CARITAS IN VERITATE
Germania: "un’opera grandiosa""Un contributo decisivo al dibattito attuale sulla globalizzazione e la giustizia": questo il giudizio di mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca, sull’Enciclica "Caritas in veritate" di Benedetto XVI, presentata il 7 luglio in Vaticano. "Anche il momento della pubblicazione la vigilia del G8 dell’Aquila sottolinea l’urgenza della finalità. Il Papa non rivolge un appello solo ai responsabili delle nazioni industrializzate più importanti del mondo, affinché affrontino coraggiosamente le attuali sfide senza dimenticare le necessarie basi etiche; ma incoraggia tutte le persone di buona volontà a considerarsi attori, anziché vittime degli sviluppi attuali. Tutti devono cambiare mentalità", ha esortato Zollitsch. L’arcivescovo di Friburgo ha definito la terza enciclica di Papa Ratzinger "un’opera grandiosa, che tiene conto dei presupposti fondamentali per tutte le persone di buona volontà relativamente a un’evoluzione e a una globalizzazione che siano a misura e degne della persona umana". Secondo Zollitsch, il documento rappresenta un "passo significativo" che prosegue il cammino della dottrina sociale cattolica, tenendo conto che gli obiettivi del Papa non è fornire istruzioni di natura politica od economica; si tratta invece di "rivolgere nuovamente lo sguardo su una dimensione fondamentale ma dimenticata dello sviluppo: uno sviluppo unitario, orientato ai principi di giustizia e bene comune, che sono espressione dell’amore nella verità". L’enciclica "non solo analizza in modo preciso i segni del tempo ma indica criteri necessari da osservare per promuovere la giustizia in modo sostenibile e in tutto il mondo". Irlanda: "per uno sviluppo integrale dell’uomo"Con un comunicato diffuso il 7 luglio i vescovi irlandesi salutano con soddisfazione la nuova enciclica di Benedetto XVI, "Caritas in veritate" dedicata allo sviluppo integrale dell’uomo nella carità e nella verità. Nella nota i presuli elencano alcuni punti cardine di questa Lettera che, scrivono, "mette in luce l’inseparabile legame tra amore e verità" e, citando passi della stessa, aggiungono che "senza verità la carità degenera in sentimentalismo. L’amore diventa un guscio vuoto da riempire in modo arbitrario". Per tale motivo, affermano, "i cristiani devono essere pronti a proclamare questo amore all’umanità. La Dottrina sociale della Chiesa deriva dalla dinamica dell’amore dato e ricevuto attraverso la nostra relazione con Dio e con il nostro prossimo". Tra le sfide che la società è chiamata ad affrontare oggi c’è quella della globalizzazione. "In una società globalizzata la nostra concezione di bene comune deve essere estesa anche ai rapporti tra le nazioni" che equivale a dire che "bisogna condividere beni e risorse e non solo il progresso tecnologico. Dobbiamo assicurare che, nell’ambito del mercato del lavoro globalizzato, le misure adottate dai Governi per incrementare la competitività non possono andare contro il povero e i più deboli". Altri punti cardine dell’enciclica sono, per l’episcopato irlandese, "la difesa del Creato, il diritto al cibo, all’acqua e alla vita". Belgio: "sguardo lucido sulla società attuale""Verità e Amore sono al centro del testo pontificio. È la verità che permette di posare uno sguardo lucido sulla società odierna ed è l’amore che spinge ad agire". A poche ore dalla presentazione della "Caritas in veritate", l’enciclica sociale di Benedetto XVI, in Vaticano, dall’ufficio stampa dei vescovi del Belgio giunge un primo commento al testo: "in questa prima enciclica del XXI secolo, il Papa chiede una nuova riflessione sul senso dell’economia, delle sue finalità, una revisione etica del modello di sviluppo, e ricorda agli uomini che una economia mondializzata che si sviluppa al di fuori di valori morali, è destinata all’impasse". "Senza cadere nel gioco della politica partigiana affermano i vescovi del Belgio la Chiesa non aspira a servire il capitalismo selvaggio, non propone soluzioni tecniche e non vuole entrare nelle decisioni degli Stati, ma ha una missione di verità da compiere a favore di una società a misura d’uomo, della sua dignità. Non esiste sviluppo pieno e bene comune universale senza il bene spirituale e morale delle persone considerate nella loro integrità di anima e corpo".Francia: "formidabile messaggio di speranza""Un formidabile messaggio di speranza rivolto ai cattolici e a tutti gli uomini di buona volontà interessati a riflettere" sulle questioni suscitate dalla fede cristiana: è questa "l’impressione personale" che il card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e presidente della Conferenza episcopale francese, ha tratto da "una prima lettura della enciclica di Benedetto XVI, "Caritas in veritate", presentata il 7 luglio alla stampa. Ad affermarlo è lo stesso presidente dei vescovi francesi in una nota apparsa sul sito della Conferenza episcopale. "L’umanità ha la missione e i mezzi per gestire il mondo nel quale viviamo" e "può trasformarlo" e far "progredire la giustizia e l’amore nelle relazioni umane, e negli ambiti sociale ed economico": questo, secondo il presule, "il messaggio di speranza". Due, sottolinea, i "punti particolarmente significativi" del documento papale: l’affermazione secondo cui "nessun ambito dell’attività umana sfugge alla responsabilità morale" e "la riflessione sulla globalizzazione e il suo rapporto con lo sviluppo". Nonostante la mole e la ricchezza degli argomenti affrontati, "questa enciclica conclude il card. Vingt-Trois è unificata dalla prospettiva generale sulla responsabilità nell’azione economica e sociale", il cui "criterio ultimo e definitivo" è "il servizio dell’uomo".