Benedetto XVI, lui stesso grande teologo ed influenzato profondamente da Newman”. Nei mesi scorsi un portavoce dei vescovi inglesi aveva prospettato l’eventualità che lo stesso Pontefice potesse partecipare alla cerimonia, cogliendo l’occasione anche per una visita in Gran Bretagna. Il Papa è stato inviato ufficialmente nel Regno Unito dal premier Gordon Brown: sarebbe la seconda visita di un Papa dopo quella di Giovanni Paolo II, che nel 1982 fu il primo pontefice romano ad andare in Inghilterra dopo lo scisma con Enrico VIII del 1534. Il card. Newman è stato dichiarato “venerabile” da Giovanni Paolo II il 22 gennaio 1991.